Con 15 impianti già attivi, Italgas punta a 400 connessioni entro il 2029
Ogni volta che accendi il fornello, forse non ti chiedi da dove arrivi il gas. Giri la manopola, scatta la scintilla, la fiamma si alza blu e sottile. È un gesto così quotidiano da risultare invisibile. Ma da qualche giorno, per migliaia di famiglie di Saluzzo, quel gas è fatto con gli scarti delle aziende agricole del territorio. Senza che nessuno abbia dovuto cambiare un tubo, una caldaia o un’abitudine.
La cucina che non ti aspetti
Pensa alla tua cucina, stasera. Metti su l’acqua per la pasta. Il gas che alimenta il fornello arriva da una rete sotterranea che conosci poco e che probabilmente hai sempre dato per scontata. Ora immagina che una parte di quel flusso provenga da un impianto che trasforma residui organici – letame, sfalci, scarti agricoli – in metano perfettamente utilizzabile. È esattamente quello che è successo a Saluzzo, in provincia di Cuneo, dove una nuova connessione di biometano alla rete di distribuzione del gas gestita da Italgas è entrata in esercizio lo scorso 15 luglio. Non un progetto pilota, non un esperimento: un pezzo di infrastruttura reale che immette ogni anno circa 2,4 milioni di metri cubi di biometano, l’equivalente dei consumi medi di quasi 3.000 famiglie della zona.
La differenza, per chi sta a casa, è zero. La fiamma è la stessa. La bolletta non cambia per via di questa singola connessione. Eppure qualcosa di profondo sta succedendo sotto i nostri piedi.
La rete che respira: 15 impianti e un piano da 400
L’impianto di Saluzzo non è un caso isolato. Con questa attivazione, salgono a 15 gli impianti di produzione di biometano già connessi alla rete Italgas. Sono numeri ancora piccoli se paragonati alla scala nazionale, ma la direzione è chiara e ambiziosa: il Gruppo ha un obiettivo di capacità di immissione pari a 1,2 miliardi di metri cubi annui entro il 2030. Per arrivarci, punta a connettere circa 400 impianti di produzione entro il 2029, costruiti da soggetti terzi e agganciati a una rete che nel frattempo sta diventando sempre più digitale e intelligente.
Dietro le quinte c’è un lavoro di digitalizzazione che ha del notevole. I contatori digitali e i sensori già installati da Italgas aiutano a miscelare il gas convenzionale con quantità crescenti di combustibili rinnovabili come il biometano e, in prospettiva, anche l’idrogeno. È una trasformazione silenziosa: non vedi cantieri infiniti sotto casa, non devi sostituire elettrodomestici. La rete si adatta mentre tu continui a usarla come hai sempre fatto.
E non c’è solo Italgas in questa partita. Già nel 2025, la Banca Europea per gli Investimenti aveva approvato un prestito fino a 264 milioni di euro a Snam per costruire infrastrutture dedicate all’integrazione degli impianti di biometano nella rete di trasmissione del gas italiana. Il biometano, insomma, sta entrando sia nella rete di trasporto nazionale (quella dei grandi gasdotti) sia in quella di distribuzione locale, quella che arriva dritta nei condomini e nelle villette. Due livelli, una stessa traiettoria: fare in modo che il gas che usiamo diventi progressivamente più pulito senza che nessuno debba accorgersi del passaggio.
Zero sforzo, massimo beneficio (o quasi)
Per questo il passaggio al biometano è uno dei più discreti della transizione energetica. Non devi installare pannelli, non devi cambiare caldaia, non devi fare domande per incentivi complicati. La miscelazione avviene a monte, nella rete, e il gas che arriva a casa tua è già una combinazione di convenzionale e rinnovabile. I vantaggi ambientali ci sono – stai usando una fonte che recupera scarti e riduce le emissioni – ma tu non devi fare nulla. È un po’ come quando il tuo fornitore di energia elettrica aumenta la quota di rinnovabili nel mix: la luce è la stessa, la presa è la stessa, ma quello che ci sta dietro è diverso.
Certo, la bolletta del gas oggi non scende grazie al biometano. I costi di produzione sono ancora mediamente più alti di quelli del gas fossile, e i volumi immessi sono una frazione minima del consumo nazionale. Ma più impianti entrano in funzione, più la filiera si struttura, più i costi potranno scendere. Nel frattempo, per i cittadini il beneficio è tutto ambientale e sistemico: stai contribuendo a decarbonizzare i consumi domestici senza muovere un dito. E la tua città potrebbe essere la prossima. I 400 impianti previsti da Italgas non saranno tutti in provincia di Cuneo: la mappa del biometano si sta allargando, e la rete è già pronta a riceverlo.
La prossima volta che accenderai il gas, ricordalo: a Saluzzo è già successo. E il biometano sta viaggiando verso di te.




