VIA positiva per il progetto da 54,4 MW, ma il Comune di Corigliano d’Otranto ricorre al Tar.
La Puglia è diventata la prima regione italiana per richieste di connessione fotovoltaica: 848 pratiche per 35,97 gigawatt di potenza. Per la prima volta ha superato la Sicilia in entrambe le voci, che si ferma a 736 istanze per 35,77 GW, secondo i dati sulle istanze riportati da pv magazine. Sul numero di pratiche il distacco è netto, oltre cento in più. Sulla potenza lo scarto è di appena 0,2 GW. Proprio in Puglia, però, un progetto che ha superato il passaggio ministeriale si è fermato davanti al giudice amministrativo. Come ha riportato a settembre Staffetta Quotidiana, il Comune di Corigliano d’Otranto, in provincia di Lecce, ha presentato ricorso al Tar contro la Valutazione di impatto ambientale (VIA) positiva rilasciata dal Mase per un impianto agrivoltaico da 54,4 MW.
Prima di leggere quel primato come un segnale di crescita, conviene chiarire su cosa si basa. I 35,97 GW non sono impianti costruiti, né energia prodotta. Sono richieste di potenza: progetti che chiedono di essere collegati alla rete e che devono ancora passare autorizzazioni, valutazioni ambientali e, come mostra il caso salentino, a volte anche i tribunali. Il confronto con la Sicilia dice molto sull’interesse degli sviluppatori per il Sud. Dice molto meno su quanta capacità entrerà davvero in funzione.
Corigliano 43.8: approvato a Roma, impugnato in Salento
Il progetto contestato si chiama “Corigliano 43.8”. Secondo la documentazione della procedura di valutazione ambientale, ha una potenza di 54,40 MW e comprende le opere di connessione alla RTN, la rete di trasmissione nazionale. Non riguarda un solo territorio comunale. L’impianto e le opere collegate sono previsti nei comuni di Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Sogliano Cavour, Seclì, Aradeo, Galatone e Galatina, tutti in provincia di Lecce. A proporlo è Aer Soléir, società irlandese che sviluppa progetti eolici, fotovoltaici e di accumulo energetico.
Il progetto ha ottenuto la VIA positiva dal ministero, cioè il via libera sul piano dell’impatto ambientale. Un parere favorevole a livello nazionale, però, non chiude la partita: il Comune di Corigliano d’Otranto ha scelto di impugnarlo davanti al Tar. Il ricorso mette in luce una frattura che i numeri regionali non mostrano. Da una parte ci sono le procedure centrali, che valutano i progetti uno per uno. Dall’altra ci sono le amministrazioni locali, che vedono sommarsi sul proprio territorio impianti di decine di megawatt.
Su questa tensione interviene il quadro normativo regionale. Tra le misure discusse in Puglia sulle aree idonee per le rinnovabili, il testo esaminato dalle commissioni del Consiglio Regionale della Puglia introduce disposizioni sulla prevalente funzione agricola negli impianti agrivoltaici. Stabilisce inoltre la prevalenza della pianificazione paesaggistica sugli strumenti urbanistici. Sono due principi che toccano da vicino progetti come Corigliano 43.8. Il primo chiede che un agrivoltaico resti prima di tutto un terreno agricolo, con i pannelli come funzione accessoria. Il secondo dà più peso alla tutela del paesaggio rispetto alle scelte urbanistiche dei singoli comuni. Le fonti disponibili non dicono se e come queste regole incidano sul ricorso. Mostrano però che il terreno su cui si muovono gli sviluppatori in Puglia è tutt’altro che stabile.
96,5 GWh sul tavolo, due ricorsi in tribunale
Che cosa c’è in gioco, in termini energetici? Secondo l’azienda, citata da LeccePrima, a pieno regime l’impianto produrrebbe circa 96,5 GWh all’anno, pari al fabbisogno medio di circa 36 mila famiglie. Sempre secondo i dati aziendali, eviterebbe l’emissione di 45.600 tonnellate di CO2 ogni anno. Conviene tenere distinte le grandezze: i 54,4 MW indicano la potenza massima dell’impianto, i 96,5 GWh l’energia che dovrebbe generare in un anno. Il rapporto tra le due dipende dalle ore di sole e dal funzionamento effettivo. Sono quindi stime del proponente, non misure.
Il Comune non ha fatto un’eccezione per questo progetto. L’amministrazione di Corigliano d’Otranto ha fermato e impugnato anche un altro piano agrivoltaico, da 10,84 MW, proposto da Sorgenia Renewables Srl. Due ricorsi su due progetti indicano una linea precisa, non una contestazione isolata. Aer Soléir, dal canto suo, chiede “un confronto aperto con istituzioni, comunità locali e realtà del territorio”. È la formula con cui l’azienda prova a spostare la discussione fuori dall’aula del tribunale.
Il primato pugliese, in fondo, si misura in richieste e non in impianti realizzati. Il dato da seguire nei prossimi mesi è quanti di quei 35,97 GW riusciranno a superare non solo le autorizzazioni, ma anche il vaglio dei tribunali amministrativi. Il caso Corigliano, con i suoi 54,4 MW, è uno dei primi banchi di prova. L’esito del Tar dirà quanto pesa un via libera ministeriale quando un comune decide di opporsi.




