Produzione solare record non basta: in Italia il gas fissa quasi sempre il prezzo.
Nella settimana del 17 agosto il mercato elettrico italiano ha registrato la media settimanale più alta tra quelli europei: 168,31 euro per megawattora. Il dato è di AleaSoft Energy Forecasting, ripreso nell’analisi settimanale pubblicata da pv-magazine.it il 25 agosto. Sono passati due mesi da quella settimana di fine estate, e a guardarla oggi il numero pesa di più. Con l’inverno vicino, mostra senza troppi giri di parole come si forma il prezzo dell’elettricità in Italia e quanto poco c’entrino il sole e il vento.
Il mese del sole più caro
Il primato dei prezzi è arrivato nel mese in cui il fotovoltaico italiano ha prodotto più che mai. Secondo i dati mensili di AleaSoft su agosto, la produzione solare ha toccato livelli record per un mese di agosto in tutti i mercati europei analizzati. L’Italia ha generato 4.529 gigawattora, il 12% in più rispetto all’anno precedente. Anche la domanda andava nella direzione giusta: nella terza settimana di agosto, sempre secondo AleaSoft, i consumi elettrici italiani sono calati del 6,0%, il calo più consistente tra i mercati monitorati, davanti alla Francia con una flessione del 4,6%.
Più offerta di energia a basso costo e meno domanda: in teoria è la combinazione che fa scendere i prezzi. Non è andata così. Venerdì 21 agosto i futures sul gas TTF, il riferimento del mercato europeo, hanno chiuso la settimana a 65,86 euro per megawattora. Era il 7,2% in più rispetto al venerdì precedente e il livello più alto dal 23 gennaio 2023. Se il sole c’era e la domanda scendeva, il prezzo lo ha deciso qualcos’altro.
89 contro 15: due Paesi, la stessa estate
Il prezzo lo ha deciso il gas, ma non dappertutto allo stesso modo. Il mercato elettrico europeo funziona con la regola del prezzo marginale: in ogni ora l’energia viene pagata al prezzo dell’ultima centrale necessaria a coprire la domanda, che spesso è una centrale a gas. Secondo l’analisi della Commissione europea sui mercati energetici, nonostante l’espansione delle rinnovabili il gas fissa il prezzo marginale dell’elettricità in circa metà delle ore. La stessa Commissione osserva che nella terza settimana di agosto l’aumento dei futures TTF ha spinto al rialzo i prezzi dell’energia nella maggior parte dei mercati.
La media europea, però, nasconde differenze molto ampie. Secondo i calcoli del centro studi Ember, nel 2026 il gas ha influenzato il prezzo dell’elettricità in Spagna solo nel 15% delle ore. In Italia la quota è stata dell’89%, perché il Paese dipende molto dal gas sia per produrre energia sia per garantire flessibilità, cioè per coprire i momenti in cui il sole cala e la domanda resta. Il risultato è che il record fotovoltaico abbassa i costi in alcune ore centrali della giornata, ma quasi mai stabilisce il prezzo. Quando il gas sale, l’Italia è il mercato più esposto d’Europa. È quello che si è visto ad agosto.
Il resto del continente mostra cosa succede quando le alternative flessibili mancano o vengono meno. Nella settimana del 17 agosto la produzione solare tedesca è calata del 41% dopo tre settimane consecutive di aumenti, e nella stessa settimana il mercato Nord Pool ha registrato l’aumento maggiore dei prezzi medi settimanali, pari all’82%: entrambi i dati sono di AleaSoft. Senza altre fonti in grado di compensare, è il gas a tornare al centro. Sul piano politico, finora la risposta italiana si è concentrata altrove. Secondo una ricostruzione di Energy Connects, l’Italia ha speso almeno 2,1 miliardi di euro da marzo in tagli alle tasse sui carburanti. È un intervento che riduce il costo finale per chi paga, ma non tocca il meccanismo che lega il prezzo dell’elettricità a quello del gas.
Stoccaggi al 61%, l’inverno alle porte
Se il prezzo italiano dipende dal gas, conta quanto gas c’è a disposizione. Secondo un’analisi sulle scorte europee di gas naturale, a metà agosto gli stoccaggi dell’Unione erano pieni solo al 61%. È il livello più basso per quel periodo dell’anno da quando esistono le serie storiche, cioè dal 2009, e molto lontano dalla media stagionale degli ultimi cinque anni, intorno all’82%. Nel frattempo il prezzo era già cresciuto molto: come riportava un’analisi di Euronews sui prezzi del gas, il rally aveva fatto salire le quotazioni di oltre il 130% dall’inizio dell’anno.
Sono dati di fine estate, e da allora le condizioni possono essere cambiate. Il punto di partenza, però, era questo: serbatoi ai minimi da oltre quindici anni, un mercato del gas molto teso e un Paese, l’Italia, in cui quasi nove ore su dieci il prezzo dell’elettricità segue proprio il gas. Il conto dell’inverno ricadrà sulle famiglie, sulle imprese o sulle casse pubbliche, con nuovi sconti fiscali? Le fonti non danno ancora una risposta.
Resta il fatto che l’Italia ha prodotto ad agosto più energia solare di quanta ne avesse mai prodotta, ma in bolletta quel record si è visto poco. Finché il prezzo marginale lo fissa quasi sempre una centrale a gas, gli investimenti nel fotovoltaico non bastano da soli a far scendere i prezzi. La questione aperta è chi si prenderà la responsabilità, e il costo, di cambiare questa regola prima che l’inverno presenti il conto.




