L’impianto danese ha già contratti pluriennali con Maersk, Novo Nordisk e altri, mentre un concorrente è fallito
A quasi un mese dall’annuncio del 20 agosto, il dato che conta non è la firma di OMV: sono i quattro contratti di off-take pluriennali già chiusi su un impianto da 42.000 tonnellate l’anno. European Energy e Mitsui & Co., attraverso la joint venture Solar Park Kassø (SPK), hanno firmato un accordo pluriennale con OMV per l’acquisto di e-metanolo dall’impianto di Kassø. È il quarto accordo di off-take a lungo termine annunciato pubblicamente per quella produzione.
Quattro firme su un impianto da 42.000 tonnellate
L’impianto di Kassø non è una scommessa isolata. Inaugurato a maggio 2025, ha una capacità produttiva annua di 42.000 tonnellate. Solar Park Kassø è la joint venture tra European Energy (51%) e Mitsui & Co. (49%). L’accordo con OMV è il quarto annunciato pubblicamente: prima di OMV c’erano già compratori di lunga durata, e non marginali. Maersk ha dichiarato di voler usare l’e-metanolo dell’impianto per alimentare la Laura Mærsk, la prima portacontainer al mondo in grado di operare a metanolo. Novo Nordisk lo userà per sostituire il metanolo fossile nella produzione di prodotti selezionati.
L’e-metanolo fornito nell’ambito dell’accordo con OMV sarà certificato UE come carburante rinnovabile di origine non biologica (RFNBO). Non è un dettaglio tecnico: è il requisito che lo rende utilizzabile per rispettare obblighi normativi, non solo per iniziative volontarie. È un volume rilevante per un prodotto non ancora maturo: non parliamo di un annuncio di capacità, ma di un impianto che ha già una domanda pluriennale contrattualizzata. Ma il quarto accordo non è solo un cliente in più: porta l’e-metanolo in un segmento completamente nuovo.
Perché OMV non è un cliente come gli altri
Il percorso da Kassø alla strada passa da Burghausen e dalla normativa tedesca. La Germania, con il recepimento della RED III, impone quote vincolanti RFNBO sui carburanti da trasporto. Questo crea una domanda prevedibile, ed è esattamente ciò che rende commercialmente praticabili accordi pluriennali come quello di OMV. Non si compra e-metanolo per una prova: lo si compra perché c’è un obbligo da rispettare.
OMV, dal canto suo, afferma di essere la prima azienda energetica in Germania a introdurre e-metanolo rinnovabile nel trasporto stradale commerciale. Lo fa miscelando l’e-metanolo nel biodiesel FAME presso la raffineria di Burghausen e commercializzando, da metà luglio, un diesel con una componente FAME prodotta con il carburante. Finora l’e-metanolo di Kassø alimentava navi e processi farmaceutici; ora entra nel serbatoio di un mercato regolato, dove le quote contano più del prezzo spot. La differenza non è nel carburante in sé, ma nel canale: prima la domanda veniva da settori che potevano permettersi un costo aggiuntivo per obiettivi volontari, adesso arriva da una normativa nazionale che fissa quantità minime.
Se la domanda regolata spiega la firma OMV, resta da chiedersi chi resta in piedi in un mercato che sta selezionando.
Il fallimento di Liquid Wind e il numero da guardare
E infatti il panorama competitivo non è per tutti. Liquid Wind AB, la società madre del Liquid Wind Group, è stata dichiarata fallita lo scorso 11 maggio 2026. È stato nominato curatore fallimentare l’avvocato Lars Melin dello studio Styrks. Il fallimento non è una resa della tecnologia: è una selezione del mercato. Mentre Kassø accumula contratti di off-take, un produttore che non ha raggiunto la stessa solidità finanziaria è uscito di scena.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è la produzione di Kassø, ma la quota vincolante RFNBO prevista dalla Germania: è quella a decidere quanti altri OMV firmeranno, mentre i produttori meno capitalizzati restano fuori.




