Il piano decennale dell’idrogeno sarà assunto solo nel 2027, mentre i progetti come H2Med corrono più veloci della governance europea
La promessa di H2Med è trasportare fino a 2 milioni di tonnellate all’anno di idrogeno rinnovabile, pari al 10% del consumo europeo previsto al 2030 secondo REPowerEU. Lo si legge negli aggiornamenti paese per paese dell’European Hydrogen Backbone. Eppure, a settembre 2026, l’ente indipendente che dovrebbe pianificare questa rete, ENNOH, non ha ancora assunto il Piano decennale di sviluppo dell’idrogeno: lo farà solo il 1° gennaio 2027.
Per capire la scommessa, partiamo dai numeri dichiarati. La Germania ha annunciato di voler portare la capacità di elettrolisi installata da 5 a 10 GW entro il 2030. L’Austria punta a riconvertire le pipeline GCA WAG, PENTA West e SOL per il trasporto di idrogeno entro il 2030. La Danimarca, da parte sua, ha fissato un obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 70% entro il 2030. Sono cifre che disegnano, sulla carta, un mercato in rapida espansione.
Ma questi numeri non sono tutti uguali. Un target di elettrolisi o un obiettivo di riduzione delle emissioni è un annuncio politico, non un cronoprogramma finanziato. La creazione di ENNOH, invece, è un obbligo previsto da un pacchetto legislativo europeo in vigore da giugno 2024. E questa differenza, tra ciò che si annuncia e ciò che diventa attuazione reale, è esattamente il punto debole della corsa all’idrogeno.
La promessa dei 2 milioni di tonnellate
Al centro di queste promesse c’è H2Med, il corridoio da 2 milioni di tonnellate all’anno di idrogeno rinnovabile. Una quota rilevante, se consideriamo che, secondo REPowerEU, equivale al 10% del consumo previsto in Europa nel 2030. È una delle infrastrutture su cui Bruxelles e diversi governi europei hanno costruito la propria narrativa sull’indipendenza energetica e sulla decarbonizzazione industriale.
Ma una rete non si costruisce con gli annunci: servono piani, gestori e regole. E qui i numeri cominciano a non tornare.
Un backbone da 53.000 km senza architetto
Dietro i target nazionali c’è un’infrastruttura fisica e istituzionale ancora in costruzione. L’iniziativa European Hydrogen Backbone, che riunisce trentatré operatori di infrastrutture energetiche, è unita da una visione condivisa di un’Europa climaticamente neutra abilitata da un fiorente mercato dell’idrogeno rinnovabile e a basse emissioni di carbonio. La stessa iniziativa prevede un backbone di circa 53.000 chilometri entro il 2040, con un investimento totale stimato tra 80 e 143 miliardi di euro, come indicato negli aggiornamenti dell’EHB.
Il problema è che, mentre la mappa cresce, manca ancora il pianificatore unico. Il pacchetto legislativo Hydrogen and Gas Market Decarbonisation Package, in vigore da giugno 2024, impone la creazione di ENNOH, una nuova associazione indipendente dell’UE di gestori di reti di trasporto dell’idrogeno. ENNOH dovrà assumere il Piano decennale di sviluppo della rete dell’idrogeno da ENTSOG entro il 1° gennaio 2027. In altre parole: per oltre due anni il quadro normativo ha indicato un architetto, ma quell’architetto entrerà in funzione solo quando molti corridoi saranno già partiti.
BarMar e il calendario che scivola
Nel frattempo, i progetti corrono più della governance. BarMar è la società lanciata nel 2025 per accelerare l’implementazione del corridoio H2med, come annunciato nel comunicato dei promotori. Il corridoio mira a coprire il 10% del consumo di idrogeno in Europa entro il 2030. Il lancio è avvenuto un anno dopo la firma di un accordo di sviluppo congiunto nel giugno 2024: un calendario serrato, almeno sulla carta.
Il Belgio, intanto, prevedeva che la prima infrastruttura per l’idrogeno potesse essere pronta entro la metà del 2026. Oggi, a settembre, quella scadenza è già alle spalle prima ancora di essere verificata. Resta da vedere se la fretta produrrà una rete o un cantiere senza capomastro.
Per cittadini e imprese resta una domanda: chi garantirà che i target al 2030 non seguano la sorte della prima scadenza belga, già alle spalle prima ancora di essere verificata?




