RWE collegherà la sua batteria da 400 MW alla sottostazione esistente di Moerdijk, evitando attese per una nuova connessione.
Non 4 ore, ma 2 ore e 45 minuti: è la durata di erogazione a piena potenza della nuova batteria RWE a Moerdijk, 400 MW di potenza e 1.100 MWh di capacità. Basta dividere i megawattora per i megawatt per capire che la decisione finale di investimento di RWE punta a un profilo di accumulo orientato alla punta serale, non all’arbitraggio di lunga durata: coprire il picco di circa 500.000 famiglie per quasi tre ore. L’annuncio è arrivato lo scorso 21 settembre; la messa in servizio è prevista per il secondo trimestre del 2028.
2 ore e 45 minuti: il dimensionamento della batteria di Moerdijk
Il progetto non nasce su un sito vuoto. La batteria da 400 MW/1.100 MWh sarà collegata alla rete nazionale attraverso la sottostazione esistente presso la centrale RWE di Moerdijk, nel Noord-Brabant. Sfruttare un’infrastruttura già presente non è un dettaglio da poco in un paese dove le nuove connessioni ad alta tensione richiedono 8-12 anni per essere costruite. A livello globale, al momento dell’annuncio RWE gestiva sistemi di accumulo per circa 1,7 GW, con altri 3 GW in costruzione.
La traiettoria olandese di RWE era già avviata: la prima batteria dell’azienda nei Paesi Bassi è stata quella da 35 MW/41 MWh di Eemshaven, e a Moerdijk risultava già operativa la prima batteria a inerzia sintetica dei Paesi Bassi, da 7,5 MW/11 MWh, come indicato nella scheda progetto di RWE. La nuova batteria da 400 MW cambia scala: non è un progetto pilota, ma un impianto commerciale pensato per rispondere a un bisogno preciso della rete.
La rete olandese: 40 miliardi di congestione e 8-12 anni di attesa
Ma la promessa tecnologica si scontra con la realtà della rete. Secondo la fonte pubblicata il 15 luglio 2026 da Energy Global, la congestione della rete elettrica costerebbe circa 40 miliardi di euro all’anno. Il quadro era già stato misurato nella primavera del 2026: uno studio completato da DNV per il Ministero olandese degli Affari economici e della politica climatica, presentato al parlamento il 2 aprile 2026, aveva consegnato i numeri al governo. E i tempi restano il nodo: nuove connessioni ad alta tensione richiedono 8-12 anni per essere costruite.
Questo è il vero collo di bottiglia. Una batteria da 400 MW può alleviare la congestione locale, ma non può aggirare i tempi di connessione. La scala dell’impianto, per quanto grande, si misura contro una rete che fatica ad accogliere nuovi carichi e nuova generazione. E proprio qui si gioca la scelta di RWE: collegarsi alla sottostazione esistente di Moerdijk significa evitare, almeno in parte, l’attesa per una nuova connessione ad alta tensione.
350 MW/1.400 MWh: il confronto che sposta il trade-off
Il campo di gioco non è vuoto. Il progetto Mufasa di Lion Storage, come risulta dalla comunicazione di Eneco, dichiara 1.400 MWh di capacità di accumulo e 350 MW di potenza. Rispetto alla batteria RWE, il profilo cambia: qui la durata a piena potenza sale a quattro ore, perché 1.400 diviso 350 fa 4,0. È una scelta che privilegia l’energia sulla potenza: meno capacità istantanea, ma più autonomia per coprire periodi più lunghi o per offrire servizi diversi alla rete.
Chi gestisce un BESS deve decidere se privilegiare la potenza per la punta serale — il caso di Moerdijk — oppure l’energia per durare più a lungo — il caso di Mufasa. Non esiste una risposta univoca: dipende dal contratto di connessione, dai segnali di prezzo e dal ruolo che l’impianto deve svolgere in una rete congestionata. La batteria di Moerdijk è un passo concreto, ma la partita si gioca sulle connessioni e sul dimensionamento. RWE ha scelto 2 ore e 45 minuti per coprire la punta serale di mezzo milione di famiglie; Lion Storage ha scelto quattro ore. Entrambe, però, devono fare i conti con una rete che fatica a connettere nuovi impianti e costa decine di miliardi all’anno in congestione. Chi installa o gestisce un accumulo nei Paesi Bassi oggi non sceglie solo la chimica o la potenza: sceglie un profilo di durata contro un collo di bottiglia che nessun singolo progetto può risolvere da solo.




