Richiesta online entro 30 giorni dal completamento, anche per cantieri chiusi prima del 4 agosto.

All’inizio di agosto un responsabile di progetto apre il portale Area Clienti del GSE per controllare lo stato del proprio impianto a biometano e trova una voce che prima non c’era: la Richiesta di Riconoscimento Incentivi. Il cantiere è concluso, i collaudi sono stati fatti, eppure il contributo del PNRR non arriva da solo. Va chiesto, va documentato e va presentato al GSE rispettando una finestra precisa.

La funzionalità è online dal 4 agosto e serve per presentare la richiesta necessaria a ottenere l’erogazione del contributo in conto capitale previsto dal D.M. Pratiche Ecologiche. In pratica è il passaggio che trasforma un progetto finanziato in denaro realmente incassato: la procedura è riservata ai progetti collocati in posizione utile in graduatoria e può essere avviata soltanto dopo il completamento dell’intervento.

Cantiere chiuso, contributo ancora da conquistare

Chi ha seguito un progetto di biometano finanziato dal PNRR conosce bene la sequenza: graduatoria, ammissione, lavori, rendicontazione. L’ultimo miglio, però, è meno intuitivo. Il contributo in conto capitale viene erogato in un’unica soluzione soltanto dopo il completamento degli interventi e dopo il sostenimento e la documentazione dei relativi investimenti. Non è una formalità che si sbriga da sola: è una richiesta che va compilata online, sul portale del GSE, con i documenti giusti.

Chi ha appena chiuso il cantiere non deve dare per scontato che la pratica sia già in pagamento. Deve accedere all’Area Clienti, verificare la propria posizione in graduatoria e avviare la nuova procedura. Altrimenti il denaro resta fermo, anche se l’impianto è pronto. Il punto, naturalmente, è capire entro quando muoversi.

Trenta giorni per non lasciare sul tavolo 2,2 miliardi

La regola è stringente: la Richiesta di Riconoscimento Incentivi deve essere inoltrata al GSE entro 30 giorni dal completamento dell’intervento. Un termine secco, da leggere come tale, che non va confuso con una scadenza orientativa.

C’è una distinzione che riguarda chi aveva già finito prima dell’attivazione della funzionalità. Per gli interventi conclusi prima del 4 agosto, il termine di 30 giorni decorre dalla data di pubblicazione dell’avviso, cioè proprio dal 4 agosto. Tradotto in pratica: chi si trovava in quella situazione doveva presentare la richiesta entro i primi giorni di settembre. A metà settembre, quella finestra risulta ormai scaduta, e conviene verificare subito la propria posizione piuttosto che accorgersene più avanti.

La posta in gioco non è piccola. In attuazione dell’Articolo 27 del Decreto-Legge 19 febbraio 2026, n. 19, il cosiddetto DL PNRR, la misura M2C2 I.1.4, quella sullo sviluppo del biometano secondo criteri per promuovere l’economia circolare, è evoluta in un programma di sovvenzione finanziaria per complessivi 2.236,02 milioni di euro, poco più di 2,2 miliardi, gestito direttamente dal GSE. È un programma che paga gli impianti solo a fronte di procedure completate correttamente: il denaro stanziato non è un accredito automatico.

Il percorso era già iniziato prima. Già il 27 agosto 2025, alle ore 12:00, sul sito Area Clienti del GSE si era aperto l’apposito sportello per le domande della prima procedura. Contando anche quella prima tornata, sono 86 le progettualità legate allo sviluppo del biometano. Un numero contenuto, che rende ogni pratica ben visibile agli uffici e rende difficile rimediare un errore di calendario con una giustificazione generica.

La checklist per non sbagliare la finestra

Se il quadro è chiaro, il rischio a questo punto è uno solo: arrivare tardi. La checklist pratica è breve. Prima di tutto, verificare che il progetto risulti collocato in posizione utile in graduatoria: senza questo requisito la procedura non è nemmeno accessibile. Poi preparare la documentazione degli investimenti sostenuti, perché è su quella base che viene erogato il contributo in un’unica soluzione. Infine, fissare la data di completamento dell’intervento e contare da lì i 30 giorni, senza aspettare solleciti che non arriveranno.

Per chi aveva già concluso i lavori prima del 4 agosto, il controllo è ancora più urgente: i 30 giorni decorrevano dalla pubblicazione dell’avviso, quindi sono trascorsi con l’inizio di settembre. In quel caso serve verificare se la richiesta è stata effettivamente inviata, perché il margine per regolarizzare una dimenticanza potrebbe non esserci più. Per chi sta chiudendo l’impianto adesso, invece, il consiglio è banale ma concreto: non separare la fine lavori dalla richiesta. Il completamento fa partire il cronometro, e la richiesta va presentata mentre la documentazione è ancora fresca.

In definitiva, chi ha un progetto di biometano finanziato dal PNRR deve trattare i 30 giorni dal fine lavori come una scadenza vera: il contributo in conto capitale si incassa solo con la richiesta giusta, presentata al momento giusto.