Il record del 30,4% si scontra con i dati PQP 2026 che mostrano delaminazione in crescita e rotture nel 60%

Nel modulo record al 30,4%, circa il 22% dell’efficienza totale arriva dalla cella di silicio; il restante 8% è appeso a uno strato di vetro perovskite, secondo l’analisi tecnica del pannello. È questo 8% a separare un buon pannello commerciale dal record di laboratorio, e a sollevare le domande più scomode.

Il prodotto di Tandem PV usa un’architettura a 4 terminali impilati meccanicamente, come descrive la presentazione del modulo. Non è un dettaglio da data sheet: la perovskite viene stesa su un vetro separato, incollata alla cella di silicio, con tutti i rischi di accoppiamento termico e di adesione.

Tandem PV ha messo insieme quasi un miliardo di dollari in lettere di intenti, come riporta l’annuncio del pannello solare più efficiente, e prevede di arrivare a produzione di massa su scala gigawatt nel 2028, secondo il produttore del modulo record. Intanto offre una garanzia di 30 anni con degradazione annua pari o inferiore all’1%, come spiega la scheda del pannello solare.

Wharton ha ripetuto che i suoi moduli vetro-vetro non mostrano degrado misurabile dopo un anno di test all’aperto, come si legge in l’articolo sul pannello più efficiente.

If there’s a 30 to 32% panel out in the field, and you’re making a 23% panel, you’re kind of… in trouble.

La battuta di Wharton, riportata da la dichiarazione del CEO, fotografa la posta in gioco. Il problema è se il 30% vale anche dopo cinque, dieci o trent’anni di campo.

Il dossier PQP 2026: l’87% fallisce almeno una prova

I dati del PQP 2026 sono un elenco di fallimenti silenziosi:

  • per l’87% dei produttori, almeno un modulo non ha superato una prova, contro l’83% nel 2025 e il 66% nel 2024, come emerge da l’analisi sulla pressione competitiva;
  • il 60% dei produttori ha registrato almeno una rottura su un modulo testato, secondo la valutazione della qualità dei moduli;
  • la delaminazione è stata rilevata nel 45% dei produttori, con incidenza tripla rispetto all’edizione precedente, come documenta il report sulla pressione competitiva;
  • tra le cause principali di perdita di potenza c’è il PID (Potential Induced Degradation), segnalato da l’esperto di qualità dei moduli.

Paolo Zucchetto ha dichiarato:

Ciò non garantisce che i moduli prodotti oggi, in un contesto di continua riduzione dei costi e di crescente intensità degli eventi meteorologici, raggiungano la stessa durata operativa.

La frase è riportata da l’intervista sulla pressione competitiva.

Secondo Zucchetto, l’evoluzione verso moduli di dimensioni maggiori e l’adozione di tecnologie costruttive più complesse come back contact e shingled rendono più difficile mantenere standard qualitativi costanti lungo le linee produttive, come spiega l’analisi dell’esperto. Intanto, sul fronte dei costi, Ramadan nota che si tratta di un vantaggio a breve termine per i produttori e un “punto dolente” per gli sviluppatori a causa dei prezzi più alti, come emerge da l’analisi della capacità produttiva USA.

La perovskite è un ossido fragile su una base già sotto stress

Aggiungere perovskite a una cella di silicio non è come aggiungere un layer passivante. La perovskite è sensibile a umidità, calore e tensione meccanica. I dati PQP mostrano delaminazione in crescita, PID e rotture: il 60% dei produttori che rompe qualcosa nei test di qualifica è il dato che dovrebbe preoccupare chi firma un contratto per un modulo al 30%. La garanzia di 30 anni di Tandem PV si basa su un anno di test outdoor senza degrado misurabile, ma un anno non è trent’anni, e la perovskite degrada per meccanismi che il silicio non ha.

Per chi installa: il rischio si sposta sul contratto

Wharton dice che gli IPP capiscono al volo un miglioramento del 15-25% nel levelized cost of energy, come argomenta il ragionamento di Tandem PV. Ma per chi oggi firma una lettera di intenti o un contratto di fornitura, la questione non è il 30,4% in laboratorio: è se quel modulo arriverà a fine garanzia senza perdere il 3% all’anno per PID o delaminazione. Il record al 30% è un numero.

Il fallimento del 60% nei test di affidabilità è un dato operativo.