L’intesa con Nordex riguarda fino a 900 MW di turbine onshore, con esclusiva per il costruttore tedesco
C’è un’isola ventosa che per quasi dieci anni ha lasciato ferme pale e progetti: la Gran Bretagna ha 14,8 GW di capacità eolica installata, ma un divieto di fatto in Inghilterra ha lasciato una pipeline di 30 GW in attesa. Ora qualcosa si muove, e non è solo una nuova commessa. All’inizio di agosto, EDF Power Solutions UK ha firmato un accordo in linea di principio con Nordex per la fornitura e il supporto di turbine eoliche per progetti onshore nel Regno Unito, per un totale di quasi un gigawatt. La notizia interessa anche chi non costruisce pale: cambia il modo in cui i parchi eolici vengono comprati, progettati e, alla fine, fatti arrivare in rete.
Il paradosso inglese: vento fermo, 30 GW in attesa
Per capire perché la notizia di agosto è più di un annuncio, partiamo dal paradosso che l’ha resa necessaria. Secondo la strategia della Onshore Wind Taskforce, la Gran Bretagna conta 14,8 GW di capacità installata, ma un divieto di fatto durato nove anni in Inghilterra ha bloccato lo sviluppo e lasciato una pipeline di 30 GW ferma. In pratica, c’era vento e c’erano progetti,
ma il quadro normativo teneva tutto fermo.
Il risultato è un’offerta eolica che non cresce quanto potrebbe, con ricadute su costi e tempi. Cosa serve per far muovere di nuovo quelle pale? La risposta non è un nuovo parco eolico, ma un cambio di metodo.
Da gara per gara a un accordo quadro da quasi 1 GW
Ma i numeri da soli non bastano: la differenza è nel come, non solo nel quanto. L’accordo annunciato da EDF Power Solutions UK non è una singola commessa, ma un’intesa in linea di principio che dovrebbe diventare un accordo quadro pluriennale. Secondo quanto riportato da Energywatch, l’obiettivo è sostituire l’acquisto progetto per progetto con un quadro pluriennale, e sostenere l’obiettivo di EDF di 10 GW di capacità eolica nel Regno Unito e in Irlanda.
Il passaggio ha un effetto concreto: invece di bandire gare separate per ogni parco, chi sviluppa può ottimizzare i progetti già nella fase iniziale e migliorarne il valore. L’accordo riguarda fino a 900 MW di turbine onshore, con esclusiva per Nordex. Secondo Jon O’Sullivan, Director of Onshore Wind di EDF Power Solutions UK, l’intesa multi-progetto «sarà un fattore chiave per permettere al nostro business di crescere fino all’ambizione di 10 GW entro il 2035 nel Regno Unito e in Irlanda». Per Nordex, Danny Hasledine, Director Sales UK and Ireland, ha parlato di «un impegno condiviso a costruire valore a lungo termine insieme».
Resta una domanda: perché proprio Nordex, e cosa significa questa mossa nel mercato più ampio delle turbine?
Nordex, seconda firma in pochi mesi: quanto pesa fuori dalla Cina
La firma con Nordex non arriva in un vuoto: a gennaio 2026 il costruttore tedesco aveva già firmato un accordo quadro pluriennale con VERBUND Green Power per la potenziale fornitura fino a 700 MW. Si tratta, quindi, della seconda intesa di questo tipo in pochi mesi.
Il dato di mercato aiuta a capire il peso della mossa. Nel 2025, fuori dalla Cina continentale, i cinque maggiori fornitori di turbine per capacità installata sono stati Vestas (12,9 GW), Nordex Group (7,7 GW), GE Vernova (5,8 GW), Siemens Gamesa (5,4 GW) ed Envision (4,2 GW). Solo Vestas ha installato più capacità eolica di Nordex. In altre parole, il secondo costruttore fuori dalla Cina continentale sta firmando accordi pluriennali con grandi sviluppatori, e l’intesa con EDF ne è un nuovo tassello.
E se il modello funziona, quanto tempo passerà prima che anche altri sviluppatori seguano l’esempio?
Per chi guarda alle bollette o agli investimenti, l’accordo non è una pagina di finanza: è un segnale che l’eolico onshore inglese può ripartire con regole più prevedibili. Da settembre 2026, il criterio da osservare è semplice: quante altre firme seguiranno lo schema «accordo quadro pluriennale» invece della singola gara.




