Fondo Finmolise da 18 milioni si affianca al nuovo avviso: credito pubblico centrale

Dodici milioni, sessanta imprese, zero interessi

Secondo la Regione, la misura «mette in campo una dotazione complessiva di 12 milioni di euro destinata a immettere liquidità reale nel sistema economico molisano». L’obiettivo è sostenere la crescita dimensionale e l’innovazione di almeno 60 imprese del territorio. Lo strumento sono finanziamenti agevolati gestiti da Finmolise, con importi che vanno da 10.000 a 300.000 euro per beneficiario e un tasso dello 0%. La durata massima è di 72 mesi, cioè sei anni, compreso un anno di preammortamento.

Quest’ultimo dettaglio pesa più di quanto sembri. Per un’impresa che investe in macchinari o in processi nuovi, il problema non è solo quanto denaro ottiene, ma quando deve cominciare a restituirlo. Un anno senza rate di capitale permette all’investimento di produrre i primi ricavi prima che il debito cominci a farsi sentire sui conti. A questo si aggiunge l’assenza di interessi: il valore dell’agevolazione non sta tanto nella cifra nominale, quanto nel costo del denaro che l’impresa non paga per sei anni. La forbice degli importi, poi, è ampia: va da un piccolo investimento a un progetto di dimensioni rilevanti per una PMI. Ed è proprio questa ampiezza a rendere incerto quante imprese il fondo riuscirà davvero a servire.

Il credito che le banche non vedono

I.M.P.A.T.T.O. non nasce in un vuoto. Come si legge sul sito di Finmolise, la Regione ha affidato alla finanziaria regionale la gestione di un fondo specifico a favore delle imprese con una dotazione complessiva di 18 milioni di euro. Il confronto con i 12 milioni del nuovo avviso dà la misura di quanto il canale del credito pubblico agevolato sia diventato centrale nella politica economica regionale: Finmolise è ormai il soggetto attraverso cui passano strumenti diversi, con dotazioni dello stesso ordine di grandezza.

Per capire quale spazio occupi I.M.P.A.T.T.O. è utile guardare anche fuori regione. Nel Lazio, ad esempio, uno degli strumenti gestiti da Lazio Innova prevede prestiti a tasso zero fino a 50.000 euro, pensati esplicitamente per «sostenere fabbisogni finanziari di importo contenuto non adeguatamente serviti dal credito bancario ordinario». È una formula che descrive bene il problema: per le banche un prestito piccolo costa, in termini di istruttoria e valutazione del rischio, quasi quanto uno grande, e rende molto meno. Così una parte delle imprese resta scoperta.

Il bando molisano si colloca su una fascia diversa. Con un tetto di 300.000 euro, sei volte quello dello strumento laziale, si rivolge anche a progetti di crescita più strutturati, non solo a esigenze di cassa limitate. Il principio però è lo stesso: l’intervento pubblico prova a colmare uno spazio che il mercato del credito ordinario non copre, o copre a condizioni che molte piccole imprese non riescono a sostenere. Resta da capire quanto sia grande quello spazio, e se le risorse messe a disposizione siano proporzionate.

Il precedente dell’overbooking

Un indizio arriva dallo stesso sistema Finmolise. Sul sito della finanziaria regionale si fa riferimento a un «elevato numero di domande pervenute» e al «raggiungimento della soglia di overbooking prevista». La fonte non collega questo dato a I.M.P.A.T.T.O., e non va letto come un bilancio del nuovo avviso. È però un segnale di contesto: quando in Molise compare liquidità agevolata, la richiesta delle imprese tende a superare in fretta la capacità dei fondi.

Se anche I.M.P.A.T.T.O. raggiungesse una soglia simile, i 12 milioni non sarebbero la misura di un’abbondanza, ma di un fabbisogno più grande dell’offerta. Il numero da seguire nei prossimi mesi, più ancora del totale delle domande, sarà l’importo medio richiesto per impresa: sotto i 200.000 euro l’obiettivo delle 60 imprese regge, sopra diventa aritmeticamente irraggiungibile.