L’Asia ha già superato l’Europa nei gigawatt offshore assegnati nel 2024
Nel 2024 il mondo ha assegnato 56,3 GW di nuova capacità eolica offshore. È più del doppio di quanto installato in tutti gli oceani fino a oggi. E per la prima volta oltre la metà è finita in mani asiatiche.
Secondo il consuntivo GWEC, l’anno scorso sono entrati in esercizio 109 GW onshore e 8 GW offshore, un record assoluto. Ma è la Cina a dettare il passo: 79,8 GW installati, portando la flotta a 520,6 GW. Da sola Pechino ha fatto più del resto del mondo messo insieme. Intanto la capacità globale ha raggiunto 1.299 GW, come riportano i dati del Global Wind Day 2026.
L’Asia-Pacifico nel complesso è cresciuta del 7 per cento, secondo la rilevazione annuale del GWEC. Numeri che raccontano uno spostamento del baricentro industriale, non solo geografico.
Chi assegna mare, chi aspetta permessi
L’Europa ha assegnato 23,2 GW di offshore nel 2024. Sembra tanto, ma è meno della somma di Cina (17,4 GW), Corea del Sud (3,3 GW), Taiwan (2,7 GW) e Giappone (1,4 GW). Se si guardano i soli gigawatt assegnati, l’Asia ha già superato il Vecchio Continente.
Non è solo questione di numeri. Mentre in Europa si accumulano studi di ombreggiamento e valutazioni ambientali che allungano l’iter di anni, la Cina collega parchi su parchi. Nel frattempo la sospensione aste offshore decisa dalle Filippine – proprio mentre l’impianto di Honkakangas iniziava a produrre – mostra che la rivoluzione eolica non è per tutti, nemmeno in Asia.
Guerre di dazi e scadenze che incombono
Il GWEC stima che l’offshore globale possa passare da 16 GW nel 2025 a 34 GW nel 2030, come indicano le proiezioni al 2030. Pesa però l’avvertimento di Backwell.
«l’escalation aggressiva delle guerre tariffarie aggiunge ulteriore incertezza alle decisioni di investimento internazionali e minaccia di interrompere le catene di fornitura da cui dipende l’industria eolica».
E il 2030 è alle porte.
Come nota il bilancio di Tanti sul 2030, l’obiettivo di triplicare le rinnovabili «ha bisogno della nostra attenzione». Il vicepresidente Girish Tanti non lo dice apertamente, ma il messaggio è chiaro: senza uno scatto all’ultimo miglio, il target resta sulla carta.
Da tenere d’occhio nei prossimi mesi: quanti di quei 34 GW promessi finiranno davvero in acqua, e quanti arriveranno da cantieri che già oggi battono bandiera asiatica.




