La generazione supera l’assorbimento, i prezzi calano e l’accumulo diventa chiave per la sostenibilità.
Nel primo semestre del 2026 la Spagna ha registrato 596 ore con prezzi negativi dell’elettricità, e ad aprile le borse elettriche europee hanno abbassato il prezzo minimo da -500 a -600 euro per MWh. È il segnale più concreto di un mercato che si sta adattando, non senza attriti, a una trasformazione produttiva. Nei tre mesi tra maggio e luglio, il fotovoltaico ha coperto per la prima volta più del 20% della domanda di elettricità dell’UE per tre mesi consecutivi, secondo i dati di Energy-Charts elaborati dal Fraunhofer Institute for Solar Energy Systems ISE.
Il trimestre che riscrive la mappa del solare
Dietro il paradosso dei prezzi c’è una trasformazione produttiva che non è più un picco estivo isolato. A giugno la Lettonia ha stabilito il record UE: il solare ha coperto il 49% della domanda elettrica del paese, secondo Energy-Charts. In Germania la quota solare ha superato il 30% per la prima volta ed è rimasta sopra quel livello per tre mesi consecutivi, secondo il Fraunhofer ISE. L’Italia ha toccato il suo massimo storico a maggio, al 19,5%, e la Francia a luglio, al 14,6%, sempre secondo Energy-Charts.
Già nel giugno 2025 il solare aveva generato il 22,1% dell’elettricità dell’UE (45,4 TWh), più di qualsiasi altra fonte: il nucleare era secondo al 21,8%, l’eolico terzo al 15,8%. E nel 2025, secondo Ember, eolico e solare hanno raggiunto il 30% dell’elettricità dell’UE, superando per la prima volta i combustibili fossili, fermi al 29%. Il quadro è strutturale, non congiunturale: la quota solare non cresce solo nei mesi estivi, ma sta ridisegnando il mix elettrico di paesi molto diversi tra loro.
Ma questa valanga di elettricità solare ha un rovescio che i prezzi all’ingrosso stanno già mostrando.
Il prezzo del troppo sole
Il record produttivo non è neutro per i mercati. La Spagna lo ha misurato in 596 ore sotto zero nel primo semestre; le borse hanno risposto abbassando il minimo negoziabile a -600 euro per MWh. Il meccanismo è semplice: quando il sole genera più elettricità di quanta la rete sappia assorbire, il prezzo all’ingrosso crolla, a volte sotto zero. Il paradosso è che più sole significa, in certe ore, pagare per immettere energia.
Il controfattuale, però, è altrettanto istruttivo. Secondo Leonhard Gandhi, il prezzo dell’elettricità in borsa sarebbe stato del 76% più alto ad aprile senza il contributo delle rinnovabili. Nello stesso periodo, secondo il Fraunhofer ISE, la produzione solare record ha disaccoppiato i prezzi all’ingrosso dai crescenti costi del gas, in piena guerra in Iran, riducendo i prezzi di borsa fino al 76% ad aprile. Per i consumatori il prezzo all’ingrosso più basso è in apparenza una buona notizia; per chi produce, e per chi deve finanziare nuovi impianti, è un segnale che erode i margini.
È il cortocircuito: l’UE ha superato l’obiettivo di 380 GW di fotovoltaico entro il 2025, ma la capacità di generare non è accompagnata dalla capacità di assorbire o spostare l’elettricità nelle ore senza sole. Il risultato è un mercato che si adatta al ribasso: più pannelli, più ore a prezzo zero o negativo, più incertezza per chi deve decidere se investire.
Chi accumula vince?
Mentre l’Europa dibatte sui prezzi negativi, altri continenti stanno già costruendo la risposta. Nel 2025 la generazione solare globale è cresciuta del 30% (più 636 TWh), pari all’intera domanda elettrica dell’UE-27, e per la prima volta in un secolo le rinnovabili (34%) hanno superato il carbone (33%) nella generazione globale. Ma il dato che conta è un altro: Cile e Australia stanno già installando batterie su scala di rete sufficienti a spostare grandi quote di generazione solare oltre le ore diurne. È l’abbinamento che, secondo Ember, sblocca quote ancora più elevate di solare nel mix elettrico.
La partita non è più sul pannello, ma su chi riesce a spostare l’elettricità oltre le ore diurne. Il record solare non chiude nulla: apre la questione su accumulo, regole di mercato e chi paga per le ore senza sole. L’UE ha i pannelli; ora deve decidere se costruire il sistema che li rende sostenibili.




