L’energia pulita ha raggiunto il 40,9% dell’elettricità mondiale nel 2025
Hai presente quella smorfia che fai ogni volta che apri la bolletta? Sei in buona compagnia. Mentre il prezzo del gas balla al ritmo delle crisi internazionali e i governi si rincorrono con bonus e proroghe, dall’altra parte del mondo è successa una cosa che con la tua bolletta c’entra eccome: nel 2025 il pianeta ha installato 814 GW di nuova capacità solare ed eolica, un record assoluto. È come se in dodici mesi avessimo acceso l’equivalente di circa 800 centrali nucleari di media taglia, ma senza combustibile, senza scorie e senza dover negoziare con nessuno il prezzo della materia prima. E la fotografia è ancora più netta se guardiamo al solare da solo: 647 GW installati in un anno, secondo i dati pubblicati da Ember lo scorso 20 marzo. Numeri che a leggerli così, lo so, sembrano roba da addetti ai lavori. Ma dietro quei gigawatt c’è una storia che riguarda tutti: è la storia di come l’energia ha smesso di essere una questione geopolitica per diventare una scelta di portafoglio. Anche il tuo.
La bolletta che scotta
Partiamo da casa. Negli ultimi mesi le notizie dal Medio Oriente non hanno fatto dormire sonni tranquilli a nessuno: la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha mandato in tilt i mercati energetici globali. Cosa significa nella pratica? Che il gas che arriva in Europa — e dunque anche in Italia — ha un prezzo che cambia ogni settimana in base a quanto lontano o vicino è il prossimo missile. E quando il gas sale, la bolletta sale. Fine dei ragionamenti.
Eppure, proprio mentre le quotazioni del metano impazzivano, là fuori qualcuno piazzava pannelli come non si era mai visto. Il controsenso è solo apparente: più il prezzo delle fonti fossili diventa instabile, più conviene prodursi l’energia da soli. Non è ideologia: è matematica. Lo ha spiegato l’IRENA lo scorso aprile, quando ha fatto notare che l’escalation mediorientale sta spingendo moltissimi paesi a investire in rinnovabili non per virtù ambientalista ma per pura sicurezza energetica. Tradotto: meglio un pannello sul tetto che una pipeline che passa per zone di conflitto. E secondo un’analisi pubblicata nelle scorse settimane da Al Jazeera, uno dei lasciti più concreti di questa guerra sarà proprio un’accelerazione della transizione verso eolico, solare e idroelettrico. La domanda vera, a questo punto, è un’altra.
Numeri che corrono più delle crisi
Come siamo arrivati a 814 GW in un anno solo? Per capirlo bisogna fare un passo indietro e guardare la curva. Già nel 2024 il solare aveva messo a segno una crescita del 30%, toccando quota 585 GW di nuova capacità. In quell’anno, racconta sempre Ember, eolico e solare insieme hanno superato l’idroelettrico per la prima volta nella storia. E l’energia pulita nel suo complesso ha raggiunto il 40,9% dell’elettricità mondiale — l’anno prima era al 39,4%. Non siamo più nella fase dei buoni propositi: siamo in piena corsa.
Il ritmo è tale che la generazione solare sta raddoppiando ogni tre anni. Non è un errore di battitura: ogni tre anni. Nel 2024 abbiamo installato 585 GW; nel 2025 siamo saliti a 647 GW solo di solare, più 167 GW di eolico, che ha fatto un balzo del 47% rispetto ai 113 GW dell’anno prima. E la capacità cumulativa globale di queste due fonti ha raggiunto i 4.174 GW a fine 2025 — una cifra che fa impallidire qualunque previsione di soli cinque anni fa. Le stime per il 2025, pubblicate prima dell’aggiornamento finale, parlavano di 793 GW totali di nuove rinnovabili, con un aumento dell’11% sull’anno precedente e una crescita prevista del 9% per il solare e del 21% per l’eolico. I dati definitivi hanno superato anche quelle attese.
Cosa significa questo per chi non ha una centrale solare in giardino? Significa che la tecnologia sta scendendo di prezzo a una velocità che nessun’altra fonte energetica ha mai conosciuto. Più installazioni ci sono nel mondo, più i costi di produzione calano, più conviene anche al singolo cittadino. La Cina, l’India, gli Stati Uniti stanno pompando capacità a ritmi industriali, e noi europei — Italia compresa — siamo seduti sullo stesso treno, volenti o nolenti. La domanda è se vogliamo salire in carrozza o restare aggrappati al prezzo del gas come se nulla fosse cambiato.
Il pannello del vicino
Se i dati globali parlano chiaro, le scelte individuali lo sono ancora di più. Mentre gli stati trattano, chi può ha già fatto due conti. Un impianto domestico da 4-6 kW con accumulo, in Italia, oggi si ripaga in 5-7 anni — meno se si vive al Sud e si consuma tanto di giorno. Non serve essere esperti: basta guardare il vicino che da qualche mese ha i pannelli e ha smesso di commentare il prezzo del gas. La prossima volta che parli con lui, chiedigli quanto paga di bolletta adesso. Potrebbe essere una conversazione più istruttiva di molti dibattiti televisivi. Perché la transizione non è più una questione di “se”, ma di “quando” e “quanto mi costa non farla”.
La prossima volta che apri la bolletta, ricordati che dall’altra parte del mondo stanno installando pannelli a ritmi mai visti. Forse è il momento di guardare il tetto di casa con occhi diversi.




