Decreto biometano 2022, portale 2026: trenta giorni per presentare la richiesta

Lo scorso 4 agosto il GSE ha pubblicato l’avviso con cui è stata messa online la funzionalità per la presentazione della Richiesta di Riconoscimento Incentivi, necessaria per ottenere l’erogazione del contributo in conto capitale previsto dal D.M. Pratiche Ecologiche. Detta così sembra una notizia da bollettino amministrativo: un portale che si apre, una procedura che diventa disponibile. In realtà, per chi aveva già completato i lavori, quella data ha fatto scattare un conto alla rovescia di trenta giorni. Un’apertura che, per una parte dei beneficiari, era già una chiusura.

Il tornello dei trenta giorni

Il meccanismo previsto dal GSE è lineare solo sulla carta. La procedura è riservata ai progetti che si sono collocati in posizione utile in graduatoria e può essere avviata a seguito del completamento dell’intervento finanziato. Chi ha ottenuto un posto utile nella Tabella A deve poi trasmettere al GSE la richiesta di riconoscimento degli incentivi previsti dal DM Pratiche Ecologiche. Ma deve farlo dopo il perfezionamento degli accordi di concessione e dopo la fine dei lavori. E soprattutto entro un termine secco: la Richiesta di Riconoscimento Incentivi va inoltrata al GSE entro trenta giorni dall’avvenuto completamento dell’intervento.

Il passaggio non è un adempimento qualsiasi. La presentazione della richiesta determina l’avvio del procedimento amministrativo ai sensi della Legge 241/1990, cioè il momento in cui la pratica entra nella macchina pubblica con tempi, verifiche e responsabilità che ne conseguono. Non è una scadenza formale: è il punto in cui l’impresa deve aver già tutto in regola.

Il paradosso è nell’avviso stesso. Per gli interventi già conclusi alla data di attivazione della funzionalità, il termine di trenta giorni per l’invio della richiesta decorre dalla data di pubblicazione dell’avviso, cioè dallo scorso 4 agosto. Secondo quanto riferito dal GSE e ripreso in una comunicazione di Confagricoltura FVG, per chi ha già concluso i lavori prima dell’attivazione della funzionalità i trenta giorni decorrono dal 4 agosto 2026, data di pubblicazione dell’avviso del GSE. Tradotto: chi aveva chiuso il cantiere prima dell’attivazione si è trovato con un calendario già avviato, senza margine per errori di compilazione o per verifiche tardive. A metà settembre, quei trenta giorni sono già trascorsi.

Un decreto del 2022, un portale del 2026

La domanda è quasi automatica: perché una finestra così stretta arriva solo ora? La risposta sta nella distanza tra due date. Il decreto relativo alla produzione di biometano è stato firmato dal Ministro della Transizione ecologica il 15 settembre 2022. Il decreto “Pratiche ecologiche”, dal quale discende il contributo in conto capitale, è arrivato soltanto il 13 marzo 2024. Sono passati circa diciotto mesi tra il primo provvedimento e il secondo, e non si tratta di una parentesi tecnica: è il tempo che separa l’annuncio della politica energetica e lo strumento operativo che dovrebbe finanziarla.

Poi serve un altro passaggio. A febbraio 2026, in attuazione dell’articolo 27 del decreto-legge 19 febbraio 2026, n. 19 (DL PNRR), la misura M2C2 I.1.4 del PNRR, Sviluppo del biometano secondo criteri per promuovere l’economia circolare, è evoluta in un programma di sovvenzione finanziaria per complessivi 2.236,02 milioni di euro, gestito direttamente dal GSE. Tra il decreto del 2022 e il portale del 2026 passano quasi quattro anni. Tra il decreto attuativo del marzo 2024 e l’avviso dello scorso 4 agosto passano oltre due anni. La finestra lasciata alle imprese per presentare la richiesta è di trenta giorni.

Il vincolo temporale, però, non pesa solo su chi è in ritardo. La richiesta di riconoscimento degli incentivi è riservata alle iniziative ammesse in posizione utile, indicate nella Tabella A, e può essere trasmessa al GSE solo dopo il perfezionamento degli accordi di concessione e dopo il completamento dell’intervento. Il portale non è quindi l’inizio del percorso: è l’ultimo passaggio di una filiera che ha già scontato anni di attesa. Con queste regole, il tempo non è un dettaglio procedurale, ma un vincolo strutturale per le imprese che devono incastrare fine lavori, accordi di concessione e presentazione telematica in trenta giorni.

Secondi in Europa, se il tornello lascia passare

La posta in gioco non è solo contabile. Al 2030 è attesa una crescita importante, che potrebbe portare l’Italia a diventare il secondo produttore europeo di biometano dopo la Germania. Secondo Milano Finanza, il Pnrr ha mobilitato 1,9 miliardi di euro, prevedendo contributi fino al 40% degli investimenti e tariffe incentivanti per 15 anni. Un obiettivo di scala europea, insomma, affidato a un canale che chiede di passare in trenta giorni, con una piattaforma aperta solo a inizio agosto e una scadenza che per molti era già operativa nel momento stesso in cui la funzionalità diventava disponibile.

La corsa è iniziata il 4 agosto scorso. Chi non l’ha ancora capito, potrebbe scoprire di essere già arrivato tardi.