Prezzo di 115 øre/kWh fissato dall’asta 2024, ma la variante G 2.0 vicino all’impianto Alcoa di Lista potrebbe cambiare i costi.

di Elena Marchetti

A quasi due mesi dall’annuncio pubblicato il 21 agosto 2026, il parco eolico offshore di Sørlige Nordsjø II resta ancorato a due cifre: 115 øre/kWh e 23 miliardi di corone. La domanda non è se il progetto andrà avanti, ma a quale prezzo per lo Stato. Il Ministero dell’Energia norvegese ha concesso a Ventyr SN II AS una proroga di 12 mesi per completare la valutazione di impatto specifica del progetto e presentare la domanda di concessione. Ventyr aveva chiesto la proroga nel giugno 2026. La nuova scadenza è fissata al 15 ottobre 2027.

115 øre/kWh: il numero che ha vinto l’asta e ora resta in attesa

Il dato che ha definito l’asta di Sørlige Nordsjø II è arrivato il 20 marzo 2024, quando la belga Ventyr SN II AS si è aggiudicata l’asta con un’offerta di 115 øre/kWh. Nell’aprile 2024 è stato firmato il contratto per differenza con lo Stato. Quel prezzo non è un dettaglio tecnico: definisce chi incassa e chi paga.

Come spiega E24, se il prezzo dell’energia elettrica supera 115 øre/kWh, lo Stato incassa la differenza; se resta sotto, è lo Stato a pagare la differenza agli sviluppatori. Il sostegno pubblico è comunque limitato: il tetto fissato dallo Stato è di 23 miliardi di corone. Non si discute quindi solo di tempi o di tecnologia, ma di esposizione finanziaria. Ogni mese di ritardo nella domanda di concessione non è neutro se il prezzo di mercato si muove al di sotto della soglia.

G 2.0: la scommessa Alcoa dietro il rinvio

La proroga non servirà soltanto a completare gli studi. Il Ministero dell’Energia ha precisato che la nuova tratta da valutare prevede l’approdo a terra e la connessione alla rete in prossimità dell’impianto Alcoa di Lista. Secondo l’aggiornamento di Ventyr, il tempo supplementare servirà tra l’altro a valutare una variante modificata per l’approdo e la connessione alla rete vicino ad Alcoa, indicata come “G 2.0”.

Il concetto G 2.0 comporterebbe nuove infrastrutture in stretta connessione con la sottostazione esistente di Lista, presso l’impianto di alluminio di Alcoa, in parallelo alla costruzione della stazione di conversione di SN II. È una scommessa industriale, non solo tecnica. Come riferito da Statkraft, la sala di elettrolisi 3 di Lista ha completato una ripartenza riuscita, con un aumento di capacità annuale di 31.000 tonnellate che porta l’impianto alla capacità nominale di 95.000 tonnellate. Un impianto con questo fabbisogno non è uno spettatore: può orientare la progettazione di una connessione pensata per servire carichi industriali ad alta intensità.

Resta un nodo: quanto costerà questa variante e chi paga se il prezzo dell’energia non regge. Il contratto per differenza è già scritto sul prezzo d’asta; la variante G 2.0 può cambiare i costi e la configurazione, ma non sposta da sola la soglia dei 115 øre/kWh né il tetto di 23 miliardi di corone.

Il calendario norvegese: Utsira Nord non aspetta

Nel frattempo, il resto della Norvegia eolica non è rimasto fermo. Per Utsira Nord il termine per presentare domanda è scaduto il 15 settembre 2025. L’11 dicembre 2025 il ministero ha annunciato che entrambe le richieste avrebbero ricevuto una propria area di progetto. Mentre Sørlige Nordsjø II si prende un anno in più, Utsira Nord ha già una scadenza alle spalle e assegnazioni annunciate.

Il numero da tenere d’occhio è il 15 ottobre 2027, nuova scadenza per la domanda di concessione. Ma il vero termometro è il prezzo spot dell’energia elettrica: se resta sotto 115 øre/kWh, ogni mese di ritardo pesa sul bilancio statale. La proroga concessa a Ventyr non è un semplice rinvio amministrativo: sposta il rischio del grande eolico offshore norvegese su un’opzione industriale, la G 2.0, e su un prezzo di riferimento che potrebbe costare caro allo Stato.