L’accordo da 45 MW sfrutta la combinazione CfD-PPA, un modello che riduce i rischi e attira investitori come Eneco

Lo scorso 15 luglio è stato annunciato un accordo che, a prima vista, potrebbe passare sotto traccia. Gülermak Renewables ha firmato un contratto di acquisto di energia elettrica multi-sito con Hekla Energy per due impianti solari nella regione della Grande Polonia: il progetto Powidz da 5 MW e il progetto Brodnica da 40 MW. Quarantacinque megawatt complessivi. Per dare un termine di paragone, lo scorso aprile Qualitas Energy aveva acquisito in un’unica operazione un portafoglio di nove impianti fotovoltaici già operativi in Polonia per un totale di 376 MWp. Otto volte tanto. Eppure, la firma su quei 45 MW racconta un pezzo di futuro del mercato elettrico polacco che nessuna maxi-acquisizione può spiegare da sola.

Piccolo è bello (e strategico)

La tentazione di archiviare l’operazione come marginale è forte. Due impianti, 45 MW complessivi, una regione – la Wielkopolska – dove il fotovoltaico sta crescendo ma non è certo l’unico terreno di gioco. Ma il dato dimensionale è fuorviante se non si guarda alla struttura dell’accordo e a chi lo sottoscrive. Hekla Energy non è un piccolo trader locale: serve più di 20.000 clienti in tutta la Polonia e, dato ben più rilevante, da giugno è entrata nell’orbita di Eneco, utility olandese che ha acquisito una partecipazione di maggioranza proprio in Hekla Energy. L’ingresso di Eneco non è stato un acquisto qualsiasi: ha segnato l’ingresso strategico della società nel mercato energetico polacco, un mercato che fino a quel momento Eneco osservava dall’esterno.

Avere come controparte un fornitore con le spalle coperte da un’utility europea di primo piano cambia la natura del PPA. Non si tratta più di un accordo bilaterale tra un produttore e un rivenditore, ma dell’innesto di un developer come Gülermak in una catena che va dalla generazione fino al cliente finale, con un garante di sistema nel mezzo. I 45 MW di Powidz e Brodnica, in altre parole, sono la prima tessera polacca di un rapporto che potrebbe estendersi ben oltre questi due impianti. Ma cosa rende il modello così solido da attrarre un player come Eneco?

La formula polacca: CfD più PPA

Qui entra in gioco il quadro regolatorio polacco, che presenta una peculiarità rara in Europa: il programma di aste per i contratti per differenza (CfD) consente ai developer di combinare, sullo stesso progetto, la copertura garantita dal CfD con un contratto privato di acquisto di energia. In pratica, un impianto fotovoltaico che si aggiudica un CfD incassa la differenza tra il prezzo di esercizio stabilito in asta e il prezzo di mercato quando quest’ultimo è inferiore, ma non è obbligato a vendere l’energia al prezzo di mercato: può contestualmente stipulare un PPA con un acquirente privato, ottenendo un secondo flusso di ricavi. È un doppio binario che riduce il rischio di esposizione alla volatilità dei prezzi e aumenta la bancabilità dei progetti.

L’accordo Gülermak-Hekla si inserisce esattamente in questo schema. I due impianti beneficiano verosimilmente del sostegno CfD, che fornisce una base di ricavi prevedibile, mentre il PPA con Hekla Energy garantisce uno sbocco commerciale certo per l’energia prodotta. La presenza di Eneco nel capitale di Hekla rafforza ulteriormente la solidità del contratto: non si compra energia da un fornitore qualunque, ma da una società che risponde a un gruppo con rating investment-grade e una strategia di lungo periodo in Polonia. Gülermak Renewables non è nuova a questo genere di operazioni: alla fine del 2025 aveva già acquisito da Orrön Energy un portafoglio di tre progetti solari in Germania per un corrispettivo fino a 14 milioni di euro, e a novembre dello stesso anno aveva messo le mani sul progetto di stoccaggio energetico Corshellach da 49,9 MW in Scozia. La Polonia, dove l’azienda aveva già progetti rinnovabili in fase di sviluppo, rappresenta però il primo banco di prova per questo schema a doppio ricavo applicato su scala commerciale.

La domanda ora è se Gülermak riuscirà a replicare il modello su volumi più consistenti. Perché 45 MW sono un buon inizio, ma l’ambizione dichiarata è di un ordine di grandezza superiore.

L’obiettivo 500 MW e la mappa del tesoro polacca

Gülermak Renewables punta a una presenza di 500 MW in Polonia, distribuita tra solare, accumulo a batteria ed eolico, con un team locale di una ventina di persone. Rispetto ai 376 MWp già operativi che Qualitas Energy si è portata a casa in blocco lo scorso aprile, la strada da fare è ancora lunga, ma la strategia è diversa: non comprare portafogli già pronti, ma sviluppare progetti e blindarli con la combinazione CfD-PPA, costruendo un portafoglio su misura per investitori e finanziatori. Il prossimo appuntamento da tenere d’occhio sarà l’asta CfD polacca del 2027: è lì che Gülermak potrebbe giocare la carta del doppio ricavo su scala più ampia, portando in dote non solo i megawatt ma anche il modello di business già collaudato sui 45 MW di Powidz e Brodnica.