Ad aprile 2026 la Germania ha registrato 123 ore di prezzi negativi, contro le 35 di marzo.

Ad aprile 2026 la Germania ha registrato 123 ore di prezzi negativi in un solo mese, contro le appena 35 di marzo. Nello stesso mese si sono verificati otto episodi di prezzi negativi prolungati oltre sei ore consecutive, mentre ad aprile 2025 erano stati solo due. Non è un’anomalia da manuale: è il ritmo di un mercato che punta a un sistema elettrico molto diverso, e in cui il prezzo sotto zero diventa un segnale, non un incidente. A fine settembre Centrica Energy e Return hanno firmato un accordo di Virtual Tolling a lungo termine per 100 MW / 400 MWh di flessibilità di accumulo a batteria in Germania. In pratica, qualcuno ha già costruito un meccanismo per guadagnare dal caos dei prezzi negativi.

Il paradosso dell’energia che non vale nulla

Il dato di aprile non arriva dal nulla. Nel 2025 la Germania ha installato 842 MW di BESS su scala di rete, un record che ha quasi raddoppiato i 450 MW dell’anno precedente. Il governo tedesco si è impegnato a raggiungere l’80% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030, un obiettivo che sta ridisegnando i requisiti del sistema elettrico e creando una domanda costante di asset di accumulo flessibili. Il paradosso è tutto qui: più rinnovabili connesse alla rete significano più momenti in cui l’offerta supera la domanda, e quindi più ore con prezzi che scendono sotto zero. Se l’energia vale meno di niente così spesso, perché costruire batterie? La risposta non sta nella batteria in sé, ma nei contratti che trasformano questa volatilità in un servizio pagato.

Il contratto che trasforma il caos in valore

Per capire l’accordo serve un passaggio logico: nel tolling non si compra un impianto, si compra il diritto a gestirne la flessibilità. La capacità contrattata da Centrica Energy con Return non è legata a un singolo progetto di batteria, ma è fornita attraverso il Virtual Flexibility Portfolio (VFP) di Return, che aggrega capacità da asset di accumulo di proprietà di Return in tutta la Germania. In sostanza, Centrica Energy non ha acquistato un parco batterie specifico, ma la possibilità di decidere quando caricare e quando scaricare quella capacità, per incassare nei momenti in cui la flessibilità vale di più.

Le dimensioni dei due partner spiegano la portata dell’operazione. Centrica Energy gestisce oltre 18,8 GW di capacità in contratto, di cui più dell’85% è costituito da asset rinnovabili. Return, dal canto suo, ha un portafoglio di sviluppo attivo di oltre 8 GW e prevede di realizzare circa 5 GW di capacità entro il 2030. Non stiamo parlando di una scommessa isolata: è un mercato in cui i grandi gestori di energia stanno accumulando diritti di flessibilità come una risorsa strategica.

L’accordo con Return, peraltro, non è il primo di questo tipo. Sei settimane prima, Centrica Energy aveva firmato con Zelestra un accordo di tolling fisico da 99 MW / 297 MWh per il progetto Hilgermissen BESS in Bassa Sassonia. Sul fronte competitivo si muove anche Engie, che ha firmato con Return un accordo per 300 MW di flessibilità aggiuntiva da batterie in Germania. Un’intesa analoga copre 100 MW di capacità BESS virtuale ed è il più grande full fixed price vFPA concluso finora in Europa. Il quadro è quello di una corsa alla flessibilità, con diverse società che si contendono il diritto di gestire batterie altrui.

Cosa cambia per chi paga l’elettricità

La risposta non è diretta, ma i segnali sono chiari. Le batterie agiscono come i polmoni del sistema elettrico: assorbono energia quando è troppa e la restituiscono quando manca. Più capacità di accumulo gestita significa meno ore di prezzi estremi, e una transizione più prevedibile per consumatori e imprese. La domanda che resta aperta è se questa gestione arriverà anche ai piccoli consumatori o resterà un affare tra grandi operatori. La prossima volta che sentirai parlare di prezzi negativi in Germania, non pensare a un’anomalia: pensa a un mercato che sta trovando il suo equilibrio, e ai contratti silenziosi che lo rendono possibile. Per chi paga la bolletta, il messaggio è che gli estremi di prezzo diventeranno meno frequenti, non per caso ma per scelta di chi investe in flessibilità.