L’impianto da 150 MW eroga energia per 8 ore, ma EirGrid ne richiede 2,4 GW.

Nel 2025 Irlanda e Irlanda del Nord hanno prodotto 13.675 GWh di energia eolica. Altri 2.139 GWh erano disponibili ma sono stati ridotti, cioè non immessi in rete: il 13,4% di tutto l’eolico disponibile, più di un megawattora su otto. Sono i numeri del rapporto annuale di EirGrid su vincoli e tagli. Una delle prime risposte su larga scala a questo spreco si trova a Islandmagee, in Irlanda del Nord. Secondo l’annuncio diffuso da Capital Dynamics, pubblicato a fine marzo 2026, la società di investimento ha concordato con Solo Renewables una partnership per realizzare un sistema di accumulo di lunga durata (LDES, Long Duration Energy Storage) dal valore potenziale di 100 milioni di sterline.

Il vento che nessuno usa

Il progetto ha una potenza di 150 MW e può erogarla fino a 8 ore di fila, per una capacità di accumulo di 1.200 MWh. Sono due grandezze diverse: la potenza indica quanta energia l’impianto può immettere in rete in un dato istante, la capacità quanta ne può tenere da parte. Secondo Capital Dynamics, l’energia stoccata basta a coprire i consumi di fino a 36.000 famiglie con una scarica al giorno. L’azienda presenta il sito come uno dei primi impianti LDES su larga scala sviluppati nel mercato elettrico unico irlandese, l’I-SEM, che comprende entrambe le giurisdizioni dell’isola.

Qui serve una proporzione. Se si confrontano i 2.139 GWh di eolico ridotto nel 2025 con i 1.200 MWh di Islandmagee, il rapporto è di circa 1.800 a 1. Anche immaginando un ciclo completo ogni giorno dell’anno, un singolo impianto assorbirebbe solo una parte di quell’energia. Islandmagee non risolve il problema. Indica però una direzione, e la vera domanda riguarda la scala.

Sei mesi per un permesso, anni di ritardo

Sul fronte autorizzativo il progetto è stato rapido. Già a febbraio 2026 il Mid and East Antrim Borough Council aveva dato l’approvazione urbanistica, appena sei mesi dopo la presentazione della domanda. Questa velocità va però letta insieme ai numeri del sistema in cui il progetto si inserisce.

Secondo un’analisi della società di consulenza Cornwall Insight, sulla rete irlandese risultavano soltanto 0,29 GW di accumulo di lunga durata. Venivano tutti da un unico impianto, l’idroelettrico a pompaggio di Turlough Hill. Nello stesso documento Cornwall Insight riporta una stima di EirGrid: per raggiungere l’obiettivo irlandese dell’80% di elettricità da rinnovabili entro il 2030, la capacità LDES dovrà arrivare a circa 2,4 GW. In termini di potenza, quindi, la capacità esistente è poco più di un ottavo di quella ritenuta necessaria. I 150 MW di Islandmagee, una volta in funzione, aggiungerebbero circa la metà di quanto offre oggi Turlough Hill.

Il tema non è nuovo. Già nell’ottobre 2023 EirGrid aveva aperto una Call for Evidence sull’accumulo di lunga durata. Nel 2024 il quadro di policy irlandese sull’accumulo elettrico, l’Electricity Storage Policy Framework, ha disposto l’acquisizione immediata di fino a 500 MW di capacità LDES entro il 2030, come ricostruisce lo studio legale William Fry nella sua analisi. Anche se quei 500 MW venissero acquisiti per intero, resterebbero ben al di sotto dei 2,4 GW indicati da EirGrid. Il permesso ottenuto in sei mesi a Islandmagee può essere un’eccezione locale o un primo segnale che il mercato si sta muovendo. Per ora un solo progetto non basta a stabilirlo.

La corsa delle otto ore

Se in Gran Bretagna un singolo progetto può stoccare più di tre volte l’energia di Islandmagee, che cosa dice questo del mercato irlandese? Statera Energy ha ottenuto l’autorizzazione per un impianto LDES da 500 MW e 4.000 MWh nel Bedfordshire, anch’esso con una durata di 8 ore, come riporta Solar Power Portal nel suo articolo sul progetto. Lì si sperimentano anche tecnologie diverse dalle batterie. Highview, per esempio, a novembre 2025 ha avviato a Carrington la costruzione di un impianto di accumulo ad aria liquida da 50 MW e 300 MWh.

Nell’I-SEM i progetti sono più piccoli, ma qualcosa si muove. Secondo un approfondimento di ESS News, Islandmagee fa parte di un portafoglio di più progetti che Capital Dynamics sta costruendo nel mercato elettrico unico irlandese. L’investitore, quindi, non scommette su un singolo sito ma su un segmento di mercato che considera in crescita.

I numeri da tenere a mente sono tre. I 150 MW di Islandmagee valgono il 30% dei 500 MW che la policy irlandese prevede di acquisire entro il 2030. Quei 500 MW sono a loro volta circa un quinto dei 2,4 GW che EirGrid ritiene necessari. Il terzo è il 13,4% di eolico ridotto nel 2025. Nei prossimi anni conterà quanta nuova capacità di accumulo di lunga durata otterrà il via libera nell’I-SEM prima del 2030, e se quella percentuale di vento sprecato comincerà a scendere.