Roadmap: tre siti nel Mar Nero per 3,1 GW, ma il potenziale arriva a 11,5 GW.

Arriva la bolletta e ti chiedi se il vento che spazza il Mar Nero potrà mai abbassarla. La risposta, per una volta, non è un comunicato: è una tabella di marcia con numeri precisi. A fine agosto, in Romania, la discussione è passata dai proclami ai documenti con la proposta di tre siti eolici nel Mar Nero. Il potenziale complessivo, dentro la zona economica esclusiva romena, arriva fino a 7 gigawatt: una cifra che non nasce da uno slogan, ma da un lavoro tecnico condotto con Banca Mondiale, Commissione europea e ministero dell’Energia. Per chi fa impresa o semplicemente paga la corrente, il punto non è se il vento c’è: è quando e con quali volumi entra davvero nel sistema.

Non è fantascienza: 7 GW nel Mar Nero

Prima di chiedersi quando il vento abbasserà le bollette, conviene capire cosa dice davvero la tabella di marcia per la Romania. Il punto di partenza è il potenziale: fino a 7 gigawatt di eolico offshore installabili nella zona economica esclusiva romena del Mar Nero. Non stiamo parlando di un auspicio: è un documento che individua numeri e aree, con la precisione di chi deve attrarre investimenti. Eppure, proprio qui bisogna fare attenzione. I 7 gigawatt sono il potenziale complessivo. Un conto è quanta potenza si potrebbe in teoria installare, un conto è quanta se ne programma davvero, con quali scadenze e con chi la costruisce. La domanda giusta, insomma, non è “quanto vento c’è”, ma “quanto se ne installa, ed entro quando”. E la prima scadenza è molto più piccola di 7 GW.

La prima tranche: 3,1 GW al 2035, non 7

Scendendo dal potenziale alla pianificazione, la prima tranche è di 3,1 gigawatt da installare entro il 2035. Non è una cifra simbolica: è la somma di tre blocchi della Fase 1, un’area da 1,9 GW più due aree da 600 MW ciascuna. A definirli è la proposta romena di sei zone offshore, che in totale arrivano a 11,5 gigawatt: i tre blocchi della Fase 1 sono la tranche a breve termine di questo programma più ampio.

Il confronto con i 7 GW del potenziale è netto: nella prima fase concreta entra meno della metà, e solo con orizzonte al 2035. In soldoni: dei 7 GW possibili, ciò che oggi ha una data e dei perimetri definiti è poco più di 3; il resto appartiene a una fase successiva del programma. Per chi legge con la bolletta in mano, il messaggio pratico è uno: niente effetti immediati, perché il primo traguardo è fissato al 2035, cioè tra nove anni. Per le imprese che lavorano nel settore energetico, invece, il messaggio è un altro: la Fase 1 è il banco di prova, con tre blocchi, dimensioni precise e una scadenza definita. È lì che si capirà se il potenziale si trasforma in cantieri; il resto del programma, fino a 11,5 GW complessivi, è la parte che viene dopo.

Hooracán e gli altri: chi si muove già

La domanda sui tre blocchi trova una prima risposta guardando chi sta già preparando i progetti. Hooracán, per esempio, secondo un’analisi dedicata ai Paesi del Mar Nero, sta sviluppando un progetto eolico offshore in Romania e tre in Bulgaria, tutti in fase di pre-esclusività, cioè lo stadio che precede un accordo definitivo. Tradotto: la firma finale non c’è, ma qualcuno si è già posizionato. La pre-esclusività, nel linguaggio del settore, indica che il progetto è in una fase iniziale ma già in movimento: un segnale da tenere d’occhio. Il 2035 è lontano; i segnali di oggi dicono se il piano resterà sulla carta o diventerà energia.

Per chi fa impresa in Romania, vale la pena seguire l’iter dei tre blocchi della Fase 1: è lì che si decide se il 2035 sarà realtà. Il vento del Mar Nero è una promessa concreta, non un miraggio.