Il raffreddamento del mercato B2C segue il boom del 2022-2023, con tassi alti e scorte piene

Centosessanta fallimenti legati al solare in un solo Paese. Lo scorso anno la Svezia ha contato più bancarotte fotovoltaiche di quante ne avesse registrate in tutto il 2024 (147), un dato che già prefigurava la parola che un mese fa il monitor del mercato solare europeo curato da ZNT Berlin ha scelto per descrivere lo stato del comparto B2C: Zäsur, cesura. Dopo il biennio d’oro 2022‑2023, la domanda di pannelli per privati si è trasformata in un eccesso di offerta, con magazzini pieni, prezzi dell’elettricità in calo e tassi alti che hanno spento la rincorsa.

La botta: 40.000 posti in meno e un’ecatombe in Svezia

La fotografia più nitida arriva dai dati sull’occupazione. Secondo le rilevazioni di SolarPower Europe, nel 2025 il numero di addetti del settore solare nell’Unione europea è sceso del 5 per cento, attestandosi a 825.000 unità. In cifre assolute significa circa 40.000 posti di lavoro persi in dodici mesi, il primo arretramento dopo anni di espansione continua. Fino al 2024 l’occupazione solare europea aveva toccato il suo massimo storico; l’inversione è arrivata in parallelo al raffreddamento degli ordini e alla necessità di smaltire le scorte accumulate.

Il fenomeno svedese è stato un campanello d’allarme. I 160 fallimenti del 2025 censiti da Brussels Signal hanno superato i 147 già registrati l’anno precedente, segno che la scrematura tra gli installatori – spinti in massa dalla corsa al fotovoltaico domestico durante la crisi energetica – si stava facendo più rapida e dolorosa. Numeri da ecatombe per un mercato che solo due anni prima sembrava non conoscere limiti.

Dalla corsa all’oro al magazzino pieno

Per capire questa frenata bisogna tornare indietro di tre anni. Nel 2023, con i prezzi dell’energia alle stelle e la paura delle forniture di gas innescate dal conflitto Russia‑Ucraina, le installazioni fotovoltaiche nell’Unione europea erano aumentate del 50 per cento rispetto all’anno precedente, secondo le stime di EUPD Research. Famiglie e piccole imprese si erano gettate sul solare come mai prima, riempiendo i magazzini di moduli e inverter.

Poi il meccanismo si è inceppato. Nel 2024 la crescita del mercato fotovoltaico europeo si è ridotta a un modesto +5 per cento, 64‑65 GW di nuova capacità installata contro i quasi 62 GW del 2023, ancora una volta secondo i dati EUPD. Già nell’ottobre del 2023 il produttore di inverter SolarEdge aveva tagliato le previsioni di fatturato citando un significativo indebolimento della domanda nell’UE, un segnale che gli analisti di Wall Street leggevano come il primo scricchiolio di una bolla.

Ora, spiega ZNT Berlin, l’offerta ha superato la domanda. I tassi di interesse elevati hanno reso meno conveniente indebitarsi per un impianto sul tetto, i prezzi dell’elettricità all’ingrosso sono scesi, e gli stock accumulati nei magazzini frenano nuovi ordini. La conseguenza è un’ondata di consolidamento che nel 2024 e nel 2025 ha portato a fallimenti e all’uscita dal mercato B2C di molti operatori, compresi alcuni nomi fino a poco tempo fa considerati solidi. Perfino singoli leader di mercato hanno registrato per la prima volta ricavi stagnanti o in calo.

Anche Enpal rallenta: la frammentazione non salva nessuno

Nel mercato tedesco, il più grande d’Europa, il presunto campione nazionale Enpal si specchia in numeri che stridono con l’idea di predominio. Il mercato B2C continentale resta altamente frammentato, privo di attori in grado di esercitare una vera dominance, e anche in Germania Enpal, nel 2024, non superava il 4 per cento delle quote. Un gigante relativo in un oceano di piccoli installatori.

E i conti lo confermano. I ricavi di Enpal sono scesi da 905 milioni di euro nel 2023 a 860 milioni nel 2024, un calo di quasi il 5 per cento che interrompe una traiettoria di espansione e ridimensiona l’immagine di azienda inarrestabile. L’impresa ha cercato di diversificare, per esempio con le pompe di calore: nel 2023 ne installò 600, l’anno successivo 4.300. Un balzo notevole, ma non sufficiente a compensare la contrazione della domanda di fotovoltaico. Il messaggio è che neppure il nome più riconoscibile del solare domestico è immune dal raffreddamento che ha investito il settore.

Con i ricavi di Enpal in calo e un mercato del lavoro che ha restituito 40.000 posti, il fotovoltaico B2C europeo cerca un punto di equilibrio dopo l’eccesso di offerta. Il prossimo dato da tenere d’occhio, per capire se la correzione si sta esaurendo o se è appena cominciata, saranno le installazioni del terzo trimestre 2026.