In Sicilia la capacità autorizzata supera già l’obiettivo al 2030, ma l’ultimo passaggio amministrativo blocca 30 GW in attesa

C’è chi ha un progetto agrivoltaico pronto da mesi e aspetta soltanto l’ultimo passaggio. In Sicilia la scena si ripete: la risorsa c’è, il progetto c’è, ma la pratica si incaglia proprio quando manca poco. Lo racconta la nota di Italia Solare ripresa da Staffetta Quotidiana, diffusa a inizio settembre, in cui l’associazione esprime forte preoccupazione per la situazione delle procedure autorizzative degli impianti a fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo nell’isola.

L’ultimo miglio che non si chiude

Al tavolo dello scorso 24 luglio presso l’Assemblea Regionale Siciliana, ricostruito in un comunicato di Italia Solare, sedevano il presidente della Commissione Tecnico-Scientifica Gaetano Armao, il dirigente generale del Dipartimento Energia della Regione Siciliana Maurizio Frittitta e i rappresentanti di ANIE Rinnovabili, ANEV, Elettricità Futura, ITALIA SOLARE e Legambiente. Da quel confronto è emersa una richiesta precisa: rafforzare il Dipartimento Energia e accelerare il rilascio delle Autorizzazioni Uniche per impianti eolici, fotovoltaici e sistemi di accumulo, perché numerosi procedimenti restavano fermi nella fase conclusiva.

Basta guardare i numeri della Commissione tecnico-specialistica siciliana: oltre 11,6 GW di impianti rinnovabili esaminati tra gennaio e giugno, con l’agrivoltaico che da solo rappresenta circa il 60% del totale. Tradotto: la macchina esamina molto, ma il problema non è la quantità di lavoro, è il tratto finale. E il divario tra potenziale bloccato e obiettivo è ampio.

Un paradosso da 30 gigawatt

Alla Sicilia è stato assegnato un obiettivo di circa 10,5 gigawatt di capacità rinnovabile da installare entro il 2030. Secondo i dati diffusi dalla Regione Siciliana, sull’isola si conterebbero circa 3 GW già installati, oltre 10,7 GW già autorizzati e ulteriori 30 GW in fase istruttoria. Il dato che colpisce è che la capacità autorizzata supera già l’obiettivo al 2030: 10,7 GW contro 10,5. L’installato reale, però, è di circa 3 GW. Nel mezzo ci sono 30 GW di progetti in attesa di una valutazione definitiva. Non manca il sole, manca l’ultimo passaggio amministrativo.

Nel frattempo, il resto d’Italia non aspetta. Secondo l’aggiornamento pubblicato da pv magazine a metà luglio, la Puglia è diventata prima sia per numero di pratiche, 848, sia per potenza, 35,97 GW, superando per la prima volta la Sicilia, che contava 736 istanze per 35,77 GW. La Sardegna si posizionava terza con 371 pratiche per 15,65 GW. Eppure, sul fronte della nuova potenza per abitante, la Sicilia ha il valore più elevato: 98 W per abitante, come emerge dal quadro diffuso da Italia Solare. È il paradosso in numeri: si parte bene, si registrano primati, ma le pratiche si incagliano prima della fine.

Cosa aspettarsi mentre il sole aspetta

Dal tavolo dello scorso 24 luglio è emersa una leva concreta: rafforzare il Dipartimento Energia e accelerare il rilascio delle Autorizzazioni Uniche. Per chi ha un impianto in attesa, la questione non è se il fotovoltaico o l’agrivoltaico convengano, ma quando la pratica arriverà alla fine. Il passaggio più utile è monitorare i tempi dell’ultimo miglio: chiedere conto dei passaggi conclusivi al Dipartimento Energia, distinguere tra progetti fermi per problemi tecnici e progetti fermi solo per mancanza di personale o di firma, e verificare se il numero di autorizzazioni rilasciate aumenta. Se il rafforzamento auspicato arriverà, i tempi potranno accorciarsi; altrimenti la coda da 30 GW resterà una promessa.

Il sole siciliano non è un problema di risorsa ma di procedura. Chi ha un progetto in attesa può monitorare i tempi dell’ultimo miglio e pretendere risposte: da qui passa la transizione concreta.