Nobian e Air Products: 14.000 tonnellate l’anno di idrogeno RFNBO, obbligatorio al 42% entro il 2030

Quando un’azienda chimica riceve un’offerta di idrogeno verde, la prima domanda non è quanto costa, ma come si fa a sapere che è vero. Lo scorso 26 agosto, a Rotterdam, Nobian e Air Products hanno firmato un accordo di offtake di idrogeno certificato conforme RFNBO prodotto nello stabilimento di Nobian a Rotterdam: una risposta concreta da oltre 14.000 tonnellate l’anno.

La prova che l’idrogeno rinnovabile non è solo un’etichetta

L’idrogeno di cui parla l’accordo non nasce da un comunicato, ma da un impianto di elettrolisi cloro-alcali alimentato da fonti rinnovabili. Già nel 2025, questo sito è diventato il primo grande produttore europeo di idrogeno rinnovabile su scala industriale a ricevere la certificazione ISCC EU per i carburanti rinnovabili di origine non biologica, i cosiddetti RFNBO. Secondo Nobian, la prima realtà su larga scala (oltre 100 MW) in Europa a ottenere questa certificazione è stata proprio questa struttura.

La scala aiuta a capire perché il caso di Rotterdam è diverso da tanti annunci: con una capacità di produzione annua superiore a 14.000 tonnellate (1,68 PJ), equivalenti a un elettrolizzatore da 140 MW, l’impianto di Nobian è indicato come il più grande impianto di idrogeno verde certificato RFNBO in Europa. Ma un certificato, da solo, non crea un mercato. Serviva qualcuno che rendesse obbligatorio distinguere l’idrogeno certificato da quello che si limita a dichiararlo.

Il 42% che trasforma una scelta volontaria in obbligo

Per capire perché l’accordo di Rotterdam non è un episodio isolato bisogna guardare alle scadenze, non ai buoni propositi. Entro il 2030 la Renewable Energy Directive impone che almeno l’1% dell’energia totale fornita al settore dei trasporti provenga da fonti RFNBO. Non solo: entro il 2030 almeno il 42% di tutto l’idrogeno usato nell’industria dovrà essere di origine RFNBO, quota che salirà al 60% nel 2035.

Nei Paesi Bassi la pressione è ancora più concreta. Il governo olandese ha fissato un sotto-obiettivo RFNBO del 1,45% per il trasporto terrestre entro il 2030 e prevede quote affinché gli RFNBO rappresentino il 4% di tutto l’idrogeno industriale nello stesso anno. In pratica, un’azienda che usa idrogeno nell’industria non potrà limitarsi a comprare idrogeno grigio o semplicemente dichiarato verde: dovrà dimostrare, con certificati verificabili, che una quota crescente dei suoi consumi è davvero rinnovabile. È questo il passaggio che trasforma la certificazione da scelta volontaria a requisito di acquisto. A questo punto la domanda diventa: chi riesce a procurarsi per tempo l’idrogeno certificato?

Chi compra oggi non compra una molecola, compra un vantaggio

La risposta arriva guardando chi sta già firmando contratti di lungo termine. L’accordo Nobian-Air Products rientra in questo schema: chi ha capacità e certificazione può vendere volumi garantiti. Air Products non è un attore marginale: nel suo esercizio fiscale 2025 ha registrato vendite per 12,0 miliardi di dollari con operazioni in circa 50 paesi. Anche Messer si sta muovendo nella stessa direzione: attraverso un accordo con Lhyfe, Messer si assicura accesso di lungo termine a idrogeno rinnovabile, incluso quello certificato RFNBO, proveniente da più siti produttivi in Francia e Germania. L’obiettivo è integrare questo idrogeno nella propria offerta multi-gas per rispondere alle esigenze di decarbonizzazione dei clienti industriali esistenti e nuovi.

È un po’ come prenotare per tempo i volumi di una risorsa che, da qui al 2030, diventerà obbligatoria per una fetta rilevante dell’industria. Chi compra oggi non compra una molecola: compra un vantaggio competitivo sui tempi di adeguamento alle quote. Resta una certezza: chi deve decarbonizzare i propri processi avrà bisogno di fornitori in grado di rispondere con volumi e certificati, non con promesse.

Non serve rincorrere ogni annuncio. Per chi usa idrogeno nell’industria o nei trasporti, la domanda da porre ai fornitori ora è una sola: quanta parte di quello che vendete è certificata RFNBO e con quali scadenze? La differenza tra un fornitore e l’altro sta lì.