L’Autorità dimezza il premio massimo per la seconda asta del 24 novembre 2026.

Una famiglia con il fotovoltaico sul tetto lo sa: al tramonto la produzione crolla e la bolletta torna a dipendere dai prezzi della sera. Le batterie servono esattamente a quello, ma quanto valga la loro capacità lo decide una gara chiamata MACSE. Nel documento per la consultazione pubblicato lo scorso 30 luglio, Arera illustra i propri orientamenti per la seconda asta del 24 novembre 2026 e ricorda che con la deliberazione 362/2025/R/eel l’Autorità ha fissato il premio massimo della prima asta batterie a 37.000 €/MWh/anno.

Quanto vale l’energia che salvi al tramonto?

Il MACSE traduce quella promessa in un prezzo. La disciplina è stata approvata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica con D.M. n. 346 del 10 ottobre 2024 e pubblicata da Terna il 22 ottobre 2024, in base ai criteri definiti da Arera con la delibera 247/2023/R/eel. La disciplina del MACSE contiene regole di funzionamento adottate ai sensi dell’art. 18 del D.Lgs. 8 novembre 2021, n. 210. In sostanza, il premio riconosciuto per ogni MWh di capacità reso disponibile all’anno è il segnale di quanto il sistema sia disposto a pagare per avere batterie pronte quando servono.

Costi in picchiata, installazioni al palo

E qui arriva la sorpresa: i costi delle batterie non sono più quelli del 2024. Secondo lo studio BloombergNEF del 9 dicembre 2025, il costo complessivo medio mondiale delle batterie per applicazioni stazionarie era intorno ai 70.000 $/MWh, il 45% in meno rispetto al 2024. Lo studio Ember dell’11 dicembre 2025 ha riscontrato un costo medio di 75.000 $/MWh nel 2025 per un pacco batteria spedito dalla Cina, includendo l’elettronica di potenza ma non il trasformatore, analizzando progetti in tutti i mercati a eccezione di Stati Uniti e Cina.

Mentre i costi scendevano, le installazioni italiane restavano limitate. A marzo 2025 l’Italia disponeva di 1 GW di capacità BESS su scala di rete operativa, posizionandosi al terzo posto in Europa, a pari merito con l’Irlanda, dietro Germania (1,6 GW) e Regno Unito (5,6 GW). L’obiettivo è arrivare a 15 GW di capacità BESS entro il 2030. Se i costi scendono più velocemente dei premi, il problema non è se il MACSE reggerà, ma se l’Italia riuscirà a installare abbastanza batterie in tempo.

Il 24 novembre, un premio più basso ma un affare migliore

La risposta arriverà tra poche settimane, il 24 novembre. Come riportato da pv magazine Italia, la proposta Arera fissa a 22.000 €/MWh/anno il premio massimo offeribile dai partecipanti alla seconda asta del Macse, quella dedicata alle batterie con anno di consegna 2029. Nel documento per la consultazione, l’Autorità è orientata a fissare il premio massimo alla seconda asta batterie a 22.000 €/MWh/anno: quasi un dimezzamento rispetto ai 37.000 €/MWh/anno della prima asta.

Il calo del premio non è una notizia di austerity: è la prova che le batterie stanno diventando una tecnologia matura, e che la convenienza per famiglie e imprese si costruisce più sui costi che sugli incentivi.