L’84,07% degli edifici è ancora senza impianti solari, con forti differenze tra le province
Guardare il tetto di casa e chiedersi se sia arrivato il momento di installare i pannelli è un pensiero che accomuna molti, davanti a una bolletta poco piacevole o a un preventivo. I dati dicono che quell’esitazione è più diffusa di quanto si pensi. A giugno 2026, secondo Terna, risultavano installati 2.192.787 impianti fotovoltaici; eppure, come riportato lo scorso 3 agosto, il Barometro del Fotovoltaico di Elmec Solar stima che l’84,07% degli edifici sia ancora privo di impianti solari. In pratica, otto tetti su dieci restano vuoti. Perché? E cosa significa per chi oggi sta pensando di fare il passo?
Il tetto che non sfruttiamo: un dubbio molto italiano
È facile guardare i tetti dei vicini e immaginare che ormai ce l’abbiano tutti. I numeri smentiscono questa sensazione: la stragrande maggioranza degli edifici non ha ancora fatto il passo, e il dubbio prima di un investimento di questo tipo è più che legittimo. Ma dire «siamo in tanti» non basta: il quadro cambia molto a seconda di dove si vive. Per capire se il momento è quello giusto, serve guardare la mappa provincia per provincia.
Da Trento a Terni: l’Italia a due velocità del solare
I numeri non sono uniformi. Il Barometro delle province fotografa un Paese diviso. Terni è la provincia con la quota più elevata di edifici senza fotovoltaico: il 93,51% delle coperture risulta ancora disponibile. All’estremo opposto c’è la provincia autonoma di Trento, con il tasso di sfruttamento più alto, pari al 63,95%, più che doppio rispetto alla seconda classificata. E non è solo una fotografia statica: Trento guida anche la classifica del miglioramento della penetrazione, con un incremento di 4,36 punti percentuali nel periodo considerato. In altre parole, dove si era già partiti si è guadagnato terreno; dove si era fermi, il divario non si è ridotto.
Dietro queste differenze c’è un mercato in stallo. Sul fronte del fotovoltaico residenziale, l’effetto Superbonus si è praticamente esaurito e il mercato è in stand by. Secondo Italia Solare, il confronto con il primo semestre 2025 mostra che l’incremento del residenziale è sceso da 725 a 556 Megawatt, con una contrazione del 23%. E il rallentamento non è solo italiano: già nel 2025 la Francia ha superato l’Italia installando la terza maggiore capacità solare in Europa, spinta dall’espansione commerciale e utility-scale, mentre il settore rooftop italiano si è contratto bruscamente dopo la fine degli schemi di supporto.
Obiettivo 2030: aspettare o agire?
Il confronto con gli obiettivi nazionali non è astratto: riguarda anche il tetto di casa. Se il ritmo attuale non cambia, il Paese rischia di mancare il target di 80 GW di nuova potenza da installare entro fine decennio, e di arrivarci nel 2038, con otto anni di ritardo. È un paradosso: l’84% degli edifici è privo di impianti solari, e su quei tetti resta inutilizzato un potenziale enorme. Il problema non è lo spazio, ma il ritmo con cui lo si sta usando.
Per chi sta decidendo, il dato utile è un altro: il residenziale ha rallentato perché è venuto meno lo stimolo più forte degli ultimi anni. L’effetto Superbonus si è praticamente esaurito e il mercato è in stand by. Non è un segnale che il fotovoltaico non serva, ma che la convenienza va calcolata sui consumi reali della casa, non su una spinta temporanea. Guardare i dati della propria provincia — quanti edifici hanno già scelto, quanto si muove il mercato locale — aiuta a capire se si sta decidendo nel momento giusto o se conviene aspettare condizioni migliori.
La scelta, alla fine, resta personale. I numeri non dicono se installare adesso o aspettare: dicono che c’è molto spazio per farlo, che il ritmo attuale non è all’altezza degli obiettivi nazionali e che le opportunità non sono distribuite allo stesso modo ovunque. Sapere questo non elimina il dubbio, ma lo trasforma in una domanda più precisa: quanto consuma davvero la mia casa, cosa succede nella mia provincia, e quanto sono disposto ad aspettare?
Non si tratta di correre a installare i pannelli domani, ma di sapere che l’84% dei tetti è una risorsa in attesa. Guardare i dati della propria provincia, confrontare i costi e i consumi reali: è questo che trasforma un dubbio in una decisione.




