L’accordo tra Centrica Energy e Zelestra riguarda il progetto Hilgermissen, con costruzione prevista dal 2027 e piena operatività nel 2028
Immaginate di gestire un’azienda in Bassa Sassonia, nel nord della Germania: il prezzo dell’elettricità all’ingrosso cambia ogni ora e la bolletta si muove come un elettrocardiogramma. Ecco dove entra in gioco un accordo da 297 megawattora. Lo scorso agosto, Centrica Energy e Zelestra hanno firmato un accordo di tolling fisico per 99 megawatt (MW) e 297 megawattora (MWh) di capacità di stoccaggio a batteria presso il progetto Hilgermissen BESS di Zelestra, situato in Bassa Sassonia, in Germania.
Non è solo una notizia per addetti ai lavori. Quando il vento cala o il sole tramonta, il prezzo dell’elettricità all’ingrosso può diventare estremo; quando la produzione rinnovabile è abbondante, può crollare. Sono impianti come quello di Hilgermissen ad assorbire questi sbalzi. Ma chi si assume il rischio di costruire e gestire un impianto da 297 megawattora?
Un accordo da 297 megawattora per domare la volatilità
La risposta passa dal modo in cui è costruito l’accordo. Zelestra svilupperà, costruirà e possiederà il progetto di stoccaggio a batteria, mentre Centrica Energy ottimizzerà la capacità contrattata attraverso i suoi servizi di trading e di ottimizzazione multi-mercato. In pratica: chi realizza l’impianto non è la stessa società che decide ogni giorno quando caricarlo e quando scaricarlo.
I tempi sono definiti: la costruzione dovrebbe iniziare nel 2027, con piena operatività prevista nella seconda metà del 2028. Non si tratta di un esperimento isolato. Centrica Energy è uno dei maggiori gestori di asset rinnovabili in Europa, con oltre 18,8 gigawatt di capacità in contratto, di cui più dell’85% da asset rinnovabili, e gestisce oltre 770 megawatt di BESS sotto contratto in Europa. Zelestra, dal canto suo, è tra i primi dieci venditori di energia pulita a clienti aziendali secondo BloombergNEF, sia a livello globale sia negli Stati Uniti.
Resta una domanda aperta: se Zelestra costruisce e possiede, e Centrica Energy ottimizza, chi si assume davvero il rischio? La risposta passa dal modello di tolling, che contiene un paradosso.
Il paradosso di chi guadagna stabilizzando il sistema
In un accordo di tolling, chi possiede l’impianto mette a disposizione la capacità; chi lo gestisce la ottimizza sui mercati. La divisione dei ruoli non è casuale: chi costruisce batterie non deve per forza diventare un trader di energia, e chi sa fare trading non deve per forza immobilizzare capitale in un impianto.
Il punto delicato è che lo stoccaggio a batteria trae profitto proprio dalla volatilità dei prezzi che aiuta a ridurre. Più batterie entrano in funzione, più i prezzi all’ingrosso tendono a diventare meno estremi; ma se i prezzi diventano meno estremi, si riduce anche il margine su cui opera lo stoccaggio. È un paradosso che non resta astratto: secondo stime di Aurora, il 40-50% della capacità di stoccaggio a batteria in Germania potrebbe operare con strutture di tolling. Non una nicchia sperimentale, ma una quota che può diventare maggioritaria.
Per chi osserva il mercato, questo significa che il tolling sposta il rischio da chi costruisce a chi commercia, mentre la crescita delle batterie può incidere sulla stabilità dei prezzi. Non è un dettaglio tecnico: è la differenza tra una bolletta che balla e una che si muove più lentamente.
842 megawatt: la Germania accelera, e le bollette?
I numeri segnano un’accelerazione netta. Nel 2025 la Germania ha installato 842 megawatt di BESS su scala di rete, quasi il doppio dei 450 megawatt dell’anno precedente. È un salto che non riguarda solo gli operatori: ogni megawattora di stoccaggio in più può ridurre i momenti di prezzo estremo, quelli che si riflettono nelle bollette delle imprese e, indirettamente, in quelle delle famiglie.
Ma il quadro non è così lineare. Il progetto di Hilgermissen entrerà a regime, secondo i tempi annunciati, nella seconda metà del 2028. Tra l’annuncio e l’impatto reale passeranno anni. E l’eventuale riduzione della volatilità dipenderà da quanta capacità entrerà davvero in funzione e da come verrà gestita. Con più batterie e più tolling, i prezzi diventeranno davvero più prevedibili o la volatilità resterà un’opportunità per chi sa ottimizzare?
Per chi gestisce un’impresa o paga una bolletta, la crescita dello stoccaggio e del tolling non è una notizia tecnica: è un segnale che la volatilità dei prezzi potrebbe gradualmente ridursi, ma solo se la nuova capacità entrerà davvero in funzione entro il 2028 e se il mercato non lascerà indietro chi non sa ottimizzare.




