Biometano dai rifiuti urbani in rete: accordo tra Amg Energia, Asja Energy e Rap

L’odore acre dell’incendio nella settima vasca di Bellolampo è rimasto nell’aria una notte intera. Poi il vento è cambiato. Ma per migliaia di famiglie palermitane la discarica resta una presenza silenziosa, legata a bollette che non scendono mai. E se da lì, invece, arrivasse il gas per cucinare? La risposta, almeno sulla carta, è in quello che Asja Energy definisce il primo impianto in Sicilia per la produzione di biometano da biogas prodotto dai rifiuti urbani conferiti in discarica.

Secondo il comunicato pubblicato il 7 settembre, Amg Energia, Asja Energy e RAP hanno firmato un protocollo d’intesa per connettere l’impianto alla rete di distribuzione del gas di Palermo. L’investimento è di dieci milioni di euro e riguarda la conversione dell’esistente impianto di energia elettrica. Ma cosa sta succedendo davvero dentro Bellolampo? I numeri raccontano una storia diversa da quella dell’emergenza.

L’incendio che nessuno dimentica (e il gas che nessuno si aspetta)

L’incendio nella settima vasca di Bellolampo, quella in uso, richiese una notte intera per essere domato. È un’immagine che i palermitani conoscono bene: fumo, odore acre, attesa del vento. Dentro quello stesso perimetro, però, i lavori per la realizzazione dell’impianto di biometano dal biogas sono stati avviati mediante conversione dell’esistente impianto di energia elettrica. Non una promessa astratta, ma un cantiere.

I numeri dietro la svolta (e chi ci guadagna)

Non si tratta di un annuncio fine a se stesso. Il progetto non utilizza nuovo suolo e genera entrate per il pubblico: Asja Energy pagherà a RAP circa 16 milioni di euro di royalty nell’arco di 19 anni. Inoltre l’azienda ha finanziato con il CNR-ITAE e in collaborazione con l’Università degli studi di Palermo due borse di dottorato di ricerca per valutare l’integrazione del biometano con la rete di distribuzione di gas naturale di Palermo.

Amg Energia realizzerà un tratto di nuova rete, diramazione della condotta proveniente dalla cabina di regolazione e misura di Bellolampo, che si collegherà alla nuova cabina di connessione/immissione del biometano realizzata da Asja Energy. Resta una domanda: basterà produrre biometano per portarlo davvero nelle case? La risposta sta nei tubi.

Cosa può aspettarsi chi vive a Palermo

La produzione da sola non basta: serve una strada per portare il biometano dai rifiuti alle cucine. È lo stesso schema già visto altrove: Italgas ha connesso 17 impianti di produzione di biometano alla propria rete di distribuzione e punta a raggiungere entro il 2030 una capacità di immissione di 1,2 miliardi di metri cubi annui.

Asja Energy, per esempio, ha già alle spalle un caso concreto: a Druento (Torino) è stato completato il collegamento alla rete di distribuzione Italgas di un impianto che produce biometano mediante digestione anaerobica di scarti agroalimentari, biomasse agricole e reflui zootecnici. È la stessa logica di connessione che a Palermo è in fase di progettazione.

La prossima volta che sentirai odore di Bellolampo, ricorda che da lì potrebbe arrivare il gas che usi per cucinare: la transizione non è un concetto, è una tubatura che si sta costruendo.