La strategia regionale è stata approvata solo otto mesi fa, mentre altre regioni hanno già ordinato treni a idrogeno
Qualche giorno fa, il 15 luglio, è uscito un inserto speciale dedicato alla Regione Lombardia su Hydronews. Un prodotto editoriale che profuma di carta patinata e strategia: dentro ci sono interviste a Regione Lombardia, Assolombarda, il Lombardy Energy Cleantech Cluster, il Politecnico di Milano e l’ITS Green Academy, più i contributi di aziende come Edison, hyCharge, Maximator Italy, F.lli Trentini, FNM Group e Simplifhy. Un bel pezzo di sistema, insomma, ben confezionato e pronto per essere scaricato dalla colonna destra dell’homepage del sito. La Lombardia si racconta come capitale dell’idrogeno italiano. Peccato che la Strategia Regionale per l’Idrogeno, quella che dovrebbe dare senso a tutto l’impianto, la Giunta l’abbia approvata soltanto otto mesi fa, il 25 novembre 2025. Mentre la regione metteva nero su bianco, in Puglia ordinavano treni a idrogeno già a dicembre 2023. Ecco il paradosso: una regione che corre con la comunicazione, ma che forse è già in ritardo sulla strada vera.
La vetrina e il ritardo
L’inserto è un oggetto giornalistico interessante, per carità. Dentro ci sono i nomi giusti: l’accademia, le imprese, il cluster dell’energia, il mondo della formazione. Tutti a raccontare quanto sia strategico l’idrogeno per il futuro della regione. Ma la domanda che viene spontanea, sfogliando quelle pagine digitali, è: cosa stiamo celebrando esattamente? La Strategia Regionale per l’Idrogeno è arrivata con la delibera n. 5382 del 25 novembre 2025, dando attuazione al Programma Regionale Energia, Ambiente e Clima e contribuendo all’attuazione della Legge per il Clima, la l.r. 11/2025. Atto dovuto e quadro normativo chiaro, nessuno lo nega. Resta il fatto che ci sono voluti anni per mettere insieme i pezzi: già nel 2022 Assolombarda, H2IT e LE2C lanciavano H2ERE Network, una piattaforma digitale per connettere ricerca e industria. Il pragmatismo lombardo esisteva, eccome. Solo che trasformare quel pragmatismo in una strategia regionale ha richiesto un tempo che altrove non si sono concessi.
La sensazione, insomma, è quella di una celebrazione che arriva quando la corsa è già cominciata. L’inserto è una vetrina utile, con contenuti di valore, ma arriva a strategia approvata da pochi mesi. La domanda vera non è chi ha parlato o chi ha scritto, ma con quali risorse e con che tempi la regione intende passare dalla carta ai convogli.
I numeri della scommessa
Ed eccoli, i numeri. Quelli che contano. Secondo il Presidente della Regione Lombardia, l’amministrazione ha investito 1,7 miliardi di euro per 214 nuovi treni. Lo dichiarava a febbraio 2025, aggiungendo che entro l’anno successivo la Lombardia avrebbe completamente rinnovato la sua flotta ferroviaria. Parole che pesano: 1,7 miliardi sono un investimento serio, 214 nuovi treni significano un cambio di passo per i pendolari lombardi. Ma la dichiarazione risale a più di sedici mesi fa, e l’orizzonte del “entro il 2026” è già qui. Siamo a luglio 2026. Quanti di quei treni sono effettivamente sui binari? Quanti viaggeranno a idrogeno? La strategia regionale, quando finalmente è stata approvata, ha messo in fila gli strumenti: Programma Regionale Energia, Ambiente e Clima, Legge per il Clima, il progetto TH2ICINO riconosciuto dall’Unione Europea come Hydrogen Valley lombarda. Tutto coerente sulla carta. Ma tra una delibera di fine novembre e un treno che fischia in stazione passano anni di appalti, collaudi, infrastrutture di rifornimento. E gli anni, in questa storia, sono la variabile che scotta.
Il punto è proprio qui: annunciare 1,7 miliardi e 214 treni è politicamente efficace. Tradurli in convogli puliti per i pendolari della Milano-Mortara o della Brescia-Iseo-Edolo è un’altra partita. La strategia regionale serve a questo, a incanalare gli investimenti in una direzione. Ma viene dopo che i soldi sono già stati stanziati, dopo che i bandi sono stati immaginati. Non è una guida, è un riordino. Il rischio è che il treno dell’idrogeno — quello vero, non quello dell’inserto — la Lombardia lo stia guardando passare mentre sistema le carte.
Chi corre davvero
Perché attorno, nel frattempo, non sono stati fermi. A dicembre 2023 Ferrovie del Sud Est ha ordinato due treni a idrogeno Coradia Stream per la Puglia. Non un annuncio, un ordine. E la Puglia non è sola: le Hydrogen Valleys sono presenti in quasi tutte le regioni italiane, inclusi Lombardia, Emilia-Romagna, Sicilia, Sardegna e Campania. In Italia sono state identificate oltre 100 iniziative per l’idrogeno, distribuite da nord a sud. La gara non si gioca a Milano, si gioca ovunque. La Lombardia ha TH2ICINO, ha il suo cluster, ha la sua strategia. Ma deve fare i conti con un panorama in cui altri hanno già messo la firma sui contratti. L’inserto racconta una regione ambiziosa, ed è giusto che lo faccia. Ma quando il presidente parlava di flotta completamente rinnovata entro il 2026, mancavano ancora mesi all’approvazione della strategia. E oggi, a luglio inoltrato, la domanda per i pendolari lombardi è una sola: dopo l’inserto e dopo la strategia, quando saliranno su un treno a idrogeno? La vetrina è accesa. I binari, per ora, aspettano.




