Fondo da batterie di comunità: risparmi fino a 200 dollari annui senza pannelli

Un cliente senza un pannello sul tetto potrebbe risparmiare ogni anno tra 150 e 200 dollari australiani in bolletta grazie al solare dei vicini. La stima è di Marc England, CEO di Ausgrid, il distributore elettrico dell’area di Sydney, ed è il dato più interessante di due iniziative presentate a fine settembre nel Nuovo Galles del Sud (NSW). Come ha raccontato il sito specializzato Energy-Storage.news, il governo del NSW e quello federale australiano hanno annunciato un progetto pilota di virtual power plant (VPP) da 11 milioni di dollari australiani, circa 7,4 milioni di dollari statunitensi, per gli inquilini dell’edilizia sociale nell’Illawarra. Negli stessi giorni Ausgrid ha avviato una sperimentazione da 13,2 milioni di dollari australiani, sostenuta dall’agenzia federale per le rinnovabili ARENA, che accumula il surplus del solare sui tetti in una rete di batterie di comunità tra Sydney e la Central Coast.

A quasi un mese dagli annunci conviene guardare meno alla notizia e più alla logica economica. I due progetti affrontano lo stesso squilibrio. I tetti australiani producono molta energia a mezzogiorno, quando ce n’è in eccesso, e non producono nulla la sera, quando la domanda raggiunge il picco. La Community Power Network di Ausgrid vuole immagazzinare quel surplus e restituirlo durante il picco serale a circa 32.000 clienti della zona. Il valore del solare passa così da chi possiede l’impianto a chi abita accanto. Restano due domande: chi finanzia questo meccanismo, e quanto conta ciascun progetto rispetto alla platea potenziale.

Seguire il denaro: dal Budget 2022 all’Illawarra

Partiamo dal pilota dell’Illawarra. Degli 11 milioni, 10 arrivano dal governo australiano e sono tratti dalla recente espansione da 145 milioni di dollari australiani della Social Housing Energy Performance Initiative, voluta dal governo Albanese. Il NSW mette il milione restante. Quasi tutto il denaro è quindi federale, mentre lo Stato fornisce il territorio e la gestione. Il programma non parte da zero: secondo la comunicazione di EnergyCo, l’agenzia statale che coordina le zone per le rinnovabili, l’iniziativa ha già finanziato interventi su circa 400 abitazioni nella Illawarra Renewable Energy Zone, tra cui l’installazione di 136 impianti solari sui tetti. Il pilota VPP aggiunge un livello di coordinamento: gli impianti e le batterie domestiche non lavorano più ciascuno per conto proprio, ma vengono gestiti come un’unica risorsa per la rete.

La filiera di Ausgrid ha origini più vecchie. Già nell’ottobre 2022 il Budget federale aveva stanziato 171 milioni di dollari affinché ARENA realizzasse la misura Community Batteries for Household Solar, che prevede 342 batterie di comunità in tutta l’Australia. Dentro quel contenitore Ausgrid sta installando 46 batterie front-of-the-meter, cioè collegate alla rete di distribuzione e non dietro il contatore di un singolo utente, tra Sydney, Georges River, Central Coast e Lake Macquarie.

Anche lo sconto stimato da England ha una spiegazione meno immediata di quanto sembri. Secondo la ricostruzione di RenewEconomy sul progetto, i clienti riceveranno ogni anno una quota di un fondo di profitti, che le previsioni indicano fino a 150-200 dollari per chi non ha il solare. Non si tratta di una tariffa garantita. È una partecipazione ai margini che le batterie ricavano spostando l’energia dalle ore di eccesso a quelle di scarsità, e il suo valore dipenderà quindi da come andrà il mercato. Rispetto a una bolletta annuale è una cifra apprezzabile, ma non cambia la spesa di una famiglia. Il dato più rilevante è il principio: chi non può installare pannelli, come un inquilino o un residente in condominio, riceve una parte del valore che i pannelli generano.

Il traguardo delle 100 batterie e quello che manca

Il problema è la scala. Il NSW conta circa 95.000 proprietà di edilizia sociale e, secondo i dati riportati da RenewEconomy, circa 15.000 hanno già ricevuto interventi di efficientamento, poco più di una su sei. Le 400 abitazioni dell’Illawarra sono una frazione minima di quel totale. Lo stesso vale per i 32.000 clienti di Ausgrid, se confrontati con l’insieme degli utenti della rete.

Anche a livello nazionale il conteggio procede lentamente. A settembre ARENA ha confermato che la sua Community Batteries Funding Initiative ha raggiunto la centesima installazione in tutto il Paese. Rispetto alle 342 batterie previste dalla misura del 2022, il programma è a meno di un terzo. Gli operatori privati presentano i loro numeri con toni più ottimisti: Origin Energy dichiara sul proprio blog di essere coinvolta in più di 100 batterie di comunità tra Nuovo Galles del Sud e Queensland, attraverso sperimentazioni con Ausgrid, Essential Energy, Energy Queensland ed Endeavour. Un numero di installazioni, però, non dice nulla sulla capacità di accumulo né sull’energia effettivamente spostata verso la sera. Si contano batterie, non megawattora.

Il confronto con lo Stato di Victoria invita alla prudenza. Il suo 100 Neighbourhood Batteries Program ha finanziato 10 batterie nel terzo round, arrivando a un totale di 139 batterie di quartiere. Con quel round il programma si è chiuso, e non sono previsti altri bandi. Ha superato l’obiettivo indicato nel nome, ma si è fermato lì. Una volta esauriti i fondi pubblici, le batterie di comunità non hanno ancora mostrato di potersi diffondere da sole.

Nei prossimi mesi il dato da seguire è il contatore di ARENA, oggi a 100 installazioni su 342. Bisognerà vedere se le 46 batterie di Ausgrid e il pilota dell’Illawarra lo faranno crescere abbastanza in fretta, e se uno sconto da 150-200 dollari l’anno per chi non ha pannelli diventerà una pratica diffusa o resterà il risultato di qualche sperimentazione ben finanziata.