La pipeline autorizzata supera di 1,8 volte il tetto Macse, e le durate medie raddoppiano le 4 ore di riferimento.
Dieci contro uno. In sette mesi, la Sicilia ha autorizzato 10 progetti BESS per 5 GWh: lo dicono i numeri degli iter conclusi, con la potenza autorizzata di 1.338,48 MW su dieci impianti. Nella prima asta Macse, la capacità assegnata in Sicilia si era fermata a. La pipeline autorizzata oggi supera di 1,8 volte il tetto massimo del contingente Macse previsto per la Regione, pari a 6 GWh di capacità.
Un divario di dieci volte.
La spinta viene dal fotovoltaico: la Regione Siciliana ha visto un incremento del fotovoltaico del 45% nell’ultimo anno, contro il 17% nazionale. È una corsa che non riguarda solo l’Isola. In Cina, la capacità solare cumulata ha superato per la prima volta quella del carbone, ferma a 1,285 TW.
Le ore contano più dei gigawattora
Terna usa le 4 ore di riferimento per i BESS. Ma nella prima asta Macse, le durate dei progetti aggiudicati sono state comprese tra 6 e oltre 8 ore, con una media di circa 6,7 ore: il doppio del riferimento del gestore. Non è un dettaglio tecnico.
A determinare il valore di un impianto di accumulo non è solo la potenza, ma per quante ore può erogare energia. E il mercato siciliano ha scommesso su impianti più lunghi.
Nella prima asta Macse, il premio marginale siciliano è stato circa il 30% superiore rispetto all’Area Sud. In pratica, per lo stesso servizio di accumulo la Sicilia ha pagato di più. Un segnale che la domanda di flessibilità è già alta.
Da aprile 2026 il cambio di passo
A partire da aprile 2026, in Sicilia è diventato evidente. La pipeline si è allineata in parte al target regionale al 2030 di 13,6 GWh di capacità BESS, ma lo ha fatto senza aspettare il ritmo delle aste. Il contingente Macse per la Regione è di 6 GWh: la pipeline autorizzata lo ha già superato, come detto, di 1,8 volte. Il mercato delle autorizzazioni sta andando più veloce del mercato della programmazione.
Non è solo una questione siciliana. In India, la proposta di storage obbligatorio della CEA prevede che dal 2027 i nuovi impianti solari ed eolici a terra includano sistemi di accumulo co-localizzati di almeno due ore e capacità pari al 10% dell’impianto. L’accumulo sta diventando un requisito strutturale, non un’opzione.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi non è quanti GWh vengono autorizzati, ma quante ore di scarica il mercato è disposto a remunerare. Se la seconda asta Macse confermerà un premio marginale siciliano sopra il 30% rispetto all’Area Sud, la bolla autorizzativa avrà un prezzo chiaro.




