Secondo i dati di Regelleistung-Online, le richieste di connessione rivolte ad Amprion legate all’accumulo ammontavano a 86 GW. Lo scorso 14 ottobre il gestore della rete di trasmissione ha firmato il suo primo accordo di allaccio per un progetto di batterie su larga scala. Come riporta il comunicato congiunto di GIGA Storage, l’amministratore delegato di Amprion, Christoph Müller, e quello di GIGA Storage, Kevin Dijkers, hanno sottoscritto l’intesa per collegare il sistema di accumulo Albatross alla rete a 380 kV di Amprion. Sono passate tre settimane e la notizia non è più fresca. Conviene però leggerla nei suoi numeri, e soprattutto nelle sue date.

86 GW in coda, un solo contratto

Albatross sorgerà nella Samtgemeinde Neuenkirchen, in Bassa Sassonia, accanto alla sottostazione di Merzen di Amprion. La batteria avrà una potenza di 350 MW e una capacità di 1.400 MWh. La distinzione tra le due grandezze conta. La potenza indica quanta elettricità l’impianto può assorbire o immettere in un dato istante. L’energia indica quanta ne può immagazzinare. Il rapporto è di quattro a uno: a piena potenza, Albatross può erogare per circa quattro ore. È una durata pensata per spostare l’elettricità dalle ore in cui abbonda a quelle in cui serve, e non soltanto per stabilizzare la frequenza per pochi minuti.

Messo accanto alla mole di richieste, il singolo contratto appare quasi isolato. Sempre secondo Regelleistung-Online, ripreso da un’analisi di ess-news sulle richieste di connessione, i quattro gestori tedeschi della trasmissione avevano carichi molto diversi. 50Hertz era in testa con 103 GW, seguita da Amprion con 86 GW, Tennet con 52 GW e Transnet BW con 18 GW. Gran parte di quei gigawatt erano richieste e non progetti. La domanda resta comunque: perché proprio Albatross è passato davanti agli altri?

Maturità, banche e un vicino ingombrante

La risposta non sta nell’ordine di arrivo, perché quella regola è stata cambiata. Già dal 1° aprile 2026 i quattro gestori tedeschi hanno abbandonato il criterio «first-come-first-served» e adottato una procedura di allaccio basata sulla maturità del progetto. Secondo ess-news, era la reazione a quello che nel settore è stato chiamato uno «tsunami di batterie» di domande. In pratica non basta più prenotare un posto in coda. Bisogna dimostrare di avere un progetto pronto a essere costruito.

Albatross arriva a questo esame con una storia precisa. Il progetto è nato da Isenau Projects, uno sviluppatore specializzato in accumulo che porta impianti su scala industriale in Germania dalla fase iniziale fino allo stato «ready-to-build». Nel giugno 2025 GIGA Storage ha acquisito il progetto da Isenau Projects. È una divisione del lavoro tipica: un operatore costruisce i permessi, un altro compra e realizza. Con il nuovo criterio di maturità, questa filiera vale più di quanto valesse prima.

Il secondo indizio è finanziario. Come riporta ess-news nel dare notizia del finanziamento, un consorzio di sette banche fornisce allo sviluppatore olandese 260 milioni di euro di debito per il progetto. Nella stessa fonte GIGA Storage dichiara di avere in costruzione progetti di accumulo per circa 1,4 GW di potenza e 5,6 GWh di capacità complessiva. Anche qui il rapporto tra energia e potenza è di quattro a uno, come per Albatross.

Va poi considerata l’altra strada che Amprion ha seguito sullo storage. Insieme a E.ON e LEW Verteilnetz (LVN), il gestore prevede di collegare una rete di grandi batterie alla rete elettrica regionale della Svevia bavarese. È un «grid booster» decentralizzato da 250 MW, messo a gara nel 2024 e aggiudicato a EDF nel 2025. Quel modello prevede batterie contrattualizzate dal gestore per esigenze della rete. Albatross segue un’altra logica: un operatore privato che chiede l’allaccio e si ripaga sul mercato. Il primato di metà ottobre riguarda quindi questa seconda categoria. Per un impianto commerciale finanziato a debito, però, il conto dipende molto dalla data di avvio.

La data che vale vent’anni

Il valore economico di Albatross dipende infatti da una scadenza. Secondo un’analisi di AFRY sulla riforma tedesca delle tariffe di rete, l’esenzione ventennale dagli oneri di rete prevista dalla Section 118 (6) EnWG vale per due condizioni. La prima è la decisione finale di investimento prima della conclusione del processo AgNes, attesa tra fine 2026 e inizio 2027. La seconda è la messa in servizio entro il 4 agosto 2029.
Vent’anni senza oneri di rete sono una voce che pesa nel modello finanziario di una batteria.

Quando entrerà in servizio Albatross? Le fonti non concordano. Il comunicato di GIGA Storage indica il 2028. Ess-news colloca l’avvio del cantiere a inizio 2027 e la messa in servizio a inizio 2029. Nel primo caso il margine sulla scadenza di agosto 2029 è ampio. Nel secondo si riduce a pochi mesi. Le fonti non spiegano la differenza e qui non si può risolverla.

Restano due date da segnare. La prima è la conclusione del processo AgNes, attesa tra fine 2026 e inizio 2027: chi arriva prima alla decisione finale di investimento resta dentro l’esenzione. La seconda è il 4 agosto 2029. Ogni mese di ritardo di Albatross rispetto alla finestra tra il 2028 e l’inizio del 2029 riduce il margine su cui sono stati prestati 260 milioni di euro.