Il programma di sovvenzioni per le Cer si sta esaurendo dopo aver raccolto oltre trentamila richieste
10.722.689,98 euro. È il valore del sesto atto di concessione dei contributi Pnrr per le comunità energetiche rinnovabili e i gruppi di autoconsumatori, pubblicato dal Gse lo scorso 31 luglio. Non è una buona notizia, è il segnale che il rubinetto dei fondi per le CER si sta chiudendo. Il nuovo elenco comprende 479 domande, per una potenza corrispondente di 24,05 MW.
Un sesto atto da 10,7 milioni
Con il nuovo provvedimento salgono a 30.299 le richieste ammesse, per 779 milioni di euro e 1.763,6 MW. Messo in fila, il dato racconta meglio di qualsiasi annuncio: con i primi sei atti sono stati concessi contributi a 30.299 soggetti per 779 milioni di euro. Su un programma di sovvenzione da 795,5 milioni, significa che la dotazione è quasi interamente assegnata. Il margine residuo è di pochi milioni. Ma dietro a questi numeri c’è una storia di promesse ridimensionate.
Da 2,2 miliardi a 795,5 milioni
Per capire perché il sesto atto suona come un campanello d’allarme, bisogna tornare al 2021. L’importo iniziale di 2,2 miliardi di euro per la misura CER era stato definito sulla base di simulazioni che ipotizzavano un sostegno interamente erogato sotto forma di prestiti a tasso zero fino al 100% dei costi ammissibili. Quella stima, però, non descriveva un programma di sovvenzioni: ipotizzava prestiti, con una logica finanziaria del tutto diversa. Quando la misura è stata trasformata in contributi in conto capitale, la dotazione è stata riallineata a un programma di sovvenzione finanziaria per complessivi 795,5 milioni di euro, gestito direttamente dal Gse.
La differenza non è solo aritmetica. Il taglio ha creato aspettative in migliaia di enti locali e imprese, che ora si trovano senza basi economiche. Già nel novembre 2025 Salvatore Midili osservava: «Lo Stato crea aspettative, mobilita migliaia di enti locali e imprese, e poi toglie le basi economiche su cui tutti stavano lavorando». Il problema, a questo punto, non è più la promessa del 2021, ma chi riuscirà a incassare prima che il quadro si chiuda.
La platea che preme sui fondi è ampia. A febbraio 2026 risultavano oltre 700 CER operative, circa 1.800 configurazioni CER attive e più di 1.300 CER in fase di attivazione legate anche alle richieste di finanziamento Pnrr. Tradotto: migliaia di progetti, enti locali e imprese, guardano a un fondo ormai quasi saturo.
Il portale apre, la corsa è già partita
Lo scorso 3 agosto si è passati dalla teoria alla pratica: ha aperto il portale unico per rendicontare le spese. Da quel momento, le CER ammesse devono dimostrare di aver realizzato gli interventi per incassare i contributi. Con 30.299 richieste già ammesse e una dotazione quasi esaurita, la selezione si sposta sulla capacità di rendicontare in fretta e senza errori. E mentre il portale smista le rendicontazioni, la domanda resta aperta: quante CER resteranno fuori?
La transizione energetica dal basso è appesa a un portale di rendicontazione e a una dotazione quasi esaurita. Per migliaia di enti locali e imprese la corsa è già finita, prima ancora di iniziare.




