Repowering eolico a 254 MW, ma il fotovoltaico frena: il divario verso il Pniec resta ampio
Il dettaglio che muove la strategia: 254 MW di repowering
A luglio, tra le valutazioni ambientali segnalate sul sito Via-Vas-Aia del Mase, cinque iniziative di repowering eolico hanno ottenuto il via libera per 254 MW di nuovi aerogeneratori. È il dato tecnico che spiega la strategia italiana per le rinnovabili: non si tratta solo di costruire nuovi impianti, ma anche di sostituire le turbine esistenti con macchine più performanti. Il repowering consente di aumentare la potenza installata senza consumare nuove aree, sfruttando connessioni di rete già disponibili e riducendo l'impatto sul territorio.
Nello stesso mese, cinque nuovi parchi eolici hanno ricevuto il via libera per un totale di 224,8 MW. Il fotovoltaico e l'agrivoltaico, invece, hanno registrato un calo rispetto a giugno. Il segnale è ambiguo: mentre l'eolico avanza, il fotovoltaico segna il passo. Ma se il repowering è la chiave per ammodernare la base installata, quanto pesa davvero rispetto agli obiettivi decennali?
La promessa del NECP contro i numeri di Teha
Il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima (Pniec) dichiara che l'Italia raggiungerà i suoi obiettivi al 2030 con una combinazione di nuovi impianti e il repowering di parchi eolici esistenti. L'ipotesi è che le due leve corrano in parallelo: le nuove installazioni coprono la crescita, il repowering mantiene e potenzia l'esistente. A livello di numeri proiettati, però, la promessa si scontra con una realtà più lenta.
Secondo le elaborazioni di Teha, mantenendo le attuali tendenze il Paese arriverebbe nel 2030 a una potenza installata da rinnovabili pari a 101,9 GW, contro il target di 131 GW previsto dal Pniec. Il divario è di circa 29 GW. In megawatt, il conto è immediato: 29.000 MW mancanti su un obiettivo che richiede volumi di installazione e rinnovo ben superiori a quelli attuali.
Il via libera di luglio per 254 MW di repowering è un tassello reale, ma va letto sulla scala del divario proiettato da Teha: si tratta di una porzione minima dei 29 GW che mancano all'appello. Non è una questione di sola autorizzazione, ma di velocità di installazione e di capacità del sistema di replicare e moltiplicare interventi simili in tempi brevi.
A che punto siamo davvero: il freno del fotovoltaico
Per capire se il divario proiettato è già in atto, basta guardare l'ultimo anno. Nel 2025, secondo il Politecnico di Milano Renewable Energy Report 2026, la nuova capacità rinnovabile installata in Italia si è fermata a 7,2 GW, in calo del 6% rispetto ai 7,6 GW del 2024. La capacità rinnovabile totale installata ha raggiunto 81,7 GW. Dopo una fase di crescita, il sistema ha rallentato proprio quando servirebbe accelerare per avvicinarsi al target di 131 GW.
Il calo del 6% è lo stesso segnale che si leggeva nei dati di luglio: fotovoltaico e agrivoltaico in frenata, mentre l'eolico cresce soprattutto grazie al repowering. Per chi progetta e gestisce impianti, il trade-off è concreto. Il repowering eolico può ammodernare la base installata senza consumare nuove aree, ma se il fotovoltaico e l'agrivoltaico non riprendono quota, la somma di nuovi impianti e sostituzioni non raggiungerà il ritmo necessario. La partita si gioca sulla capacità di installare, non solo di autorizzare.




