Il progetto da 400 MW sorgerà su un sito bonificato della ex centrale a lignite di Boxberg.

Guardate la bolletta: il costo dell’energia dipende anche da quanto sappiamo conservarla. Lo scorso 31 agosto, in Sassonia, hanno cominciato a costruire una risposta concreta. HyperStrong ha segnato una tappa importante nella sua espansione europea con la posa della prima pietra del GigaBattery Boxberg 400, un progetto di accumulo da 1,6 GWh in Germania. L’impianto avrà 400 MW di capacità di connessione alla rete e 1.600 MWh di capacità di stoccaggio: in teoria può fornire elettricità a circa 640.000 famiglie per quattro ore.

Dalle ciminiere abbattute alla batteria da 1,6 GWh

Per capire cosa significa, bisogna guardare il terreno. Il progetto è costruito su un sito bonificato di sei ettari della ex “Plant II” presso la centrale elettrica di Boxberg, una centrale a lignite dismessa. Prima dell’inizio dei lavori, come riporta LEAG, quattro torri di raffreddamento della vecchia centrale sono state smantellate e demolite e il sito è stato completamente ripulito. Dove c’erano torri di raffreddamento, oggi si prepara un’infrastruttura di accumulo.

Il progetto non è un intervento isolato. Farà parte del concetto GigawattFactory di LEAG, descritto in un annuncio di HyperStrong e LEAG Clean Power: un polo integrato di energia rinnovabile che combina generazione fotovoltaica ed eolica con stoccaggio flessibile e centrali pronte all’idrogeno. Ma un impianto da 1,6 GWh non si accende da solo: chi lo collega alla rete e chi lo paga?

Chi paga e chi collega: la parte invisibile del progetto

La risposta arriva guardando i flussi di denaro e di corrente. Una parte del progetto GigaBattery Boxberg 400 riceve finanziamenti dal Just Transition Fund dell’Unione europea, come indicato dallo stesso fondo. Sul fronte tecnico, Siemens Energy costruirà, in parallelo al sistema di accumulo, un nuovo sistema di switchgear isolato a gas da 380 kV: fornirà la connessione alla rete di trasmissione gestita da 50Hertz e collegherà la generazione rinnovabile intorno al sito della centrale al sistema di accumulo. In pratica, la batteria non è un gadget: è un nodo della rete di trasmissione tedesca.

La realizzazione vede LEAG Clean Power collaborare con Fluence, una joint venture tra Siemens Energy e l’azienda americana AES. Fluence è uno dei principali fornitori mondiali di tecnologie di accumulo, con esperienza in quasi 50 mercati. Se Boxberg è solo un tassello, chi altro sta correndo? E quanto è grande davvero la partita in Germania?

La gara tedesca dello storage: Boxberg è solo l’inizio

Il progetto Boxberg 400 non è un caso isolato: è l’ultimo capitolo di una gara che stava già accelerando. Secondo Energy-Storage.news, i due progetti BESS annunciati di recente da LEAG sono di gran lunga i più grandi del Paese a entrare in costruzione, un primato che solo un mese fa spettava ai due progetti avviati da RWE ed Eco Stor, ciascuno da circa 700 MWh. La Germania è uno dei mercati per lo stoccaggio su scala di rete più attivi e attraenti d’Europa grazie a un mercato energetico all’ingrosso profondo e a un regime normativo per ora favorevole.

Resta una domanda aperta per chi produce o consuma energia anche in Italia: cosa cambia quando la Germania accumula su questa scala? La risposta non è immediata, ma il segnale è chiaro: chi costruisce prima infrastrutture di accumulo contribuisce a definire il prezzo e la stabilità dell’energia di domani.

La prossima volta che accendete la luce, pensate che in Sassonia è partito il cantiere di una batteria capace di tenere accese 640.000 case per quattro ore. La transizione non è una promessa: è un cantiere, e chi arriva prima costruisce il prezzo dell’energia di domani.