Lo studio su mille scenari di prezzo tra il 2027 e il 2036 ha messo a confronto quattro strategie di
Hai comprato un PPA solare convinto di aver spuntato il prezzo più basso? Se il portafoglio è tutto fotovoltaico, potresti aver pagato per una copertura che si sgretola proprio quando la rete ha più bisogno di elettricità. Un nuovo report sull’abbinamento orario mostra che il PPA solare puro è il modo più costoso e incerto per approvvigionarsi di energia verde.
Lo studio condotto da Renewabl ha testato quattro strategie di approvvigionamento in mille scenari di prezzo dell’elettricità fra il 2027 e il 2036 in Francia, Germania, Italia e Spagna.
La sorpresa: tutte e tre le strategie coperte hanno prodotto costi mediani dell’elettricità simili, intorno a 50 €/MWh. Il prezzo, insomma, non è la variabile che fa la differenza.
La variabile è l’incertezza, e qui il PPA solare nazionale crolla. I portafogli nazionali ottimizzati hanno rimosso tra l’85% e il 91% dell’incertezza sui costi a lungo termine, mentre un singolo vPPA transfrontaliero ne ha rimossa appena il 40%.
Perché? Perché un PPA solare copre male le ore in cui l’elettricità serve davvero. Il portafoglio ottimizzato ha raggiunto circa l’82% di abbinamento orario, contro il 46% di un PPA solare nazionale e il 14% di un vPPA transfrontaliero.
L’illusione del 100% verde
“Un acquirente può avere una copertura annuale del 100% e rimanere comunque sotto il 50% su base oraria se il portafoglio è fortemente solare”, ha spiegato Cerda, come riportato dallo studio sull’abbinamento orario.
“Le conversazioni sui prezzi partiranno dal profilo di carico dell’acquirente, non dal megawattora più economico disponibile.”
Per le aziende che devono rendicontare la propria impronta carbonio ogni ora, non basta più un contratto annuale. E per chiunque tema la volatilità dei mercati elettrici, diversificare fonti e geografie non è un lusso ma una necessità.
La qualità si paga, e conviene
Mentre il mercato dei PPA scopre il valore della diversificazione, quello dei moduli manda segnali opposti ma coerenti. A giugno 2026 i prezzi dei moduli fotovoltaici in Europa hanno continuato a salire, tranne nel segmento TOPCon bifacciale. La domanda di prodotti premium è rimasta forte.
Il prezzo dei moduli full black ha toccato un nuovo massimo di 0,129 €/Wp, mentre la media dei moduli back contact si è attestata a 0,135 €/Wp. Nello stesso mese, i moduli TOPCon monofacciali sono saliti del 4% rispetto a maggio, mentre i moduli bifacciali TOPCon hanno perso il 5%.
Secondo sun.store, i dati di giugno indicano un consolidamento del mercato dei moduli premium, non un’inversione di tendenza. Con gli acquirenti ancora disposti a pagare di più per i moduli premium e i prezzi degli inverter stabili, il mercato fotovoltaico europeo entra nella seconda metà dell’anno su basi solide.
Quanto costa mettere al sicuro l’inverter
La tensione sulla qualità non riguarda solo i moduli. L’Unione europea sta valutando restrizioni sugli inverter provenienti da fornitori considerati ad alto rischio. L’analisi di Wood Mackenzie stima un divieto di inverter ad alto rischio che toccherebbe il 14% della domanda europea da qui al 2030, con aumenti di costo contenuti tra il 2% e l’8%.
Nel frattempo, la capacità occidentale di inverter può già coprire la domanda europea, secondo ESMC. E Juan Monge, di Wood Mackenzie, si chiede:
“Ora le vere domande sono come la Commissione aggiornerà il Cybersecurity Act dell’UE per gli inverter come infrastrutture critiche e se gli Stati membri seguiranno l’esempio della Commissione ed estenderanno queste restrizioni ai propri programmi di finanziamento nazionali.”
Chi compra energia rinnovabile oggi ha una scelta netta: accontentarsi di un PPA solare che assomiglia a un biglietto della lotteria, o costruire un portafoglio diversificato che costa lo stesso ma rimuove quasi tutta l’incertezza. Intanto moduli e inverter premium salgono di prezzo perché l’industria cerca sicurezza e prestazioni reali, non solo megawatt. La transizione si misurerà sempre meno in gigawatt installati e sempre più in euro spesi bene. La Commissione, però, deve ancora decidere a chi concedere il lasciapassare.




