Il parco sarà costruito e gestito da Ørsted e PGE, con piena messa in servizio prevista nel 2027

Il punto di partenza è una bolletta. La bolletta di una famiglia polacca racconta una storia di carbone e prezzi volatili, perché la Polonia resta uno dei paesi europei più esposti ai costi dei combustibili fossili nella produzione di elettricità. Lo scorso 21 agosto è arrivata però una notizia che non ha trovato grande spazio sui giornali domestici: Van Oord ha completato l’installazione di tutti i 111 monopile della Baltica 2, il parco eolico offshore da 1,5 GW che sta nascendo nel Mar Baltico polacco. Per chi controlla la bolletta ogni mese, il collegamento non è immediato: eppure è proprio lì che si decide se, nel 2027, l’energia che arriva in casa sarà un po’ meno legata alle oscillazioni del carbone.

Bolletta, carbone e un parco in mezzo al mare

Il carbone pesa sulla produzione elettrica polacca e questo si vede nelle bollette, dove il costo dell’elettricità segue le oscillazioni dei combustibili fossili. In questo contesto, un’installazione in mezzo al Baltico non è un dettaglio tecnico: è l’atto con cui un progetto finanziario comincia a diventare una realtà fisica. La campagna di installazione delle fondazioni è iniziata a maggio e ha riguardato 107 monopile per le turbine eoliche e quattro fondazioni per le sottostazioni offshore. I monopile, forniti da EEW Special Pipe Constructions e Steelwind Nordenham, sono lunghi fino a 100 metri, hanno un diametro tra 9,5 e 10,5 metri e pesano circa 1.900 tonnellate ciascuno. Ogni palo è un pezzo di metallo alto quanto un palazzo di una trentina di piani, piantato nel fondale marino.

Che cosa significa davvero, in termini di lavori e rischi, aver infilato 111 pali da 1.900 tonnellate nel fondale del Baltico? La risposta sta nei numeri e nei soldi che stanno dietro il cantiere.

Cosa è stato costruito, chi ci mette i soldi e cosa resta da fare

Il completamento dell’installazione dei monopile non è un traguardo simbolico. Secondo quanto riportato da Offshore Magazine, il completamento dell’installazione di tutti i 111 monopile riduce il rischio di una delle più grandi campagne di costruzione di parchi eolici offshore in Europa. In pratica, la parte più esposta alle intemperie del Baltico e alla logistica dei grandi cantieri navali è stata messa in sicurezza. Da qui in avanti si passa all’installazione delle 107 turbine Siemens Gamesa da 14 MW, un lavoro affidato a Cadeler e Fred. Olsen Windcarrier.

I soldi, intanto, sono già stati mobilitati. Ørsted e PGE Polska Grupa Energetyczna hanno preso la decisione finale di investimento e il parco sarà costruito, posseduto e gestito in una partnership al 50/50 tra Ørsted e PGE, la più grande utility polacca, con piena messa in servizio prevista nel 2027. Anche la Banca europea per gli investimenti (European Investment Bank) ha firmato un accordo per sostenere PGE con un prestito da 400 milioni di euro destinato alla progettazione e alla costruzione di Baltica 2, descritto dalla stessa banca come il più grande parco eolico offshore dell’Unione Europea fino ad oggi.

Il percorso verso il 2027 è comunque lungo. Una volta operativo, il parco da 1,5 GW dovrebbe diventare il più grande della Polonia, con una produzione equivalente al fabbisogno elettrico annuale di circa 2,5 milioni di famiglie. Numeri importanti, ma che sono una promessa fino a quando produzione e rete non saranno allineate. E il parco non è il solo: la Polonia sta correndo su più fronti. Riuscirà Baltica 2 a mantenere la promessa di essere il più grande dell’Unione?

Baltic Power e la bolletta del 2027: due velocità a confronto

Per capire il peso reale di Baltica 2 serve guardare a chi sta già installando turbine a poca distanza. Baltic Power, il primo parco eolico offshore della Polonia sviluppato dal gruppo ORLEN insieme a Northland Power, ha già visto l’installazione di cinquanta delle 76 turbine previste, come comunicato da ORLEN in un comunicato diffuso a giugno. Un dato che dice molto: mentre Baltica 2 è nella fase delle fondazioni e delle turbine da montare, Baltic Power è già avanti con l’installazione. Secondo lo stesso comunicato, Baltic Power genererà circa 4 TWh di elettricità all’anno, sufficienti a coprire circa il 3% della domanda elettrica della Polonia.

Baltica 2, con i suoi 1,5 GW, punta più in alto: una produzione equivalente al fabbisogno di circa 2,5 milioni di famiglie. Ma per il lettore che paga la bolletta, il punto non è promettere prezzi più bassi: è capire quando e a quale costo il Baltico diventerà una fabbrica di elettricità in grado di alleggerire, almeno in parte, l’esposizione ai combustibili fossili. La domanda non è se il Baltico diventerà una fabbrica di elettricità, ma quando e a quale costo per chi paga la bolletta.

La transizione energetica polacca non è più un progetto sulla carta, ma un cantiere che nel 2027 toccherà il contatore di casa. Il punto non è promettere prezzi più bassi, ma seguire se la rete e i tempi reggeranno.