L’accordo tra Maxeon e Qcells mette fine a due anni di contenziosi sulla tecnologia TOPCon
Bolletta alta? Forse anche tu hai pensato di installare dei pannelli fotovoltaici. Poi però senti parlare di aziende che si fanno causa, di tecnologie che potrebbero sparire da un giorno all’altro. E se compri oggi, domani non trovi più pezzi di ricambio? È una sensazione che conoscono bene tanti installatori. «I clienti vogliono garanzie, ma il mercato continua a cambiare», ci dice il titolare di una piccola azienda di Verona. L’ultima notizia, però, potrebbe portare un po’ di chiarezza. Secondo quanto riportato lo scorso 1° luglio da PV Magazine, Maxeon Solar Technologies e Qcells hanno risolto globalmente tutte le controversie sui brevetti relative alla tecnologia TOPCon, mettendo fine a due anni di battaglie legali.
Il cliente e la guerra dei brevetti
Chi segue il mercato dell’energia solare sa che i pannelli non sono tutti uguali. Negli ultimi anni la tecnologia TOPCon (Tunnel Oxide Passivated Contact) si è imposta come uno standard per chi cerca efficienza e costi contenuti. Ma dietro le celle che promettono rendimenti più alti c’è stata una guerra sotterranea fatta di carte bollate e richieste di risarcimento. Per un consumatore, l’idea che il produttore del suo impianto possa essere bloccato da una causa brevettuale è tutto fuorché rassicurante: significa incertezza sulle forniture, sui ricambi, sulla validità della garanzia. E quando si investono diverse migliaia di euro, la tranquillità conta.
Dietro a questa confusione, c’è una storia di aziende giganti che si contendono il mercato a colpi di carte bollate. E la notizia di questi giorni, se letta con attenzione, può aiutare a fare scelte più consapevoli.
Come si è arrivati alla tregua
Ma cosa sta succedendo veramente? La storia comincia nella primavera del 2024, quando Maxeon aveva intentato una causa per violazione di brevetto TOPCon contro Hanwha Q CELLS, uno dei maggiori produttori mondiali. L’accusa era che Qcells stesse usando senza autorizzazione tecnologie coperte dai brevetti di Maxeon. La mossa aveva creato scompiglio nel settore, perché Qcells è un fornitore chiave per molti installatori europei e americani.
Poi, a gennaio di quest’anno, un colpo di scena: l’Ufficio brevetti statunitense (USPTO) ha stabilito che due rivendicazioni del brevetto TOPCon di Maxeon non erano brevettabili. Una decisione che ha indebolito la posizione dell’azienda americana e ha reso più probabile un accordo.
Non era la prima volta che Maxeon cercava una via d’uscita negoziata. Già a febbraio 2026, Maxeon e Aiko Solar avevano risolto una disputa globale sui brevetti back-contact, un’altra famiglia di tecnologie solari. In quell’occasione, Maxeon aveva concesso ad Aiko l’accesso ai brevetti al di fuori degli Stati Uniti per circa 231 milioni di dollari. La pace con Qcells, arrivata ora, segue lo stesso copione: le aziende non hanno reso noti i dettagli finanziari, ma la fine delle liti è totale.
Tuttavia, la pace sui brevetti risolve davvero tutti i problemi? Per capirlo bisogna guardare alla solidità dei protagonisti. Qcells, parte del gruppo Hanwha, ha iniziato a produrre celle solari nel suo impianto di Cartersville, in Georgia, uno stabilimento verticalmente integrato da 3,3 GW, segno di una strategia industriale solida. Maxeon, invece, ha presentato istanza di ristrutturazione giudiziale a Singapore lo scorso aprile, un campanello d’allarme sulla sua tenuta finanziaria.
Cosa significa per chi deve acquistare
Se stai valutando un impianto, la domanda è: conviene puntare sui pannelli TOPCon? La risposta breve è sì, ma con un occhio aperto su chi li produce. La risoluzione delle dispute legali toglie di mezzo l’incertezza più grande, quella del blocco delle vendite per violazione di brevetto. Un installatore oggi può proporre moduli TOPCon senza il timore che da un mese all’altro il fornitore smetta di distribuirli perché sotto sequestro o perché ha perso una causa miliardaria.
Però, attenzione: un brevetto riconosciuto o una causa vinta non garantiscono che l’azienda produttrice sia ancora in piedi tra cinque o dieci anni. La vera garanzia per chi acquista è la solidità finanziaria del produttore. Se un’azienda entra in ristrutturazione, come sta succedendo a Maxeon, le condizioni di garanzia potrebbero cambiare, e i ricambi diventare introvabili. Al contrario, un gruppo come Qcells, con investimenti produttivi pesanti negli Stati Uniti e una catena di fornitura verticalizzata, offre più stabilità.
Quando parlate con l’installatore, quindi, non limitatevi a chiedere la scheda tecnica del pannello. Informatevi su chi c’è dietro: è un produttore con bilanci solidi? Ha impianti di produzione in più paesi? Negli ultimi mesi ha avuto problemi legali o finanziari? Un’occhiata veloce alle notizie finanziarie può evitare brutte sorprese. Anche perché il pannello che comprate oggi dovrà funzionare per almeno vent’anni.
Infine, un consiglio pratico: diffidate di offerte troppo aggressive su moduli TOPCon di marche poco conosciute. La pace sui brevetti ha chiarito che la tecnologia è contendibile, ma non ha cancellato le differenze industriali tra i produttori. Se un marchio offre prezzi stracciati, chiedetevi perché. A volte dietro un prezzo basso si nasconde una situazione finanziaria fragile o una proprietà intellettuale ancora oggetto di contenzioso in altre giurisdizioni.
Alla fine, la vera garanzia non è solo il brevetto, ma la solidità di chi produce. Prima di firmare un contratto, chiedete all’installatore: chi produce questo pannello? Qual è la sua situazione finanziaria? Perché un brevetto, da solo, non accende la luce.




