Zelestra avvia il primo impianto tedesco, ma il portafoglio da 2 GW resta da verificare.
Due gigawatt sulla carta, 27,5 megawatt sotto il sole
Klevenow ha numeri concreti, e proprio per questo utili come unità di misura. Secondo la società, l’impianto dovrebbe produrre circa 28.700 MWh di energia pulita all’anno. Non è poco per un singolo parco solare. Ma va messo accanto all’altro dato che Zelestra stessa rivendica: un portafoglio di oltre 2 GW tra solare, eolico e accumulo distribuito in tutta la Germania, tutto in fase di sviluppo, come riportato da ESS News.
Il confronto è impietoso solo se lo si legge male. Un portafoglio di sviluppo non è capacità installata, e nessuno lo sostiene. È un elenco di progetti a diversi stadi di maturazione, molti dei quali, per la natura stessa del settore, non arriveranno mai alla rete. Il rapporto tra i 27,5 megawatt allacciati e i circa duemila dichiarati, però, dice una cosa precisa: per ora la presenza di Zelestra in Germania è soprattutto una promessa. E se il divario è così ampio, conta capire a che velocità l’azienda sa trasformare i progetti in cantieri.
Sei mesi di cantiere, due anni di attesa
Per farlo bisogna ricostruire la cronologia. L’ingresso di Zelestra nel mercato tedesco non è di quest’estate: già nell’ottobre 2024 la società aveva acquisito una quota di maggioranza nello sviluppatore tedesco East Energy GmbH. È da lì che arriva gran parte del portafoglio. La comunicazione sull’operazione East Energy descriveva una pipeline di oltre 2 GW tra fotovoltaico, accumulo a batterie, eolico onshore e Power-to-X, cioè idrogeno verde ed eMetanolo. In altre parole, il perimetro di due gigawatt di cui si parla oggi era già sul tavolo quasi due anni fa.
Tra quel portafoglio e i cantieri c’è un passaggio intermedio che in Germania pesa molto: le aste previste dalla legge sulle rinnovabili, la EEG. Secondo la pagina di Zelestra dedicata alla Germania, cinque progetti per complessivi 120 MW si sono aggiudicati un posto in queste gare; la fonte non specifica quando. La stessa pagina indicava l’avvio della costruzione del primo sito nel primo trimestre del 2026. L’aggiudicazione in asta non è ancora un impianto: è un diritto a una tariffa, che va poi tradotto in autorizzazioni, allacci, forniture e lavori. È la distanza tra l’atto amministrativo e l’attuazione reale.
Quando si arriva al cantiere, invece, i tempi sono stretti. Klevenow è stato completato in meno di sei mesi e, secondo l’azienda, durante la costruzione ha dato lavoro a circa 40 persone. È il dato che smentisce l’idea di un’esecuzione lenta: il problema, se c’è, non è costruire, è arrivare a costruire. Dall’acquisizione di East Energy al primo impianto in esercizio sono trascorsi quasi due anni. E dei 120 MW aggiudicati nelle aste, le fonti disponibili non dicono quanti siano effettivamente in costruzione oggi.
Il conto alla rovescia della seconda metà del 2026
Qui entra in gioco la promessa di agosto, che ha un orizzonte coincidente con il presente. Zelestra aveva annunciato l’intenzione di avviare nella seconda metà del 2026 i lavori di altri due impianti solari e del suo primo progetto di accumulo a batterie (BESS) in Germania. Obiettivo dichiarato: superare i 200 MW tra capacità operativa e in costruzione nel Paese. Il secondo semestre è cominciato a luglio, e alla fine dell’anno mancano poche settimane. Va notato anche come è formulato il traguardo: non 200 MW in esercizio, ma operativi più in cantiere. È un modo legittimo di contare, ma meno impegnativo di quanto sembri a prima lettura.
La scommessa sulle batterie è la parte più interessante, perché si inserisce in un mercato che deve crescere in fretta. Secondo un’analisi pubblicata a luglio da ESS News, la Germania dovrebbe aggiungere circa 17 GW di stoccaggio su larga scala entro il 2030, partendo da meno di 4 GW al momento della pubblicazione. Significa più che quadruplicare la capacità in poco più di quattro anni. Con quali risorse, e con quali tempi di allaccio, è la domanda che vale per tutto il settore, non solo per Zelestra.
Entro dicembre, dunque, la verifica è semplice e non richiede interpretazioni. I due cantieri solari e il primo BESS saranno partiti davvero? Il progetto di accumulo di Zelestra diventerà una delle tessere della corsa tedesca agli stoccaggi, o resterà un’altra riga in un portafoglio che già nel 2024 valeva due gigawatt? La misura, a fine anno, non saranno i megawatt annunciati, ma quelli in costruzione.




