Offerta da 115 øre assegnò Sørlige Nordsjø II a Ventyr, ma le difficoltà macro hanno ridotto il ritmo.
115 øre/kWh. Non è una tariffa qualsiasi: è l’offerta che, il 20 marzo 2024, ha assegnato a Ventyr SN II AS il primo grande parco eolico offshore norvegese, Sørlige Nordsjø II. Lo si legge sulla pagina del governo norvegese dedicata al progetto e, con più dettagli, nelle risposte alle domande più frequenti pubblicate da Ventyr il 12 maggio 2025. A distanza di oltre due anni e mezzo, quel numero spiega perché il progetto, pensato per una capacità fino a 1.500 MW, abbia rallentato.
115 øre/kWh: un’offerta che ha stordito l’asta
Il 20 marzo 2024 Ventyr SN II AS ha vinto l’asta per Sørlige Nordsjø II con un’offerta di 115 øre/kWh. La differansekontrakt con lo Stato è stata firmata nell’aprile successivo. Il tetto massimo per il sostegno pubblico, stabilito dal Stortinget, è di 23 miliardi di corone norvegesi. In pratica, ogni kilowattora prodotto dalla futura parco eolico potrebbe essere remunerato a un prezzo garantito, con lo Stato che copre la differenza rispetto al prezzo di mercato. Il progetto avrà una capacità complessiva fino a 1.500 MW e, una volta in funzione, potrà produrre energia sufficiente per circa mezzo milione di abitazioni norvegesi all’anno. L’energia dovrà viaggiare per 165-185 chilometri attraverso un cavo sottomarino fino alla costa. Tutti questi numeri, presi insieme, fanno capire la scala dell’investimento: la domanda è se un prezzo di 115 øre/kWh regga davvero il contatto con la realtà.
La frenata e il paradosso del 55%
Da quell’offerta al ribasso si passa ai fatti. In una nota di aggiornamento aziendale, Ventyr ha spiegato di aver ridotto il ritmo di alcune attività del progetto a causa di sfide impreviste e di condizioni macroeconomiche difficili nel settore dell’eolico offshore. Eppure, le premesse tecniche non erano banali. La stessa società indicava che il capacity factor previsto per il parco è di circa il 55 per cento, un livello considerato elevato per un impianto eolico in mare. Inoltre, la fase autorizzativa era partita: il 29 maggio 2024 Ventyr ha inviato a NVE la proposta di programma di valutazione d’impatto ambientale, e NVE ha approvato quel programma nell’ottobre dello stesso anno. Nonostante questo, il progetto ha incontrato ostacoli. Tra le soluzioni indicate dalla società figurava un percorso alternativo di approdo e connessione, chiamato G 2.0, vicino alla sottostazione di Lista, presso lo stabilimento di alluminio di Alcoa. Il paradosso è evidente: un capacity factor promettente e una capacità rilevante non sono bastati a evitare la frenata, e anzi l’ipotesi di una connessione alternativa indicava che i costi di rete fossero diventati un nodo critico.
E mentre Ventyr rallenta, chi accelera?
La domanda trova una risposta nei movimenti del Ministero norvegese dell’Energia. Come riporta offshoreWIND.biz, il Ministero ha annunciato che Harald Hårfagre, la joint venture tra Deep Wind Offshore ed EDF Renewables, e il consorzio Equinor/Vårgrønn riceveranno ciascuno un’area di progetto nel primo bando eolico flottante norvegese. Sono gli unici due sviluppatori che hanno presentato domanda, e il fatto che entrambi ottengano un sito segnala che il mercato norvegese dell’offshore non aspetta Ventyr. Mentre il progetto a prezzo fisso di Sørlige Nordsjø II frena, chi entra nel flottante avanza su un’altra traiettoria tecnologica e contrattuale.
Alla fine, 115 øre/kWh resta il numero da battere. Se le prossime assegnazioni non si avvicineranno a quella cifra, l’offerta di Ventyr diventerà il caso di studio di un’asta vinta troppo al ribasso. Il confronto tra chi ha vinto a prezzo fisso e chi entra nel flottante pone una sola domanda sul futuro: quale modello economico, tra i due, riuscirà a portare davvero energia dalla Norvegia alla rete.




