Elettrolizzatore da 140 MW a Bruck an der Leitha: il socio si sfila e OMV paga tutto.
Seicento milioni di euro per 140 megawatt di elettrolisi. È il costo dell’impianto di idrogeno verde che OMV sta costruendo in Austria e che, d’ora in avanti, la società energetica dovrà sostenere senza partner. Come ha riportato la testata specializzata Hydrogen Insight in un articolo pubblicato il 18 settembre, Masdar si è ritirata da un altro grande progetto europeo di idrogeno verde, e OMV andrà avanti da sola. Non è una notizia delle ultime ore: è passato più di un mese. Ma è un segnale che vale la pena rileggere con un po’ di distanza, perché dice qualcosa su chi, in Europa, è disposto a mettere i soldi sull’idrogeno prodotto da fonti rinnovabili.
600 milioni, un solo nome sul cantiere
Il dato da cui partire è questo: l’impianto non è un progetto sulla carta. Secondo la fonte, la costruzione era cominciata l’anno precedente, quindi il cantiere era già aperto quando il socio si è sfilato. E i 140 MW indicano la potenza dell’elettrolizzatore, cioè la capacità installata, non la quantità di idrogeno effettivamente prodotta, che dipenderà da quante ore l’impianto lavorerà e da quanta elettricità rinnovabile avrà a disposizione.
Il peso della rinuncia si misura sulla quota che viene meno. Stando a quanto riportato da Yahoo Finance, Masdar avrebbe dovuto investire diverse centinaia di milioni di euro nel progetto. Su un totale di 600, non è un dettaglio: è una parte rilevante del conto che ora finisce interamente nel bilancio di OMV. Ed è, appunto, la seconda volta che la società di Abu Dhabi lascia un grande progetto europeo del settore.
Da novembre 2025 al closing mancato
Per capire quanto fosse vicino il traguardo bisogna tornare indietro di circa un anno. A novembre 2025 OMV e Masdar avevano firmato un accordo per costituire una joint venture che avrebbe dovuto finanziare, costruire e gestire l’elettrolizzatore da 140 MW di Bruck an der Leitha. Come spiegava un comunicato di OMV di gennaio 2026, il perfezionamento della società comune era atteso per l’inizio del 2026, a tre condizioni: la finalizzazione dei documenti, il consenso degli azionisti e l’autorizzazione delle autorità di regolamentazione.
Quel closing non è mai arrivato. La spiegazione ufficiale, secondo OMV, sono stati non meglio precisati «cambiamenti strategici ad Abu Dhabi». Una formula che sposta la causa fuori dall’Austria, e che lascia aperta una domanda: se il motivo sta nelle scelte del socio e non nel progetto, il ritiro riguarda un singolo impianto o un ripensamento più ampio della presenza di Masdar in Europa?
Onuba, dove il posto vuoto è durato poco
Un indizio arriva dalla Spagna, dove Masdar aveva già abbandonato un progetto. Si chiama Onuba, e lì la storia è andata diversamente. Come ha ricostruito l’agenzia Argus Media, al posto di Masdar sono subentrati altri investitori: la francese Hy24, società d’investimento specializzata nell’idrogeno, e Cofides, ente di finanziamento sostenuto dallo Stato spagnolo, che hanno annunciato l’acquisizione di una partecipazione del 29%. La costruzione di Onuba è partita il 17 settembre.
Messi uno accanto all’altro, i due casi raccontano lo stesso investitore che esce e due esiti opposti. In Spagna la quota lasciata libera è stata riassorbita in fretta, con un mix di capitale privato specializzato e capitale pubblico. In Austria, almeno stando a quanto riportato a settembre, nessuno ha preso il posto di Masdar e il rischio finanziario è rimasto tutto in capo al promotore industriale. È qui che si vede lo spostamento: il problema non è più trovare chi voglia costruire impianti di idrogeno verde, ma chi sia disposto a finanziarli una volta che un socio si tira indietro.
Il confronto va letto con cautela: due progetti non fanno una tendenza, e le fonti non chiariscono se OMV abbia cercato un nuovo partner o abbia scelto di non farlo. Ma il dato spagnolo offre un metro di paragone concreto. La quota del 29% rilevata da Hy24 e Cofides su Onuba è il termine di confronto da tenere d’occhio nei prossimi mesi, per capire se anche a Bruck an der Leitha comparirà un capitale terzo.
Il segnale, insomma, non è che l’idrogeno verde europeo si stia fermando: i cantieri vanno avanti sia in Austria sia in Spagna. Sta cambiando chi se ne fa carico. Il numero da seguire è la quota di capitale esterno che OMV riuscirà ad attrarre sul suo impianto da 140 MW, oppure il fatto che non ne attragga affatto, lasciando i 600 milioni di euro interamente sui propri conti.




