Accordo da 1 GWh per stoccare energia per giorni, con prima fase da 400 MWh nel 2028.

A poco più di due mesi dall’annuncio di fine giugno, la cifra da osservare nell’accordo tra Ore Energy e Budget Thuis non è il gigawattora di capacità. È il numero 100: le ore che ferro, acqua e aria promettono di coprire. La batteria della startup olandese non sfida il litio sulla durata breve; semplicemente lo ignora, e punta a spostare elettricità per giorni. L’intesa, annunciata lo scorso 22 giugno, prevede l’installazione di 1 GWh di accumulo multi-giornaliero ad aria-ferro, con una prima fase da 400 MWh già impegnata e consegna prevista nel 2028.

100 ore: il ferro-aria cambia l’orizzonte dell’accumulo

Il dettaglio tecnico è il cuore della notizia. La tecnologia di Ore Energy utilizza ferro, acqua e aria per immagazzinare energia fino a 100 ore. Non è un limite accessorio: significa che il sistema è pensato per coprire intervalli che l’accumulo standard non insegue. Il sistema destinato a Budget Thuis sarà costruito attorno all’architettura containerizzata da 40 piedi di Ore Energy, configurabile per durate da 24 a 100 ore. In altre parole, il fornitore olandese non sta comprando solo una batteria: sta comprando la possibilità di spostare energia da una parte all’altra della settimana.

Il committente è un generalista. Budget Thuis, con oltre un milione di clienti, è il primo fornitore nazionale nei Paesi Bassi a offrire un pacchetto unico di energia, internet, TV, telefonia fissa e mobile. Un’azienda abituata a promettere bollette più basse si lega a una tecnologia che non ha ancora scala commerciale. Per capire perché conviene guardare alla Francia.

Perché Budget Thuis firma adesso: la lezione francese e il costo della volatilità

La risposta arriva da un container testato in Francia e da un calcolo di sistema che ha sorpreso molti. Ore Energy ha completato il primo progetto pilota collegato alla rete presso EDF in Francia, il primo del suo genere in Europa per lo stoccaggio a lunga durata a ferro-aria: condotto tra agosto e novembre 2025, il pilota ha dimostrato che il sistema può immagazzinare e restituire energia per un massimo di quattro giorni in condizioni reali. Già nel luglio 2025 la startup aveva messo in rete il primo sistema di batteria ferro-aria collegato alla rete olandese, presso un banco di prova della TU Delft.

Il secondo elemento è economico. Secondo un’analisi di Eurelectric, ogni GW di stoccaggio a lunga durata può generare tra 150 e 250 milioni di euro di risparmi annuali sui costi operativi variabili a livello di sistema. È un ordine di grandezza che spiega l’interesse di chi vende energia a famiglie esposte alle oscillazioni di prezzo.

Annemarie Buitelaar, CEO di Budget Thuis, lo dice in modo esplicito: «Per noi si tratta di ridurre l’esposizione ai volatili prezzi dei combustibili fossili, dando ai clienti accesso a un’elettricità più pulita e più prevedibile nel tempo». Sul piano di mercato, l’intesa è stata presentata come il primo offtake di batterie a ferro-aria da parte di un fornitore energetico europeo.

Duopolio del ferro: 1 GWh contro 65 GWh

È qui che il confronto si fa impietoso, ma anche istruttivo. Ore Energy è attualmente una delle due startup al mondo che commercializzano una batteria ferro-aria: l’altra è la statunitense Form Energy. La differenza di scala la raccontano due numeri: 1 GWh di accordo in Europa, contro oltre 65 GWh di progetti commerciali in accordo per Form Energy, inclusi due progetti annunciati di recente tra i più grandi al mondo per capacità di accumulo: un progetto da 30 GWh con Xcel Energy e Google e uno da 8,5 GWh con il Dipartimento dell’Energia statunitense, il Massachusetts e altri Stati del New England.

La cronologia aiuta a collocare la corsa. Form Energy ha rivelato i dettagli della sua tecnologia per la prima volta nel 2021; Ore Energy è stata fondata un anno dopo, nel 2022. Il divario si spiega così: non è una gara vinta in partenza, ma una gara su due binari, dove quello europeo parte da un pilota EDF e da un contratto da 1 GWh. Resta da vedere se il binario regge il confronto alla prova dei fatti.

Il numero da osservare nei prossimi mesi non è il gigawattora, ma il 2028. Se i primi 400 MWh previsti per quell’anno entreranno davvero in esercizio, l’aria-ferro smetterà di essere una scommessa e diventerà un mercato. Fino ad allora, Form Energy resta il metro: 65 GWh.
Il resto è promessa.