Hyundai firma il primo contratto completo per una sottostruttura offshore europea dopo DolWin4 e BorWin4.
Il gigawatt che arriva da Seul
Due virgola due gigawatt. È la capacità di BalWin5, una sottostazione offshore in corrente continua ad alta tensione (HVDC) che, secondo l’annuncio pubblicato da SK oceanplant su LinkedIn il 4 agosto scorso, è una delle più grandi al mondo nel suo genere. A costruirla sarà per la prima volta un’azienda coreana: SK oceanplant ha ottenuto un contratto di fornitura Full Jacket, il primo mai assegnato a una società sudcoreana per una sottostazione offshore HVDC europea.
Il dato da tenere a mente non è soltanto il 2,2 GW. È il salto che questo contratto rappresenta. Fino a poco tempo fa, per le piattaforme convertitrici europee un’impresa coreana poteva al massimo fornire componenti. Ora si parla di una fornitura completa della sottostruttura: TGS 4C Offshore osserva che si tratta del primo contratto completo di sottostruttura ottenuto da una società sudcoreana per una piattaforma convertitrice HVDC offshore europea. Resta la domanda: come è possibile che un’entrata così recente nel mercato europeo abbia già conquistato un contratto di questa portata?
Quindici mesi per scalare la piattaforma
La risposta sta in una curva di apprendimento eccezionalmente ripida. L’azienda, che dal febbraio 2023 ha assunto la denominazione di SK oceanplant Co., Ltd., non è comparsa all’improvviso. Secondo la ricostruzione di OffshoreWind.biz, l’ingresso nel mercato eolico offshore europeo è avvenuto circa quindici mesi prima del progetto BalWin5, attraverso i progetti DolWin4 e BorWin4 di TenneT. In quel caso l’azienda coreana ha firmato i contratti nell’aprile 2025 e ha consegnato i componenti chiave a maggio 2026: componenti, però, non jacket completi.
Questo è il punto. Tra la fornitura di singoli pezzi per le piattaforme convertitrici da 2 GW di TenneT e il contratto BalWin5 c’è una differenza di responsabilità industriale molto netta. Chi fornisce un componente risponde di una lavorazione; chi firma un Full Jacket risponde dell’intera sottostruttura, con un controllo molto più ampio su tempi, materiali e integrazione. Il fatto che il primo contratto completo non sia arrivato con BalWin5 ma dopo una fase di componenti è coerente con il modo in cui i grandi committenti europei testano i nuovi fornitori. Il nuovo ordine, ha spiegato la stessa azienda in una nota ripresa da Sedaily, è il risultato del riconoscimento delle capacità tecnologiche e della competitività qualitativa di SK oceanplant da parte dei clienti globali. Non è solo una questione di prezzo, almeno nella lettura dell’azienda: è una questione di affidabilità dimostrata in un arco di tempo molto compresso.
Basta mettere in fila le date. Febbraio 2023: cambio di denominazione. Aprile 2025: primi contratti europei per DolWin4 e BorWin4. Maggio 2026: consegna dei componenti chiave. Inizio agosto 2026: annuncio del primo Full Jacket coreano. In poco più di tre anni si passa da un nome quasi sconosciuto nel mercato europeo a fornitore completo per una delle più grandi sottostazioni HVDC offshore al mondo. Anche per questo il contratto BalWin5 non va letto isolatamente: è il punto di arrivo di una traiettoria cominciata con il cambio di nome del 2023.
E adesso? Il cartello europeo si guarda allo specchio
Mentre McDermott è incaricata di progettare, fabbricare, installare e commissionare le piattaforme offshore per i sistemi di connessione HVDC da 2 GW di BalWin4 e LanWin1, un outsider ha appena rotto un tabù. Il fatto che sia stata una società sudcoreana a ottenere il primo contratto completo di sottostruttura per una piattaforma convertitrice HVDC offshore europea non è un dettaglio. È il segnale che la concorrenza asiatica, in questo segmento, ha smesso di presentarsi come semplice fornitore di componenti. Mentre un costruttore consolidato presidia piattaforme sorelle, il nuovo entrato si prende BalWin5.
Attenzione, però. Il mercato delle piattaforme HVDC offshore non si misura in singoli annunci ma in commesse ripetute, tempi di consegna e capacità di gestire la catena di fornitura. Un solo contratto Full Jacket non sposta gli equilibri. Ma se BalWin5 rappresenta il primo caso, il numero da osservare è semplice: quanti altri contratti di fornitura completa finiranno in mani extraeuropee nelle prossime gare del Mare del Nord? Il rischio, per chi già presidia il mercato, non è il costo del singolo jacket, ma l’effetto cumulativo: ogni nuova commessa assegnata a un fornitore extraeuropeo allarga la base di esperienza di quel fornitore e riduce il vantaggio degli operatori storici.
Se un’azienda coreana è passata dai componenti al contratto completo in quindici mesi, la quota di mercato che i cantieri asiatici riusciranno a intercettare nelle prossime gare HVDC del Mare del Nord è il dato da tenere d’occhio. Non è una previsione. È una domanda, oggi più concreta di prima.




