Il club del 99,7%
Il confronto non è simbolico. Secondo il Renewable Institute, una volta completato l’impianto la Città del Vaticano raggiungerà Nepal, Paraguay, Etiopia, Albania, Bhutan, Islanda e Congo, Paesi che generano più del 99,7% della loro elettricità da fonti rinnovabili. È una quota di energia prodotta, non di potenza installata: dice quanto del fabbisogno è coperto da fonti rinnovabili, non quanti pannelli sono stati montati. Ed è su questo indicatore, non sulle dichiarazioni, che il Vaticano sarà misurato.
Come si passa da un impegno dottrinale a un impianto concreto? La risposta è in una sequenza di atti giuridici, non in una singola iniziativa.
La lunga marcia del sole
Il punto di partenza è il Motu Proprio “Fratello Sole” del 21 giugno 2024. Papa Francesco, considerando la necessità di una transizione verso un modello di sviluppo sostenibile, affidò al presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e al presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica il compito di costruire un impianto agrivoltaico nella zona extraterritoriale di Santa Maria di Galeria. L’obiettivo dichiarato era duplice: garantire l’alimentazione della stazione radio locale e l’intero fabbisogno energetico dello Stato.
Il passaggio successivo è arrivato il 31 luglio 2025. Secondo Vatican News, quel giorno è stato firmato l’accordo con le autorità italiane all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. L’intesa è rimasta in attesa per circa dieci mesi: è entrata in vigore solo il 27 maggio 2026. Pochi giorni dopo, il 1° giugno, il chirografo di Papa Leone XIV ha trasformato quell’impegno in una struttura operativa, istituendo la Fondazione Fratello Sole.
Cantico e chilowattora
Resta la domanda: l’energia prodotta illuminerà solo la Radio Vaticana o anche altro? I documenti indicano due livelli. Il primo è tecnico: l’impianto dovrebbe alimentare le strutture di trasmissione di Radio Vaticana e contribuire a rendere la Città del Vaticano pienamente autosufficiente dal punto di vista energetico. Il secondo è patrimoniale: l’elettricità potrebbe servire anche immobili legati alla Santa Sede, tra cui l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.
La governance, per ora, resta concentrata. Per il primo triennio Papa Leone XIV ha nominato presidente il presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e vicepresidente il presidente dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica. Due figure, non un consiglio allargato: un assetto che semplifica le decisioni nella fase di costruzione, ma che sposta in là nel tempo il giudizio sull’efficacia dell’impianto, alla fine del triennio.
Mancano però i numeri che contano per chi osserva il mercato dell’energia. Nei testi citati non compaiono né la potenza installata in megawatt, né la producibilità attesa in megawattora, né il costo complessivo. Il 99,7% è una percentuale di generazione, non un dato di produzione: misura la quota rinnovabile sul totale, ma non dice quanta elettricità verrà effettivamente immessa. Per questo il prossimo indicatore non sarà un comunicato, ma il bilancio della Fondazione.
Il 99,7% smetterà di essere una promessa solo quando il primo bilancio della Fondazione Fratello Sole mostrerà i megawattora realmente prodotti.




