Celle LFP a 0,360 yuan/Wh, ma il prezzo finale dell’accumulo non dipende solo dalla cella.
Hai un impianto fotovoltaico che produce più di quanto consumi. Ogni sera butti energia in rete e di notte la ricompri a prezzo pieno. Ti hanno detto che con una batteria risparmieresti, ma il preventivo era da capogiro. Quello che forse non sai è che, mentre rimandavi, il prezzo delle celle che stanno dentro quelle batterie è crollato di nuovo: secondo i dati InfoLink citati da QualEnergia, a luglio il prezzo medio delle celle litio-ferro-fosfato (LFP) da 280 e 314 Ah per lo storage, tasse comprese, è sceso in Cina del 4% su base mensile, toccando 0,360 yuan per wattora, cioè circa 360 yuan per ogni chilowattora di sola cella.
Non è un episodio isolato: il carbonato di litio per batterie, la materia prima a monte, era atteso ad agosto attorno a 140.000 yuan per tonnellata, il 10,3% in meno. E BloombergNEF si aspetta un altro calo dei prezzi dei pacchi batteria nel corso del 2026.
Numeri che sorprendono: quanto costa davvero una cella oggi
Per capire se il gioco vale la candela, partiamo dai numeri. Secondo BloombergNEF, il prezzo medio dei pacchi batteria per gli impianti di accumulo stazionario è sceso a 70 dollari per kWh, il 45% in meno rispetto al 2024. In media, il solo “pacco” di un ipotetico sistema da 10 kWh costerebbe circa 700 dollari di batterie, contro circa 1.270 dollari ai prezzi medi del 2024. E lo stoccaggio stazionario è diventato per la prima volta il segmento di batterie con il prezzo più basso in assoluto.
Più in basso nella filiera, i minimi osservati per celle e pacchi sono stati 36 e 50 dollari per kWh, rispettivamente, su batterie LFP destinate allo stoccaggio stazionario. Livelli simili erano già stati osservati nel 2024: segno che non si tratta più di valori anomali, ma di un intervallo che si sta consolidando.
Il dettaglio cinese conferma la tendenza. Al 31 luglio, secondo il rilevamento di InfoLink, i prezzi delle celle LFP da 280 Ah restavano tra 0,29 e 0,39 yuan per wattora, con una media di 0,34 yuan/Wh e un calo del 2,9% su base mensile. È un mercato che si muove, mese dopo mese, quasi solo verso il basso. Ma questi numeri da soli non spiegano perché stia accadendo.
Il paradosso: domanda in crescita, prezzi in caduta, produttori in perdita
Il calo non è lineare: dietro c’è un intreccio di forze opposte. La Iea segnala domanda in crescita e molti produttori di catodi in perdita: un mercato in espansione convive con margini negativi per chi produce il materiale che sta dentro le celle.
Per il 2027, secondo InfoLink, è previsto un lieve surplus di celle LFP. E le previsioni domanda-offerta di litio per il 2027 sono state riviste per la prima volta al ribasso: ora si attende un leggero surplus di mercato. Se il quadro si conferma, il 2027 non porterà una stretta sul litio, ma semmai un altro anno di prezzi tendenzialmente favorevoli per chi compra.
Il rovescio della medaglia è che questo ribasso ha un valore anche per i progetti più grandi: la discesa prolungata dei prezzi di litio e celle potrebbe ridurre il costo dei sistemi di accumulo a batteria, migliorando l’economia dei progetti di energia rinnovabile che usano lo storage per gestire l’intermittenza di solare ed eolico. Sul fronte materie prime, il prezzo del materiale catodico LFP per lo stoccaggio è sceso a 52.700 yuan per tonnellata, portando il costo tasse incluse delle celle da accumulo attorno a 0,312 yuan per wattora.
Attenzione, però, a non aspettarsi un ribasso senza fondo. Secondo InfoLink, l’aumento dei costi delle materie prime può sostenere un livello minimo dei prezzi, ma la concorrenza sulle capacità produttive e la pressione sui prezzi da parte dei clienti limitano aumenti significativi per i formati mainstream. In altre parole: il prezzo non tornerà su in fretta, ma non è nemmeno destinato a crollare all’infinito. Resta la domanda pratica: per chi deve decidere oggi, cosa significa?
Cosa conviene fare adesso (e cosa aspettarsi)
Dai numeri e dal contesto emerge una lettura pratica. Da un lato, chi valuta un accumulo parte da un livello di prezzi storicamente basso per le celle LFP, e BloombergNEF si aspetta un altro calo dei pacchi per il 2026: se dovesse arrivare, renderebbe il conto ancora più favorevole nel giro di qualche mese. Dall’altro, il costo finale di un preventivo domestico non è fatto di sola cella: inverter, installazione, trasporto, progettazione e margini della filiera non scendono alla stessa velocità del listino delle celle.
È un po’ come accadeva con i computer: il processore diventava più economico ogni trimestre, ma il prezzo del portatile completo scendeva molto più lentamente. Aspettare il “prossimo calo” ha un costo, in termini di bollette e di energia regalata alla rete, che va confrontato con il risparmio possibile da un prezzo più basso tra qualche mese.
La regola pratica resta: confrontare i preventivi con i numeri di oggi, chiedere che il costo della parte batteria sia esplicitato e diffidare di chi spaccia il ribasso delle celle come un ribasso automatico dell’intero impianto. La vera incognita, per chi decide, è la velocità con cui questi ribassi arriveranno al consumatore finale.
I prezzi delle celle LFP sono ai minimi e il 2027 potrebbe portare altro ribasso, ma il costo finale di un accumulo non dipende solo dalla cella: informarsi e confrontare i preventivi con i numeri di oggi è l’unico modo per capire se conviene davvero.




