L’impianto tratterebbe 220.000 tonnellate di materia prima all’anno e servirebbe una nuova strada di accesso di 530 metri

Chi accende il riscaldamento in una casa del Cambridgeshire usa, da qualche anno, anche biogas prodotto da digestori anaerobici. Quando però l’impianto proposto dista 2,2 chilometri da un’area protetta, la bolletta non basta più a tranquillizzare. La questione si è fatta concreta: Pretoria Energy ha presentato domande di pianificazione per un nuovo impianto di digestione anaerobica su larga scala a ovest dell’impianto Mepal esistente, vicino a Chatteris, nel Cambridgeshire — lo riferisce Bioenergy News il 2 settembre 2026.

Una strada di campagna, cento camion al giorno

Il progetto si tocca con mano partendo dalla viabilità. Il nuovo sito di Chatteris tratterebbe circa 220.000 tonnellate di materia prima all’anno — pollina e lettiera di pollame, paglia e rifiuti alimentari liquidi miscelati — per generare biogas da immettere nella rete del gas tramite un punto di connessione già esistente presso l’impianto Mepal adiacente. Per servire l’impianto è stata proposta una nuova strada di accesso di 530 metri tra Blockmoor Drove e Short North Drove Byways.

L’impatto operativo sul traffico è stimato in 100 movimenti giornalieri di veicoli pesanti. Per chi abita lungo quelle strade di campagna il numero non è un dettaglio tecnico: è il ritmo quotidiano con cui i mezzi attraverserebbero la zona. E il contesto ambientale non è neutro: l’Ouse Washes, area di protezione speciale e zona speciale di conservazione, si trova a circa 2,2 chilometri dal sito proposto. Un progetto così però non si giudica solo dai camion: bisogna guardare a cosa è già successo a pochi chilometri da qui e quali limiti sono fissati per legge.

I precedenti che contano, le soglie da verificare

Il passo indietro è necessario: non si parte da zero. Pretoria Energy gestisce oltre 10.000 ettari nell’Est dell’Inghilterra, rifornendo i propri impianti con colture energetiche coltivate localmente. Ma è lo stesso nome che, nel novembre 2025, è comparso nei documenti della Health and Safety Executive dopo un incidente industriale mortale. Il 17 novembre 2025, presso il sito di Ireton Way, tra Ely e Chatteris, Žavinta Petrašiūtė è morta in un incidente industriale. In seguito l’HSE ha notificato a Pretoria Energy Mepal un improvement notice per non aver segregato pedoni e veicoli. Sono fatti dello scorso novembre, ma pesano quando si valuta una nuova pratica che prevede, fra l’altro, cento passaggi di mezzi pesanti al giorno.

Poi ci sono le soglie ambientali. La guida dell’Environment Agency e del DEFRA, aggiornata ad agosto 2025, stabilisce una soglia di screening dell’1% per l’ammoniaca per le operazioni di allevamento intensivo entro 5 km da zone speciali di conservazione, aree di protezione speciale e siti Ramsar. L’Ouse Washes, a 2,2 chilometri dal sito proposto, rientra in queste categorie. Il punto non è se il nuovo impianto ricada nella definizione di allevamento intensivo: è che la soglia esiste, è stata resa più severa e definisce il perimetro entro cui si misura un progetto che lavora pollina, lettiera e digestato.

A spiegare perché il parametro conti è Natural England: l’agricoltura è la fonte dominante di ammoniaca (NH3) in Inghilterra, con emissioni che arrivano da stalle, stoccaggio di letame e liquami e spandimento di liquami e digestato. Un digestore anaerobico non è un allevamento, ma tratta proprio i materiali al centro del problema.

Il biogas è già una realtà: la partita è altrove

A questo punto il problema non è se il biogas serva. Future Biogas produce circa 680 GWh di biogas all’anno su 11 siti: il settore è consolidato e collegato a reti del gas esistenti, come dimostra anche la connessione prevista attraverso l’impianto Mepal. Il vero nodo è la qualità delle verifiche locali, non la tecnologia in sé.

La nuova pratica dovrà rispondere punto per punto ai precedenti di sicurezza — l’incidente di Mepal e il rilievo dell’HSE sulla segregazione tra pedoni e veicoli — e alle soglie ambientali aggiornate sull’ammoniaca. Per chi vive o lavora nel Cambridgeshire, il punto non è schierarsi a favore o contro: è pretendere che la pratica risponda in modo verificabile ai precedenti e alle soglie. Solo così la transizione diventa una scelta informata, non una scommessa.