Golden State Wind recupera i canoni solo se investe in petrolio nel Golfo.
Il governo federale degli Stati Uniti ha trovato un modo per spendere denaro pubblico non per costruire pale eoliche, ma per non costruirle.
In base a un accordo contestato, Golden State Wind LLC potrebbe recuperare circa 120 milioni di dollari (circa 103 milioni di euro) in canoni di locazione, a patto di investire una somma equivalente in asset petroliferi e di gas, infrastrutture energetiche o progetti di gas naturale liquefatto lungo la costa del Golfo.
È il rovesciamento di una logica industriale.
Nello stesso periodo, il parco eolico Borkum Riffgrund 3 da 913 MW, di proprietà di Ørsted e Nuveen Infrastructure, è entrato in esercizio commerciale in Germania. E la State Grid Corporation of China ha un obiettivo di 200 GW annui di nuova capacità rinnovabile. Tre modi diversi di stare nella transizione energetica.
Un paradosso americano: pagare per non costruire
La California ha deciso di opporsi. Il procuratore generale Rob Bonta e la California Energy Commission hanno presentato la causa della California contro l’amministrazione Trump e Golden State Wind per un presunto acquisto illegale della concessione eolica offshore. L’accordo prevede che la clausola di rimborso renda Golden State Wind idonea a recuperare circa 120 milioni di dollari (circa 103 milioni di euro) in canoni di locazione solo dopo aver investito una somma equivalente in asset petroliferi e di gas, infrastrutture energetiche e/o progetti di gas naturale liquefatto lungo la costa del Golfo.
La California chiede alla corte l’annullamento dell’accordo e di impedire all’amministrazione Trump di implementarlo. Il punto è l’obiettivo strategico dello stato: lo sviluppo di 25 GW entro il 2045.
La Germania accende 913 MW, ma la rete ha ritardato
Nel Mare del Nord tedesco, Borkum Riffgrund 3 è stato commissionato ed è ora in esercizio commerciale. La messa in servizio era prevista per il quarto trimestre 2025, ma è stata rinviata a causa dei ritardi nella costruzione del collegamento DolWin5.
Borkum Riffgrund 3 non ha una sottostazione offshore: le turbine sono collegate direttamente tramite un collegamento a 66 kV alla piattaforma DolWin epsilon. La prima immissione di energia è avvenuta il 3 dicembre 2025.
Ørsted ha firmato diversi contratti di acquisto di energia a lungo termine (CPPA) per un totale di 786 MW di capacità da Borkum Riffgrund 3. Tra questi c’è il contratto di Amazon da 350 MW.
Intanto, più a est, le turbine del parco eolico Windanker hanno iniziato a esportare energia. È un segnale che la capacità offshore tedesca sta crescendo, anche se gli investitori chiedono a Berlino di riformare la legge WindSeeG per dare sicurezza agli investimenti.
La Cina punta a 200 GW, gli USA a trivelle
La State Grid Corporation of China ha un obiettivo di 200 GW annui di nuova capacità rinnovabile. È dieci volte la capacità offshore pianificata dalla California al 2045, ma con una differenza: la Cina costruisce, gli Stati Uniti in questo momento pagano per non costruire.
Il numero da tenere d’occhio nei prossimi mesi è 25 GW: se i tribunali confermeranno l’accordo di buyout, sarà il primo caso in cui un governo federale spende soldi pubblici per smontare capacità pianificata. Nel frattempo, la rete tedesca ha accolto 913 MW con tre mesi di ritardo: un segnale che la transizione, in Europa, è ancora una questione di cavi, non di volontà.



