La scadenza è fissata al 1° dicembre 2026 e il budget rientra tra le ultime call del programma Horizon Europe
Aprite la bolletta di novembre: dietro ogni chilowattora c’è una rete da prevedere, bilanciare e riparare ogni giorno. Da agosto scorso esiste un modo concreto per chi vuole lavorarci con l’intelligenza artificiale: secondo l’annuncio della call ENERGY di Horizon Europe, sono in palio 131,5 milioni di euro per sostenere soluzioni che accelerano la transizione verde e digitale dell’Europa e rendono l’approvvigionamento energetico rinnovabile e decarbonizzato più efficiente, sostenibile, sicuro e competitivo. La scadenza per presentare le proposte è il 1° dicembre 2026.
La bolletta che non riesci a spiegare
Provate a spiegarvi la bolletta voce per voce e vi accorgete che la parte difficile non è il costo della materia prima, ma tutto ciò che sta dietro. La rete va tenuta in equilibrio in ogni momento: i guasti vanno trovati prima che diventino blackout, i consumi vanno previsti con ore di anticipo, le congestioni vanno sciolte prima che blocchino le linee. Più l’approvvigionamento diventa rinnovabile e decarbonizzato, più questo lavoro di previsione e bilanciamento si complica. Il bando europeo non finanzia pannelli o turbine: finanzia modelli di intelligenza artificiale che imparano a fare quel lavoro.
È un cambio di prospettiva: invece di reagire ai problemi quando la bolletta è già arrivata, l’idea è che un’IA impari a vederli prima. Ma chi può davvero prendere quei soldi, e per fare cosa esattamente?
131,5 milioni per insegnare all’IA a gestire la rete
Il bando non finanzia progetti vaghi. Il budget indicativo totale è di 131,5 milioni di euro, distribuiti su cinque temi energetici. Tra i temi obiettivo c’è la condivisione di dati per supportare l’addestramento e lo sviluppo di modelli di fondazione di intelligenza artificiale nel settore energetico.
Tradotto in parole semplici: un modello di fondazione è un’IA addestrata su grandi quantità di dati, che poi viene specializzata su compiti precisi. In questo caso i compiti sono quelli della rete. I progetti finanziati devono sviluppare modelli di fondazione per il settore energetico applicati ad almeno un caso d’uso concreto: pianificazione e gestione delle reti elettriche, inclusa la modellazione statica dei flussi di potenza e la modellazione dinamica EMT, previsione, gestione della congestione, rilevamento di anomalie, diagnosi dei guasti, manutenzione predittiva, gestione della flessibilità, efficienza energetica dal lato della domanda, ricarica intelligente e bidirezionale dei veicoli elettrici.
La partita si gioca dentro Horizon Europe, il programma di ricerca e innovazione dell’UE per il periodo 2021-2027, con un budget di 95,5 miliardi di euro. Questa scadenza di dicembre 2026 è tra le ultime call del programma attuale: chi arriva tardi trova la porta chiusa, non una coda.
Chi si muove prima, si allena per il futuro
Il bando è un’opportunità concreta per organizzazioni di ricerca, enti pubblici, organizzazioni non governative e aziende private. Non è una gara riservata ai grandi operatori: contano il progetto e la capacità di applicare il modello a un caso d’uso reale. Per un ente locale o una società di servizi è la possibilità di costruire competenze pagate in parte dall’Europa.
C’è poi un motivo di tempismo. La Commissione europea propone di raddoppiare il bilancio a 175 miliardi di euro per il prossimo programma quadro di ricerca e innovazione, quello del periodo 2028-2034. Il raddoppio significa più fondi, ma anche più concorrenza: chi partecipa ora costruisce consorzi, dati e modelli prima che la posta in gioco cresca. A metà novembre, con la scadenza fissata al 1° dicembre, le settimane utili per costruire una proposta sono ormai poche.
Non è un bando per pochi: è un passaggio concreto per chi vuole esserci quando la rete elettrica imparerà a gestirsi da sola. La porta si chiude il 1° dicembre 2026.




