Il cavo riutilizzabile da 400 kV è interoperabile su tutta la rete tedesca
42 miliardi per non restare al buio
Amprion, uno dei quattro gestori della rete di trasmissione tedesca, prevede di investire circa 42 miliardi di euro entro il 2030 per potenziare un’infrastruttura che si estende per oltre 11.000 chilometri e serve più di 29 milioni di persone. La cifra si inserisce in un’accelerazione che ha pochi precedenti: lo scorso anno la Bundesnetzagentur, l’autorità federale di regolazione, ha approvato circa 2.000 chilometri di nuove linee elettriche, il 45 per cento in più rispetto ai 1.280 chilometri del 2024. La spinta viene dal piano di transizione energetica «Energiewende», che fissa l’obiettivo di coprire con fonti rinnovabili l’80 per cento del fabbisogno elettrico annuale entro il 2050. Per accogliere l’elettricità generata da eolico e fotovoltaico distribuiti sul territorio, la rete va ridisegnata, rinforzata e resa molto più flessibile di quanto non fosse pensata decenni fa.
Mettere mano a una rete di queste dimensioni, però, solleva un problema immediato: durante i cantieri, come si mantiene il flusso di potenza senza lasciare al buio intere regioni? Le soluzioni temporanee tradizionali sono spesso sistemi monouso, pensati per un cantiere specifico e poi smaltiti. Sono costose, producono sprechi e richiedono tempi lunghi di progettazione. Con un piano di investimenti così massiccio, il conto in termini materiali e di fermo macchina diventerebbe insostenibile. Serviva un’alternativa.
Il cavo che si stacca e si riattacca
Ieri NKT ha annunciato di aver consegnato la prima soluzione al mondo di cavo temporaneo riutilizzabile da 400 kV, pensata proprio per accompagnare l’ammodernamento della rete di Amprion. Non è un dettaglio tecnico per addetti ai lavori. Fino a oggi, un cavo temporaneo in corrente alternata a 400 kV era un pezzo quasi irripetibile: costruito per una singola tratta, utilizzato qualche mese e poi destinato allo smaltimento o, al massimo, a un recupero parziale dei materiali. Il sistema di NKT, invece, è progettato per essere scollegato, immagazzinato e riutilizzato in progetti futuri. L’azienda stima una riduzione significativa degli sprechi di materiale, un risparmio di risorse e un abbattimento dei costi complessivi di cantierizzazione.
La differenza è paragonabile a quella tra una mascherina monouso e una maschera lavabile, ma portata su scala industriale e con tensioni che richiedono isolamenti e sistemi di connessione molto più complessi. Il cavo temporaneo riutilizzabile da 400 kV introduce un’alternativa più efficiente sotto il profilo delle risorse rispetto ai sistemi convenzionali, perché evita di dover progettare, certificare e costruire ex novo un collegamento ogni volta che un gestore di rete deve riconfigurare un elettrodotto. In un paese dove i chilometri di nuove linee autorizzate crescono a doppia cifra anno su anno, l’impatto potenziale è enorme: si possono accorciare i tempi dei lavori, limitare i disservizi e contenere la spesa pubblica e privata che grava sulla bolletta.
Ma la vera novità non è solo ingegneristica. Il capitolato su cui è stata sviluppata questa soluzione è stato scritto congiuntamente da un gruppo di gestori di rete tedeschi, non dal solo Amprion. Significa che il cavo è stato concepito fin dall’inizio per essere interoperabile: i connettori, le guaine, le specifiche elettriche sono pensate per adattarsi a qualsiasi punto della rete tedesca, non a una singola tratta. È un cambio di logica profondo. Non si tratta più di risolvere un problema puntuale, ma di costruire un kit modulare che può essere spostato, riconfigurato e riutilizzato su tutto il sistema di trasmissione nazionale. Chi arriva per primo con un prodotto simile non vende un componente, ma impone un formato.
E i fornitori? La partita si allarga
La specifica comune creata dai TSO tedeschi è un invito neanche troppo velato a tutti i produttori di cavi a misurarsi su uno standard di riutilizzabilità. E i concorrenti si stanno già muovendo. Nexans aveva già lavorato con Amprion per l’interramento parziale della rete di trasmissione, un progetto avviato nel 2019 che ha mostrato quanto il know-how sui sistemi ad alta tensione sia strategico per la Germania. Oggi è tra i fornitori che potrebbero adattare le proprie linee di prodotto a requisiti di modularità e riuso. E Prysmian, il maggior concorrente di NKT su scala globale, sta spingendo con forza sui materiali riciclabili nella tecnologia dei cavi ad alta tensione, un messaggio che parla direttamente alle esigenze di sostenibilità e di contenimento dei costi dichiarate dai gestori di rete.
In questo passaggio, il vantaggio non sta solo nell’aver costruito il primo cavo riutilizzabile a 400 kV. Sta nell’averlo fatto seguendo un capitolato condiviso che, se prenderà piede, potrebbe diventare il metro di valutazione nelle prossime gare. Nei mesi a venire conviene tenere d’occhio le richieste di offerta dei TSO tedeschi: se il cavo temporaneo riutilizzabile smetterà di essere un’eccezione e comincerà a diventare la norma, l’intero mercato dei collegamenti in alta tensione dovrà adattarsi. E la partita, per i fornitori, è appena cominciata.




