Il GSE ha integrato la Garanzia di Origine nella vendita, chiedendo al mercato di valutarne il prezzo
Seimila gigawattora. È un numero che da solo racconta un salto di scala. Lo scorso 30 giugno il Gestore dei Servizi Energetici ha pubblicato il nuovo bando GSE per la vendita del biometano relativo all’anno termico 1° ottobre 2026 – 30 settembre 2027. Non un’asta qualunque: insieme alla molecola, chi compra si porta a casa anche la Garanzia di Origine associata. È la prima volta che il certificato non viaggia separato dal gas, e questo cambia il modo in cui il mercato dovrà ragionare sul valore della sostenibilità.
La notizia interessa operatori energetici, imprese agricole, gestori di impianti e tutti i soggetti attivi nelle filiere dell’economia circolare e delle rinnovabili. Il biometano in vendita è quello ritirato dal GSE e immesso nelle reti con obbligo di connessione di terzi.
I decreti che danno forma al mercato
Dietro l’annuncio ci sono due pilastri normativi che da anni strutturano il comparto. Il biometano oggetto del bando è ritirato dal GSE ai sensi del decreto ministeriale 2 marzo 2018 e del decreto ministeriale 15 settembre 2022. Sono questi i testi che hanno disegnato il perimetro entro cui l’ente pubblico può operare come acquirente e, successivamente, come venditore sul mercato. Il meccanismo non è nuovo: il GSE ritira il gas rinnovabile dagli impianti che lo immettono in rete e, con cadenze periodiche, lo rimette sul mercato attraverso procedure competitive. La cornice è la stessa da anni. Ma la partita che si apre adesso si gioca su un terreno più sottile: il valore della Garanzia di Origine e la sua nuova collocazione all’interno dell’offerta.
Trasporti e industria: la partita si divide
Ed è proprio qui che il bando 2026-2027 segna una discontinuità. La procedura è articolata in due lotti, costruiti intorno alla destinazione d’uso del biometano. Il primo lotto riguarda il biometano con destinazione “Trasporti”; il secondo lotto è per gli “Altri usi”. Ogni lotto è suddiviso in tre stock, ciascuno da 1.000 gigawattora, per un totale di 3.000 GWh per lotto. Sommando i due comparti si arriva ai 6.000 GWh complessivi, un volume che dà la misura di quanta capacità produttiva il sistema italiano stia già generando e di quanta ne voglia collocare in una finestra temporale definita.
La vera novità, però, non sta nella quantità ma nell’accoppiamento. Il bando 2026-2027, a differenza del precedente, prevede che insieme al biometano venga ceduta anche la Garanzia di Origine. In passato il certificato che attesta la natura rinnovabile del gas poteva essere scambiato separatamente, in un mercato parallelo che spesso viveva di dinamiche proprie, slegate dal prezzo della molecola fisica. Ora non più: chi acquista il gas acquista obbligatoriamente anche la certificazione. È un vincolo che ridisegna gli incentivi. Per i compratori che devono dimostrare quote di rinnovabile nei loro consumi — tipicamente nel settore dei trasporti, spinto dagli obblighi di miscelazione — il pacchetto “gas più certificato” smette di essere un costo accessorio e diventa un’unica voce da valutare nell’offerta economica.
La divisione in lotti amplifica l’effetto. Il biometano destinato ai trasporti ha un valore regolatorio diverso da quello per uso industriale o civile, perché sconta obblighi normativi e meccanismi di incentivazione distinti. Tenere separati i due canali significa costringere gli operatori a dichiarare da subito in quale segmento vogliono posizionarsi, con quale strategia di prezzo. La struttura a tre stock per lotto introduce poi una dinamica sequenziale: ogni stock verrà assegnato progressivamente, e il prezzo del primo potrebbe influenzare le aspettative per i successivi. È un test di trasparenza per un mercato giovane, dove la formazione del prezzo non ha ancora sedimentato riferimenti stabili.
Resta una domanda aperta, ed è quella che nei prossimi mesi terrà banco tra gli addetti ai lavori. I compratori sono pronti a pagare per la sostenibilità certificata? La Garanzia di Origine ha sempre avuto un mercato volatile, con prezzi che in Europa hanno oscillato in modo significativo a seconda del Paese e del momento regolatorio. Incorporarla nel bando significa chiedere al mercato di esprimere un giudizio sul suo valore reale, non in astratto ma dentro una transazione concreta, in competizione con altri operatori. Chi parteciperà dovrà decidere quanto la certificazione incide sulla propria disponibilità a pagare, e farlo dentro un’offerta vincolante.
Seimila gigawattora e la Garanzia di Origine incorporata: il mercato del biometano entra in una fase in cui la trasparenza del prezzo non è più un auspicio ma una necessità operativa. Il numero da osservare nei prossimi mesi non è solo il prezzo del gas che uscirà dall’asta, ma il differenziale che i compratori saranno disposti a riconoscere per la sostenibilità certificata. È lì che si misurerà la maturità del settore.




