California contesta il rimborso da 120 milioni legato a investimenti in petrolio e gas nel Golfo.
Centoventi milioni di dollari di canoni restituiti, ma soltanto se il beneficiario investe una somma equivalente in petrolio, gas e GNL lungo la costa del Golfo del Messico. Non è una clausola accessoria: è il cuore di un accordo complessivo da 885 milioni di dollari (756 milioni di euro) che la California ha impugnato davanti al tribunale.
L’accordo riguarda la concessione eolica offshore di Golden State Wind. Il procuratore generale Rob Bonta e la California Energy Commission hanno presentato la causa della California contro l’amministrazione Trump e Golden State Wind per un presunto buyout illegittimo.
Un rimborso che premia il fossile
In base all’accordo, Golden State Wind potrebbe recuperare i canoni di locazione rimborsabili, circa 120 milioni di dollari (103 milioni di euro), soltanto dopo aver investito una somma equivalente in asset petroliferi e di gas naturale, infrastrutture energetiche o progetti di GNL lungo la costa del Golfo. Il meccanismo rovescia la logica di una compensazione: non ristora un danno, indirizza capitale verso fonti fossili.
La California sostiene che l’Outer Continental Shelf Lands Act limita l’autorità del Dipartimento degli Interni di cancellare le concessioni eoliche offshore. Secondo la stessa accusa, l’accordo contestato vorrebbe chiudere un contenzioso che Golden State Wind non ha mai avviato, contestando un’azione che il Dipartimento degli Interni non ha mai adottato.
Lo stato chiede al tribunale l’annullamento dell’accordo. L’obiettivo è impedire che l’amministrazione Trump lo applichi. Non è una questione simbolica: la California ha già investito più di 100 milioni di dollari in porti e reti (circa 86 milioni di euro) per preparare l’infrastruttura all’eolico offshore, e il piano strategico offshore della California punta a 25 GW di capacità entro il 2045. L’eventuale cancellazione metterebbe a rischio più di 174.750 posti di lavoro, secondo le stime statali.
Il confronto con chi accende le turbine
Mentre in California si discute di annullare, in Europa l’eolico offshore continua a produrre. Il parco eolico Windanker ha iniziato a esportare energia. In Germania, il parco eolico Borkum Riffgrund 3 da 913 MW è stato commissionato ed è in esercizio commerciale. Ørsted ha firmato contratti di acquisto a lungo termine per 786 MW di capacità del parco.
Il numero da tenere d’occhio
Non è ancora chiaro se il tribunale federale accoglierà la richiesta di sospensione.
Ma il dato che farà la differenza nei prossimi mesi è il rapporto tra i 120 milioni di dollari di canoni rimborsabili e i 25 GW di obiettivo californiano al 2045. Se l’accordo venisse confermato, ogni dollaro restituito a Golden State Wind sarebbe un dollaro condizionato a investimenti fossili, e ogni gigawatt mancato ridurrebbe il valore degli investimenti infrastrutturali già fatti.



