Il progetto Atis da 864 MW punta a produrre circa 2 TWh l’anno, contro i soli 30 MW di Taranto

Il paradosso: 84,3 GW sulla carta, 30 MW in mare

Secondo un’analisi di Windtech International, il parco progetti italiano di eolico offshore ammonta a circa 84,3 GW, distribuiti su 131 parchi pianificati. In acqua, però, ce n’è uno solo: i 30 MW del progetto di Taranto. Tra queste due cifre sta un divario enorme, fatto di autorizzazioni, infrastrutture di rete e cantieri che non risultano avviati. La notizia che il progetto Atis, un parco eolico offshore galleggiante da 864 MW previsto nel Mar Ligure al largo della Toscana, ha raggiunto la fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stata riportata da Il Messaggero Marittimo il 19 gennaio 2026. Ed è il banco di prova per capire se i numeri sulla carta possono diventare energia reale.

Gli 84,3 GW sono potenza nominale: la somma delle capacità dichiarate dei singoli progetti, non l’energia che verrebbe effettivamente immessa in rete. Per valutare il contributo reale di un impianto serve una stima di produzione. Ed è qui che Atis diventa interessante: non solo per la taglia, ma perché consente di confrontare potenza e energia su un progetto concreto. La pipeline italiana è immensa, ma il tasso di conversione dai GW annunciati ai TWh prodotti è minimo. Il solo parco operativo, quello di Taranto, non basta a dare un’idea della produzione possibile: serve un progetto con numeri più grandi e una stima dichiarata dell’energia annua.

Atis: la scommessa da 2 TWh

Nel vuoto tra ambizione e realtà, il progetto Atis prova a ritagliarsi spazio. Nella documentazione pubblicata su va.mite.gov.it, il parco eolico offshore flottante è denominato “Atis” e ha una potenza di 864 MW, da realizzare nel Mar Ligure al largo della Toscana. La configurazione tecnica, come dettagliata in un articolo di Greenreport, prevede 48 turbine da circa 18 MW ciascuna, con un diametro di 250 metri e un’altezza del mozzo dal pelo libero dell’acqua di 157 metri. Numeri che danno la scala dell’infrastruttura: turbine alte più di centocinquanta metri, ancorate su fondali dove serve tecnologia flottante, non pali infissi.

La potenza di 864 MW è solo una parte del discorso. La grandezza che conta per un impianto eolico è l’energia immessa in rete. Secondo l’associazione ambientalista Legambiente, un impianto come Atis è in grado di produrre circa 2 TWh/anno. Per dare un ordine di grandezza: il solo parco operativo in Italia, quello di Taranto, ha una capacità di 30 MW; Atis ne varrebbe quasi ventinove volte in potenza. Non ci sono, nelle informazioni disponibili, indicazioni sul prezzo dell’energia o sui costi di realizzazione: la scommessa va misurata su potenza ed energia, non su convenienza economica. E la distanza tra il singolo megawatt in mare e il terawattora prodotto è l’elemento da osservare.

La corsa al galleggiante: chi arriva primo

Dalla potenza di Atis alla fotografia complessiva del mercato, il quadro è di un solo impianto operativo da 30 MW, una pipeline di 84,3 GW e una serie di progetti flottanti che si affacciano alla stessa fase autorizzativa. Secondo quanto si legge in una comunicazione del promotore, la presentazione della documentazione per un parco eolico galleggiante al largo della Sardegna rappresenta il terzo progetto flottante italiano a raggiungere la VIA e il primo per la costa sarda. Questo dato va letto insieme ad Atis: più progetti puntano alla Valutazione di Impatto Ambientale, ma il numero di quelli che arriveranno davvero alla costruzione non è scontato. Tra un’unica installazione operativa e 131 parchi pianificati, il collo di bottiglia non è l’ambizione, ma la capacità di superare i passaggi autorizzativi e di collegarsi alla rete.

Il trend da tenere d’occhio, quindi, non è la potenza annunciata ma il tasso di conversione: quanti dei 131 parchi pianificati supereranno la VIA e passeranno dai GW sulla carta ai TWh in mare? La risposta non sta nei gigawatt dichiarati, ma nella differenza tra ciò che viene proposto e ciò che entra in esercizio.